PAPA GIOVANNI XXIII

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Papa Giovanni XXIII, all’anagrafe Angelo Roncalli, nasce a Sotto il Monte, un piccolo paese in provincia di Bergamo, il 25 novembre 1881, quarto di tredici fratelli.

I genitori, Giovanni Battista Roncalli e Marianna Mazzola, sono contadini ma il padre è impegnato anche nella vita pubblica locale in qualità consigliere comunale, assessore e giudice di pace.

Grazie all’aiuto economico dello zio, Angelo può studiare presso il seminario minore di Bergamo.

Nel 1901 viene arruolato nel 73° Reggimento fanteria, di stanza a Bergamo e, nel 1904 viene ordinato sacerdote.

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Papa Giovanni XXIII (25 novembre 1881 - 3 giugno 1963)

L’anno successivo, il vescovo di Bergamo lo nomina suo segretario personale, e lo coinvolge nelle questioni sociali.

Nel 1915, mentre la Prima Guerra Mondiale è già in corso, viene chiamato nella sanità militare e, in seguito, congedato col grado di tenente cappellano.

Dieci anni dopo, il 19 marzo 1925, Papa Pio XI lo nomina visitatore apostolico in Bulgaria, nello specifico della sede titolare di Areopoli - oggi soppressa - che gli vale il rango di vescovo pur senza avere una diocesi effettiva. Monsignor Roncalli sceglie, come motto episcopale: Oboedientia et pax (Obbedienza e pace).

Benché l’incarico di visitatore apostolico sia, per definizione, breve e transitorio, egli lo espleta per ben dieci anni. In questo lasso di tempo, Mons. Roncalli impara la lingua locale, approfondisce la cultura del popolo bulgaro, ed entra sempre di più in contatto con il ramo ortodosso del cristianesimo.

Il 25 ottobre 1930, addirittura, celebra ad Assisi le nozze reali tra il re bulgaro Boris III e la principessa d’Italia Giovanna di Savoia.

Nel 1934 è nominato arcivescovo titolare di Mesembria, altra sede soppressa del patriarcato di Costantinopoli. In questo periodo della sua vita - che coincide con la Seconda Guerra Mondiale - Mons. Roncalli si distingue per i suoi interventi in favore degli ebrei.

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Stemma cardinalizio di Monsignor Roncalli

Nel 1944, papa Pio XII nomina Mons. Roncalli nunzio apostolico a Parigi.

In quel periodo i tedeschi occupano l’Ungheria e iniziano a deportare in massa gli ebrei. Il prelato prosegue con l’impegno di evitare la strage di persone innocenti; scrive una lettera a re Boris III che, su sua richiesta, accondiscende a non rispedire i profughi nelle mani di Hitler.

Per questo suo impegno, nel 2000 la International Raoul Wallenberg Foundation, ha formalmente chiesto allo Yard Vashem di Gerusalemme - l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah - di inserire il nome di Angelo Giuseppe Roncalli nell’elenco dei Giusti tra le nazioni.

Nel 1953 Mons. Roncalli è creato Cardinale e il presidente francese Vincent Auriol gli impone personalmente la berretta cardinalizia.

Lo stesso anno è nominato Patriarca di Venezia da Papa Pio XII.

Ma gli incarichi e le responsabilità sempre più importanti, non cambiano l’indole umile e modesta del prelato. Il popolo veneziano sa di potersi rivolgere a lui in qualsiasi momento e per qualsiasi cosa, ed egli stesso è felice di intrattenersi in dialetto con i gondolieri.

Venezia non gli fa dimenticare l’impegno ecumenico esercitato nelle sue missioni in Oriente, che rimarrà sempre una sua priorità.

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Il Card. Roncalli, Patriarca di Venezia

Arriviamo, infine, al 1958, anno del Conclave per la morte di Pio XII.

Il 28 ottobre, il Card. Angelo Roncalli viene eletto Papa con il nome di Giovanni XXIII, divenendo il 261º vescovo di Roma.

