PAPA FRANCESCO PIANGE PER L’ UCRAINA

Preoccupazione della Chiesa per gli attacchi missilistici che si stanno susseguendo

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"Preghiamo affinché il Signore converta i cuori di chi ancora punta sulla guerra e faccia prevalere per la martoriata Ucraina il desiderio di pace, per evitare ogni escalation e aprire la strada al cessate il fuoco e al dialogo".

La conversione sembra lontana, perché l’odio riecheggia nelle menti di chi detiene il potere. Le accuse rimbalzano alla velocità della luce, cercando un colpevole a tutti i costi. Il vero colpevole è l’odio, che sembra non conoscere ostacoli.

L’udienza di questo mercoledì si concentra ancora una volta sul conflitto in Ucraina, in merito al quale il Pontefice si mostra amareggiato e sconvolto, ritenendo inaccettabile che tutto ciò possa accadere proprio nel cuore dell’Europa.

Infatti, Bergoglio invoca la preghiera per tutti gli ucraini: "La nostra incessante preghiera è anche per la martoriata Ucraina: il Signore dia agli ucraini consolazione, fortezza nella prova e speranza di pace. Possiamo pregare per l’Ucraina dicendo «Affrettati Signore»".

La volontà di Dio non è certamente racchiusa nel male, bensì nel libero arbitrio. Dio nel suo infinito amore ci ha concesso la libertà di scelta: l’uomo, nonostante i suoi limiti, è in grado di decidere da che parte stare.

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Questa escalation era prevedibile, perché nessun capo politico si è impegnato realmente per ottenere un accordo di pace. Il dialogo è stato accantonato, lasciando spazio a dichiarazioni sempre più bellicose, mentre gli attacchi missilistici che si susseguono producono morti e feriti innocenti. L’angoscia di Francesco si percepisce chiaramente dalle sue parole: "La desolazione provoca uno ‘scuotimento dell’anima’: quando uno è triste è come se l’anima si scuotesse; mantiene desti, favorisce la vigilanza e l’umiltà e ci protegge dal vento del capriccio. Sono condizioni indispensabili per il progresso nella vita, e quindi anche nella vita spirituale. Una serenità perfetta ma ‘asettica’, senza sentimenti, quando diventa il criterio di scelte e comportamenti, ci rende disumani: noi non possiamo non fare caso ai sentimenti, siamo umani e il sentimento è una parte della nostra umanità".

La desolazione che percepiamo dinanzi a tutte queste problematiche può rappresentare uno spunto di crescita, come afferma in chiusura Bergoglio: "La vita spirituale non è una tecnica a nostra disposizione, non è un programma di ‘benessere’ interiore che sta a noi programmare. No. La vita spirituale è la relazione con il Vivente, con Dio, il Vivente, irriducibile alle nostre categorie. E la desolazione allora è la risposta più chiara all’obiezione che l’esperienza di Dio sia una forma di suggestione, una semplice proiezione dei nostri desideri".

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REGISTRAZIONE DA TV2000

Giuseppe Capano

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