PANTONE COLOR INSTITUTE ANNOUNCES ITS 2024 COLOR OF THE YEAR

Fashion news

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Non sappiamo quali sorprese la moda ci riserverà per il 2024, ma una cosa è certa: sarà connotato da una luce calda ed avvolgente. Sono passati venticinque anni da quando l’istituto americano per il colore, Pantone decretava il suo primo Pantone color of the year (era il 1999 con il suo Cerulean Blue). D’allora l’annuncio del colore dell’anno è diventato un evento atteso non solo dal fashion system, ma anche dal mondo del design, del beauty, del wedding e dell’arte. Per il 2024 il colore scelto è il Peach Fuzz, una sorta di rosa pesca, dalla radice cromatica molto calda, grazie all’arancio mescolato al suo interno in grado, almeno secondo gli esperti di Pantone, d’infondere un senso di gentilezza, tranquillità ed empatia verso gli altri. In anni di forti tumulti economici, geo-politici e sconvolgimenti personali, il Peach Fuzz dovrebbe infonderci, giorno dopo giorno, un senso di tranquillità e gentilezza, rafforzando un senso di pace, sia individuale che collettivo. La direttrice esecutiva dell’istituto, Leatrice Eiseman ha riassunto con queste parole la scelta di questa nuance colore per il 2024: “Cercando unatonalità che riecheggiasse il nostro innato desiderio di connessione, abbiamo scelto un colore che irradiacalore ed eleganza moderna. Una tonalitàche risuona con la compassione, offre un abbraccio tattile e unisce senza sforzo la giovinezza con l’intramontabilità”.

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Il lavoro di Pantone non si limita ad indicarci solo il colore dell’anno, ma anche quello di fornirci una palette colori per creare accostamenti cromatici che tirano fuori la massima espressione del colore, in questo caso del Peach Fuzz.

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Scegliere un outfit monocromatico è sempre una scelta grande glamour e di forte tendenza, ma anche in combo con il rosa salmone, il carta da zucchero, il giallo e il verde, il Peach Fuzz dà vita ad accostamenti cromatici inediti, ma very very cool.

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Le combo più “quiet” sono con il bianco e il marrone, evitando il nero per la sua radice cromatica very strong che mal si combina con la delicatezza del Peach Fuzz. Essendo una nuance calda è perfetta per chi ha un sottotono caldo ed un incarnato radioso comunemente denominato come “pelle di pesca”. La stagione cromatica d’elezione è la spring, soprattutto il sottogruppo warm, ma anche a chi appartiene alla stagione cromatica autunno può dare delle belle soddisfazioni. Dopo vari anni di colori freddi, come il Viva Magenta del 2023, arriva una nuance calda a scaldare l’imminente 2024. La combo più cool è quella con una nuance di azzurro di media saturazione, l’azzurro è il suo colore complementare, come il carta da zucchero o il denim. Da consulente d’immagine mi piace ricordare che l’armocromia non è una dittatura fashion (la sottoscritta non fa testo), ma conoscenza di sé e di quello che ci valorizza, per le persone che hanno un sottotono freddo, ma adorano il rosa pesca, personalmente non l’ho mai amato, la regola è sempre la stessa: lontano dal viso (quindi mai e poi mai sceglierlo per il make up), optare per un accessorio, in combo con il denim o l’azzurro per chi appartiene alla stagione cromatica summer o in combo con il blu per chi appartiene alla stagione cromatica winter.

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Nel beauty diventa strepitoso declinato in un ombretto se avete gli occhi azzurri ed un sottotono caldo. Se non avete gli occhi azzurri optate per blush rosa pesca e se volete puntare tutto sulle labbra, un lipstick rosa pesca diventerà il vostro nude d’elezione. Il requisito imprescindibile è quello di avere un sottotono caldo, altrimenti questa nuance renderebbe il vostro incarnato grigio, farebbe apparire il vostro viso stanco, accendendo un faro su rughe ed imperfezioni.

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Essendo una nuance di colore dal mood “gentile e leggiadro” i tessuti d’elezione sono il tulle, l’organza, lo chiffon e la seta che donano quel senso d’impalpabile glamour se interpretati con tagli minimal o di divertita gioiosità se interpretati con volumi over. Perfetto per un abito da sposa qualora non siate alla ricerca del classico abito bianco e vi ritrovate nelle stagioni cromatiche spring e autunno.

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In questi giorni non si fa altro che parlare della sfilata della maison Balenciaga per la presentazione della sua collezione fall 2024 e che, sfilando a Los Angeles, ha volutamente preso in giro lo star system di Hollywood e le sue manie preferite come lo stile di vita healthy, la chirurgia plastica, la bellezza, la popolarità a tutti costi. Il designer Demna Gvasalia non è nuovo a tali provocazioni suscitando il plauso di molti, ma anche feroci critiche di altri. Personalmente non ho mai amato tali provocazioni, i designer social star che, messa da parte la creatività, cercano, in modo ipocrita e strumentale, di mettere in discussione il mondo in cui vivono e fatturano. La passerella, una strada losangelina incorniciata da palme con la scritta Hollywood sullo sfondo, ha visto sfilare outfit fatti da tute in velluto a vita bassa dai colori pop, i tanga che spuntano dai pantaloni, le stampe animalier, le grosse catene al collo, i cappellini da baseball. Più di sessanta outfit che hanno portano in scena un melting pot degli outfit delle celeb che abitavano Los Angeles negli anni ’90 e che mescolavano trash e cool, più trash che cool. Tra gli accessori che hanno attirato l’attenzione ci sono state le 10XL sneakers chunky dalla tripla suola davvero orribili, ma non sono mancate anche le bags a forma di coffee mug e di tacchi a spillo.

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Tutt’altro mood e glamour alla sfilata della maison Chanel a Manchester per la presentazione della sua collezione Metiers d’Art 2024. Anche per Chanel è la strada la passerella per presentare agli inglesi il savoir faire del fashion made in France. La silhouette è classica, il tweed è ancora il fulcro della collezione, le ballerine ai piedi parlano di glamour tipicamente parisienne, dove il DNA della maison riesce ad acquisire vigore e freschezza grazie all’uso dei colori pop. Il glamour sussurrato, tipicamente parisienne, conquista e convince clienti e buyers, anche se la designer Virginie Viard, al suo quinto anno al timone della maison, non ha ancora spaccato e lasciato il segno come l’indimenticabile Karl Lagerfeld. Una collezione che non ha voluto stupire o provocare, ma mettere in scena la maestria degli artigiani francesi nel fare moda.

T. Velvet

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