PAPA FRANCESCO ”NO A CONFUSIONE TRA LA FAMIGLIA VOLUTA DA DIO E OGNI ALTRO TIPO DI UNIONE”

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L’Italia, ad oggi, non ha una legge sulle unioni civili nonostante siano state presentate molte proposte e le coppie di fatto (eterosessuali ed omosessuali) godano di diritti e doveri. Si parla di coppie di fatto perché esse non sono riconosciute in senso stretto dall’ordinamento e non hanno una normativa omogenea ed unitaria ma nonostante la frammentarietà della loro disciplina godono, tuttavia, di diritti e doveri. La settimana prossima inizierà alla Camera dei Deputati la discussione di un disegno di legge in materia, il cosiddetto ddl Cirinnà. La discussione, come già previsto nei mesi scorsi, non sarà semplice: per la contrarietà di Angelino Alfano del Nuovo Centro Destra, alleato del Pd di Matteo Renzi al governo, e per le nuove resistenze dell’area cattolica del Pd, che sembravano essere almeno in parte superate.

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A complicare il tutto, ieri Papa Francesco, parlando al tribunale della Rota Romana si è così espresso in merito alle unioni gay: “Nel percorso sinodale sul tema della famiglia, che il Signore ci ha concesso di realizzare nei due anni scorsi, abbiamo potuto compiere, in spirito e stile di effettiva collegialità, un approfondito discernimento sapienziale, grazie al quale la Chiesa ha – tra l’altro – indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”. E in un altro passaggio il Papa ha affermato che “la Chiesa con rinnovato senso di responsabilità continua a proporre il matrimonio, nei suoi elementi essenziali, prole, bene dei coniugi, unità, indissolubilità, sacramentalità, non come un ideale per pochi, nonostante i moderni modelli centrati sull’effimero e sul transitorio, ma come una realtà che, nella grazia di Cristo, può essere vissuta da tutti i fedeli battezzati”. Eppure, in più di una occasione Bergoglio, in passato, era parso aprirsi alla possibilità di un cambiamento profondo: "Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?", aveva infatti affermato.

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In realtà, nonostante la sua missione sia quella di adeguare la chiesa cattolica alla sua vocazione universale, liberandola dalla vanesia ideologia curiale che la costringe a un atteggiamento gretto, Papa Francesco non è un progressista, nel senso politico del termine, anzi nella plurimillenaria storia della chiesa si potrebbe definire un conservatore, un fiero difensore di valori propri della chiesa, quella dei poveri, dell’assistenza, delle forme comunitarie e pluraliste. Eppure, su matrimoni gay, sacramenti ai divorziati risposati e contraccezione nei Paesi europei, le posizioni dei fedeli sono quasi del tutto convergenti. Sì ai matrimoni gay, ai sacramenti per i divorziati risposati e ai metodi contraccettivi. Questo quanto hanno chiesto a larga maggioranza a Papa Francesco i cattolici della Germania, della Francia, del Belgio, dell’Austria, della Svizzera e del Giappone. Da questi sei Paesi, infatti, sono stati molti i consensi a favore delle unioni civili nel questionario sulla famiglia voluto da Bergoglio in vista del Sinodo dei vescovi tenutosi nell’ottobre scorso in Vaticano e che ha visto focalizzata l’attenzione su questi temi scottanti. Ma la posizione della Chiesa sul tema, a quanto pare, non cambia e molo probabilmente non c’era neanche da aspettarselo.

Mary Divella

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