Scelta controversa, in quanto dal 1410 al 1415 ci fu un antipapa con lo stesso nome e, comunque, erano secoli che nessun pontefice si chiamava più così.

Cinque anni di pontificato l’antipapa, cinque anni di pontificato il “Papa buono”. Ed entrambi indissero un Concilio.

Sicuramente per molti suoi elettori doveva essere un Papa “di transizione”, ma non avevano fatto i conti con gli imperscrutabili disegni di Dio.

Non soltanto il nuovo Papa conquista il popolo credente - e non - con la sua bontà e gentilezza, ma porta un cambiamento profondo e inaspettato in tutta la Chiesa Cattolica. Altro che vecchietto accomodante!

Prima della fine dell’anno 1958, riunisce un concistoro nel quale crea nuovi cardinali. Il primo ad essere creato fu l’arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini, che gli succederà con il nome di Papa Paolo VI.

Nel 1960 ordina il primo cardinale di colore, Mons. Laurean Rugambwa e, nel 1962, eleva all’onore degli altari anche il primo santo di colore, Martin de Porres.

Lo stile di Papa Giovanni XXIII è informale, nel senso che, pur rispettando le cerimonie della corte pontificia, è consapevole di essere uno strumento di Dio per il popolo.

Il suo senso dell’umorismo è proverbiale. A un giornalista che gli chiese quante persone lavorassero in Vaticano, egli rispose: “Oh, più o meno la metà!”.

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Apertura del Concilio Vaticano II

Tre mesi dopo la sua elezione al soglio pontificio, il 25 gennaio 1959 - festa della conversione di San Paolo apostolo - Giovanni XXIII annuncia l’indizione del Concilio ecumenico.

Fedele al suo impegno per il popolo d’Israele, fa rimuovere dalla preghiera Pro Judaeis, che veniva recitata il venerdì santo, l’aggettivo che definisce "perfidi" gli Ebrei.

L’anno seguente incontra in Vaticano l’arcivescovo di Canterbury: sono passati quattro secoli da che un capo della Chiesa anglicana visitasse il Papa.

Tutte azioni che dimostrano la grande personalità di quest’uomo e il suo impegno nei confronti della comunità umana.

In pochi mesi - e non in anni, come molti pensavano - i preparativi per il Concilio sono terminati e il 25 dicembre 1961, Papa Giovanni XXIII firma la Bolla d’Indizione Humanae Salutis.

Il Concilio Vaticano II inizia ufficialmente l’11 ottobre 1962, esattamente sessant’anni fa. La chiave di volta è la lettura del “segni dei tempi”, secondo cui la Chiesa deve imparare a dialogare con il mondo moderno, anziché trincerarsi in tradizioni anacronistiche che la allontanano dal popolo di Dio.

Gli effetti più evidenti del Concilio sono la riforma liturgica, l’ecumenismo e un nuovo approccio al mondo e alla modernità.

Prima ancora dell’apertura del Concilio, la salute del Papa è già compromessa: il tumore allo stomaco comincia a dare le prime avvisaglie.

L’11 aprile 1963, a poco meno di due mesi dalla morte, Giovanni XXIII pubblica l’enciclica Pacem in Terris e, esattamente un mese dopo, il presidente della Repubblica gli conferisce il premio Balzan per il suo impegno per la pace.

Giovanni XXIII - conosciuto da tutti come il “Papa buono” - lascia le spoglie mortali il 3 giugno 1963, all’età di 82 anni.

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Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII canonizzati da Papa Francesco Bergoglio il 27 aprile 2014

Un milione di persone partecipa, di presenza, alle sue esequie, mentre si stima a due miliardi le persone che seguono l’evento in mondovisione. È il 6 giugno 1963.

Giovanni XXIII è beatificato da Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000.

Quattordici anni dopo, è canonizzato insieme al Papa che lo elevò all’onore degli altari, il 27 aprile 2014.

La sua memoria liturgica ricorre l’11 ottobre.

Sono rimaste impresse nella memoria di tutti le parole che concludono il famoso “discorso della luna”: «Tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare, dite una parola buona: il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell’amarezza.»

Simona HeArt

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