Oms: "Riparte trial con idrossiclorochina"

I decessi in Italia, dall’inizio dell’emergenza, sono 33.601. Caruso:"la variante buona è geneticamente diversa"

covid_4_6_5_2020.jpg

cms_17768/1.jpg

Riprende il trial sull’idrossiclorochina contro Covid-19 che era stato interrotto in via precauzionale dall’Organizzazione mondiale della sanità. "Il gruppo esecutivo comunicherà ai principali investigatori coinvolti nello studio la ripresa del braccio del trial con idrossiclorochina". Lo ha annunciato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra.

"Come sapete, la scorsa settimana il gruppo esecutivo del trial Solidarity aveva deciso uno stop del braccio con idrossiclorochina dello studio, a causa di preoccupazioni sollevate sulla sicurezza del farmaco", ha ricordato il dg Oms. Ebbene, dopo la revisione dei dati condotta in questi giorni e "sulla base dei dati disponibili sulla mortalità, i membri del comitato hanno raccomandato che non vi siano ragioni per modificare il protocollo del trial. Il comitato per la sicurezza e il monitoraggio dei dati continuerà comunque a monitorare attentamente la sicurezza di tutte le terapie testate nell’ambito dello studio Solidarity". Finora sono stati reclutati "oltre 3500 pazienti in 35 Paesi", ha aggiunto Tedros Adhanom Ghebreyesus.

"PREOCCUPATI PER CENTRO E SUDAMERICA" - In conferenza stampa il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità ha poi sottolineato: "Siamo particolarmente preoccupati per l’America centrale e meridionale, dove molti Paesi stanno assistendo a un’accelerazione dell’epidemia. Vediamo anche un numero crescente di casi nel Mediterraneo orientale, nel Sud-Est asiatico e in Africa, sebbene i numeri siano molto più piccoli".

Quanto all’Europa, "il numero di casi di Covid-19 continua a diminuire. Ieri c’è stato il minor numero di casi segnalati in Europa dal 22 marzo". E questo mentre "più di 100.000 casi sono stati segnalati all’Oms in ciascuno degli ultimi 5 giorni". "Le Americhe continuano a contare la maggior parte dei casi. Per diverse settimane, il numero di casi segnalati ogni giorno nelle Americhe è stato superiore al resto del globo con Europa-Africa insieme", ha rilevato il dg.

cms_17768/Maria_Van_Kerkhove.jpg

"VIRUS PIÙ BUONO O CATTIVO? NO PROVE GENETICHE" - Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il coronavirus dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in conferenza stampa a Ginevra ha spiegato che "nessuno studio fino ad ora ha dimostrato che il virus sia cambiato diventando più" o meno "severo. Potrà diventare più grave? E’ possibile, ma penso che questo accadrà se inizieremo a sottovalutarlo". "Ecco perché è importante continuare a rispettare le misure", il distanziamento e il lavaggio delle mani, "ricordando che le mascherine da sole non bastano".

cms_17768/1_(2).jpg

"In generale i virus tendono ad evolversi in modo da adattarsi all’ospite e a fare meno danni possibili", ha sottolineato dal canto suo Mike Ryan, capo del programma di emergenze sanitarie dell’Oms. "Non è interesse di un virus - ha ricordato - uccidere tutti coloro che infetta, lo abbiamo visto con i bambini, ma non ci sono particolari segnali che la contagiosità e la severità siano cambiate. Stiamo monitorando attentamente comunque i segnali spia di una mutazione".

cms_17768/4.jpg

cms_17768/LOGO-PROTEZIONE-CIVILE-NAZIONALE.jpgAltri 71 morti in Italia per coronavirus. In totale i decessi dall’inizio dell’emergenza sono 33.601, come rende noto la Protezione Civile. I guariti sono 160.938, con un aumento di 862 unità rispetto a ieri. I casi attualmente positivi sono 39.297, vale a dire 596 in meno. In isolamento domiciliare 33.202 persone, mentre 5.742 sono ricoverate con sintomi. I pazienti in terapia intensiva sono 353: il numero è diminuito di 55 unità.

cms_17768/bilancio_0306.jpg

cms_17768/Arnaldo-Caruso-virologo-26052020.jpg

(Paola Olgiati) - La variante ’buona’ del nuovo coronavirus isolata a Brescia non è solo "estremamente meno aggressiva", ma è anche "geneticamente molto diversa". Il suo Rna presenta cioè "mutazioni significative" rispetto a quello dei virus Sars-CoV-2 sequenziati nei mesi più ’caldi’ dell’epidemia di Covid-19. Lo annuncia Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), che nei giorni scorsi ha comunicato la scoperta di "una variante virale molto meno potente. Mentre a quelle più aggressive bastano 2-3 giorni per sterminare in vitro tutte le cellule bersaglio a disposizione - aveva spiegato - a questa servono almeno 6 giorni soltanto per iniziare ad attaccarle".

