PAPARESTA: “ UN FAMILY DAY IN TUTTI GLI STADI ITALIANI ED EUROPEI"...

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cms_158/Paparesta_Int_Post.jpgPer una serie di motivi, le squadre di calcio blasonate e non, cercano da un po’ di anni con una serie di iniziative di riportare i tifosi allo stadio. Sarà perché i tifosi non vanno allo stadio o perché le tribune vuote sono deprimenti, sarà perché la squadra ha bisogno dei suoi supporters o, probabilmente, perchè la violenza nel calcio sta diventando sempre più fenomeno, forse perché si comincia a guardare verso il mondo dei bambini e degli studenti con la giusta attenzione o, ancora, perché le squadre cercano di riconquistare l’appeal dei tempi migliori … chissà. Sta di fatto che diverse città e società di calcio stanno portando avanti, da diversi anni, lodevoli iniziative per tentare di riavvicinare i tifosi allo stadio. Per esempio, a Cuneo, il club piemontese del presidente Marco Rosso, che milita nella Seconda Divisione di Lega Pro, ha promosso in occasione di Cuneo – Monza giocata il 27 ottobre u.s., il “Family Day”, dove hanno pagato solo i papà, mentre le mamme e bambini sono entrati gratis. Ecco, invece, il progetto della Monturanese (squadra marchigiana che milita nel campionato d’Eccellenza) e del suo presidente Giorgio Diomedi: "Giovani in campo e famiglie allo stadio". L’iniziativa consiste nel donare due abbonamenti (uno per ogni genitore) del tutto gratuiti a tutti gli iscritti alla scuola calcio. Un modo per avvicinare le famiglie allo stadio. L’iniziativa,che la società sta portando avanti ormai da diversi anni, si estende anche al Circolo Anziani. Un’altra significativa esperienza arriva da Ascoli dove, dal marzo del 2009, il "Team for Peace" , squadra di calcio a scopo benefico del Presidente Umberto Trenta,mira a riportare, in collaborazione con l’Ascoli calcio, le famiglie allo stadioDel Duca utilizzando il calcio per favorire lo sviluppo e l’apprendimento dei diritti umani. Ancora un’altra iniziativa, per riportare le famiglie allo stadio, giunge da Cesena dove è stata promossa una campagna abbonamenti relativa alla stagione sportiva 2013/14 che permette l’ingresso gratuito agli alunni della scuola secondaria di 1° grado della Romagna (poi estesa, visto il successo dell’iniziativa, alle Province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini) e ai genitori un prezzo speciale. Anche a Benevento è stata portata avanti una iniziativa finalizzata alla presenza delle famiglie allo stadio. In questo caso sono state invitate le associazioni sportive della Città e della Provincia ad assistere alla gara dal settore Distinti pagando, ad un prezzo simbolico, il biglietto d’ingresso.

cms_158/2_Fiorentina.jpgA Firenze, invece, nell’ambito dell’iniziativa “In famiglia allo stadio”, ACF Fiorentina in collaborazione con l’Assessorato all’educazione del Comune di Firenze hanno previsto per gli alunni degli enti scolastici che hanno aderito all’iniziativa l’ingresso gratuito per assistere alle partite dalla Curva Ferrovia in compagnia di un familiare. La Lazio, forse, è stata una delle prime società in Italia (2003) a pensare alle famiglie negli stadi con l’obiettivo di combattere il fenomeno sempre più dilagante della violenza nel calcio riducendo sensibilmente il prezzo del biglietto degli aderenti all’iniziativa.

cms_158/3_Roma.jpgSempre restando nella capitale, la nuova proprietà della Roma, ha messo in atto una serie di iniziative con l’intento di riportare tifosi e famiglie allo stadio. Oltre alla riduzione (la sperimentazione è avvenuta in occasione del ritorno dei playoff di Europa League contro lo Slovan Bratislava) del prezzo del biglietto di curva, l’A.S. Roma ha studiato soluzioni e sorprese per i tifosi più piccini, per le partite di campionato, come ad esempio, il Pupazzone Romolo, la mascotte della squadra messo a disposizione per le fotografie di rito ed anche uno speciale menù giallorosso. L’ultima lodevole iniziativa, in ordine cronologico, è stata promossa a Bari, da Gianluca Paparesta Club Manager dell’A.S. Bari in accordo con la società biancorossa. “Un progetto corposo voluto da Paparesta in particolare, ma anche dal Bari Calcio che, da sempre, ha manifestato interesse e attenzione al mondo della scuola e dei bambini” ” ha dichiarato l’ Amm.re unico del Bari calcio Francesco Vinella“.
cms_158/4.jpgSono stati invitati allo stadio San Nicola di Bari, il giorno 8 novembre u.s., in occasione della partita contro il Varese, tutti i bambini della scuole elementari e medie. Ogni accompagnatore (in genere un genitore) poteva portare due bambini con sé ed entrare in un settore della tribuna est con circa due ore di anticipo rispetto al fischio d’inizio della gara. “Tutti gli studenti, - ha dichiarato Paparesta - sono stati accolti da esperti animatori. All’arrivo ci sono stati truccatori, esperti di balloon art che hanno regalato, ai piccoli fans, delle sculture fatte con dei semplici palloncini. Inoltre, data l’ora, è stato offerto loro un pezzo di focaccia barese (piatto tipico della cucina pugliese) e, per finire, prima dell’inizio della partita, una esibizione da parte di giocolieri ha allietato l’attesa dei piccoli fans”. “Si è voluto partire dai bambini e dai più giovani - ha dichiarato Paparesta, Club Manager del Bari e opinionista di Mediaset premium – anche perché mi ricordo che, quando ero bambino, mi sono innamorato del Bari perché mio padre mi portava allo stadio”. Anche l’Assessore allo sport del Comune di Bari Elio Sannicandro, in piena sintonia con l’A.S. Bari, ha espresso vivo compiacimento per l’iniziativa: “Manifestazioni di questo tipo possono portare serenità a tutto l’ambiente”. Come si può notare le iniziative portate avanti dalle società di calcio sono tante ( probabilmente ve ne sono altre che possono essere sfuggite), ma non esaustive e soprattutto frutto della volontà dei singoli. Manca un’azione di sistema che coinvolga tutto il panorama calcistico italiano che possa dare maggior forza ad esperienze importanti come queste. Una proposta parte da Bari: “Perché non dedicare un Family Day in tutti gli stadi italiani europei”? Perché no? Non bisogna aver paura di guardare troppo in alto. Sarebbe bello vedere sventolare le bandiere di tutti i colori sociali di tutte le squadre di calcio contemporaneamente in tutti gli stadi italiani ed europei per poi scambiarsi le esperienze.Certo, occorrerà un impegno da parte di tutti gli attori coinvolti, ma non è una cosa impossibile da realizzare. Bisognerebbe provare a colorare e rivitalizzare almeno una parte dello stadio con l’ingresso di famiglie e bambini, regalando loro un pomeriggio unico e, dimostrare, che si può giocare, mangiare insieme e condividere momenti gioiosi e indimenticabili anche negli stadi (come è successo a Bari). Proprio ciò che il calcio, da solo ormai, non riesce più a fare.

R.L.

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