PAPA FRANCESCO INCONTRA DON TONINO BELLO

La commozione di Alessano, teatro di una profonda connessione spirituale tra i due religiosi

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Passo lievemente claudicante ma spedito, mazzo di fiori tra le mani e sguardo fisso all’orizzonte, in atteggiamento contemplativo. Così ha preso avvio la visita del Santo Padre alla tomba di don Tonino Bello, tenutasi nella mattinata di ieri presso il cimitero comunale di Alessano (Lecce). Accompagnato per un breve tratto dal vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, dal sostituto alla Segreteria di Stato e dal sindaco di Alessano, Francesco ha ben presto stabilito un contatto solitario e profondo con l’anima del defunto, ormai prossimo alla canonizzazione. Dopo aver posato i fiori, ha socchiuso gli occhi e abbassato il capo in segno di profonda stima e umile sottomissione nei confronti di Colui che, per affinità nel modo di concepire la religione, è da considerarsi in un certo senso Suo legittimo predecessore.

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Gli istanti trascorsi dinanzi all’epitaffio di don Tonino Bello sono stati colmi di commozione, in una foscoliana “corrispondenza d’amorosi sensi” dal forte carattere simbolico e religioso. Il tempo sembra essersi fermato per favorire l’incontro di due grandi uomini che condividono l’altissima caratura morale e spirituale, oltre che il concreto impegno a favore dei bisognosi. Le condizioni atmosferiche hanno contribuito a rendere il momento, di per sé indimenticabile, ancora più suggestivo: una dolce brezza ha soffiato sulla cittadina del Salento, scuotendo i rami dell’ulivo piantato a pochi passi della sepoltura, quasi a comporre una dolce musica di divina ispirazione. Il silenzio venutosi a creare nel cimitero, infatti, ha dato spazio al piacevolissimo rumore del vento, accompagnato solo dai flash delle macchine fotografiche che, seppur necessarie ad immortalare la scena, per poco non hanno “spezzato l’incantesimo” e sottratto sacralità alla visita. In ogni caso, l’imperscrutabile miracolo che consente di sconfiggere la morte, abbattendo le barriere dello spazio e del tempo, è avvenuto; è il volto stesso del Pontefice a segnalarcelo, con un’espressione a metà tra l’umano sentire e l’infinita sapienza del divino.

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Altrettanto emozionante la visita alla madre del Vescovo, seppellita a pochi passi dalla tomba del figlio, seguita dall’incontro del Pontefice con i familiari del Servo di Dio. Erano presenti i suoi fratelli, nipoti e pronipoti, che hanno accolto Francesco facendogli dono di una stola e di un grembiule appartenuti al futuro beato. Il silenzioso raccoglimento si è così sciolto, lasciando il passo a una conversazione spontanea e cordiale, animata dalla gioia dei più piccoli, verso cui il Papa non ha esitato a manifestare il proprio affetto.

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Il Santo Padre, con autentica e profonda umiltà, ha continuato ad esaltare la figura di don Tonino Bello durante il discorso pronunciato dinanzi agli abitanti di Alessano, accorsi in oltre 20mila. Richiamando gli ideali che ispirarono il Suo impegno religioso e sociale, Francesco ha solennemente chiesto all’anima del Vescovo di illuminare la Chiesa con la Sua divina sapienza: “Se ce lo chiedessi, dovremmo provare vergogna per i nostri immobilismi e per le nostre continue giustificazioni. Ridestaci allora alla nostra alta vocazione. Aiutaci ad essere sempre più una Chiesa contemplativa, innamorata di Dio e appassionata dell’uomo!”. Un messaggio che, di certo, non resterà inascoltato…

Federica Marocchino

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