Oggi il passo avanti: la ’variante bresciana’ trovata dal Laboratorio di Microbiologia dell’Asst Spedali Civili, diretto da Caruso - isolata da un tampone che, a differenza di quelli che arrivano nelle ultime settimane all’attenzione dei centri deputati a processarli, "presentava stranamente una carica virale altissima" pur provenendo da "un paziente completamente asintomatico" - appare anche mutata geneticamente. Prima di dirlo "aspettavamo di confrontarci con i colleghi più esperti in questo campo - precisa l’esperto, ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all’università degli Studi di Brescia - Ora lo abbiamo fatto e finalmente possiamo riferire di avere ottenuto una sequenza completa fortemente attendibile".

Il lavoro "è pronto per la pubblicazione - assicura il numero uno dei virologi - Lo sto inviando a una rivista scientifica internazionale e, come noto, questo è un processo che ha i suoi tempi. Ma fin d’ora, chiunque all’interno della comunità scientifica fosse interessato alla sequenza potrà contattarmi perché siamo assolutamente pronti a condividerla. E’ questo che mi aspettavo già al primo annuncio, quando ho informato dell’isolamento della nuova variante: curiosità, non certo polemiche", ragiona lo specialista che ci tiene a evidenziare "quella che per noi è la vera notizia": sapere che esistono varianti più deboli di Sars-CoV-2 "potrà anche aprire la strada alla messa a punto di vaccini attenuati contro Covid-19".

Le differenze riscontrate nella sequenza genetica della variante buona non stupiscono Caruso: "Me lo aspettavo", dice. "Mi aspettavo che ci fossero una serie di variazioni", delle ’novità’ nell’Rna virale. "Differenze molto significative - ricorda - del resto le avevamo individuate anche in altri ceppi, pur non modificati nell’aggressività, che stiamo studiando e sui quali pubblicheremo insieme a Massimo Clementi dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Pure Massimo Ciccozzi del Campus Bio-Medico di Roma mi ha confermato di avere visto tantissime interessanti modifiche. Nel mondo sono almeno 7mila quelle ormai note" e "chiunque sappia di virologia - puntualizza l’esperto - sa bene che i coronavirus hanno un’alta potenzialità di mutazione", perché "fanno della mutazione un punto di forza per replicare e propagarsi".

Adesso si tratterà di capire "il perché di queste mutazioni, quali sono quelle importanti ai fini della patogenicità dell’agente di Covid-19 e quanto sono diffuse". Ma le ricerche future potranno anche contribuire ad arricchire l’’albero genealogico’ di Sars-CoV-2. In gergo epidemiologico si parla di "alberi filogenetici, gruppi all’interno dei quali vengono classificati virus vicini, simili l’uno dell’altro. Il nuovo coronavirus appare essersi differenziato molto recentemente dagli altri" suoi ’cugini’ e "rientra in un albero filogenetico a parte in cui sta da solo", almeno per ora. Un domani, infatti, per Caruso non è escluso che i ’rami’ del suo albero possano popolarsi di "altri coronavirus molto molto simili. Parenti stretti", si spera non ’esplosivi’ come il loro capofamiglia. "Staremo a vedere".

Il presidente Siv-Isv ribadisce come la variante meno cattiva del nuovo coronavirus sia stata "un ritrovamento fortunato, possibile grazie a un tampone a carica virale eccezionalmente alta per questa fase epidemica". Ma si può ipotizzare che altri tamponi, quelli "a titolo virale troppo basso per consentire un isolamento e un sequenziamento virale completo", in realtà possano contenere anche loro questa variante buona? La domanda è legittima, conferma Caruso. "In passato - ragiona infatti l’esperto - le analisi condotte hanno riguardato tutte tamponi molto ricchi in virus, eseguiti su pazienti che da Covid-19 hanno ricevuto l’insulto più forte, sperimentandone la maggiore aggressività. Abbiamo così trovato virus simili tra loro".

In altre parole, in qualche modo finora "l’analisi è stata falsata" da un limite tecnico che a livello internazionale ha portato gli scienziati a "selezionare" e quindi a vedere "le varianti verosimilmente più aggressive". Ora, però, gli studi in corso sull’isolato bresciano potrebbero "aprire finestre inedite": riuscendo a individuare specifici punti chiave della sequenza genetica virale, "con metodologie diverse - prevede lo specialista - potremo azzardare ipotesi sulla base del sequenziamento di piccoli frammenti del virus", scoprendo elementi "che potrebbero avvicinarsi al nostro isolato o eventualmente ad altri che emergeranno in questo momento di così debole circolazione virale".

Infine la prospettiva vaccino, ossia l’idea di arrivare anche contro Covid a "futuri vaccini attenuati come quelli che vengono utilizzati efficacemente per esempio contro il morbillo o la rosolia. Sapere che vi sono varianti attenuate di Sars-CoV-2", dunque "che abbiamo i potenziali per la sua attenuazione - afferma Caruso - significa che un domani potremo sperare di sviluppare una variante virale estremamente attenuata, talmente tanto da poter essere usata come vaccino". Dalla ricerca sul virus, le armi per vincerlo.

International Web Post

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos