PARIS FASHION WEEK

Collezioni Spring-Summer 2021

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Milano ha passato il testimone a Parigi per la settimana conclusiva del fashion month dedicato alle collezioni per la prossima primavera-estate. Anche la fashion week parigina è stata un mix di sfilate fisiche e digitali, quelle fisiche sono state venti contro le quarantacinque digitali, ma a differenza della città meneghina, la Ville Lumiere non è parsa all’altezza della sua storia nel mondo del fashion penalizzata anche dai blasonati forfait. Gli assenti illustri sono stati tanti tra i quali Valentino, che ha preferito sfilare a Milano, Saint Laurent, Celine, Lacoste, Alexander McQueen, Rochars. L’ultima fashion week di questo intenso mese ha suggellato i trend che avevamo potuto già vedere sulle passerelle di New York, Londra e Milano. La prossima primavera-estate indosseremo certamente tanti long dress, tanta stampa floreale, tanta trasparenza, tanto tulle, molte ruches, tanta pelle, molta lingerie a vista, linee a scatola, gilet, blazer e pullover crop. Ci vestiremo di rosso e di giallo, punteremo sulle spalle strutturate, sulle sovrapposizioni, sul mix and match, sulle maniche a palloncino.

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A dare il via alla fashion week parigina è stata la storica maison francese Dior con la sua sfilata in presenza con trecentocinquanta fortunati spettatori rispetto ai soliti millecinquecento abitué. La location scelta dalla maison sono stati i bellissimi giardini De Les Tuilieres e dove il fil rouge sono state le poesie di Lucia Marcucci, un’icona dell’avanguardia italiana. Per la designer, Maria Grazia Chiuri i comportamenti, le abitudini, il nostro modo di pensare è radicalmente cambiato dopo l’arrivo del covid-19 ed anche il modo di intendere il fashion è cambiato. La collezione Dior per la prossima primavera- estate riscrive i codici fashion della maison addolcendoli, l’iconica Bar Jacket diventa meno rigida grazie a dei laccetti attraverso i quali si potrà regolare il girovita, gli abiti sono quasi sempre long, in elegante chiffon, trasparenti e resi preziosi da ricami e applicazioni di perle. La palette colori è polverosa e strizza l’occhio alla natura, le stampe scelte non hanno mai un alto contrasto.

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La maison Balmain trasforma il front row in maxi schermi LCD che hanno trasmesso le immagini degli invitati alla sfilata comodamente seduti nel salotto della propria casa. La voce narrante ,a molti addetti ai lavori, è parsa quella del fondatore della maison, Pierre Balmain che l’attuale direttore creativo, Olivier Rousteig ha voluto ricordare per la sua determinazione e fiducia nel futuro tanto da fondare una maison do moda subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, in una Parigi dilaniata da anni di occupazione e precarietà economica. Sono molte le similitudini con il periodo post pandemia che stiamo vivendo in questo momento a livello globale, per Olivier Rousteig seguire l’esempio del fondatore è l’unico modo per continuare a vivere e produrre. L’omaggio a Balmain è evidente nella stampa che riproduce le sue iniziali usata per i cappotti, le camicie, gli accessori, la collezione è altresì un esplicito ritorno all’ottimismo e alla voglia di vivere la moda degli anni ’90 riportando in passerella tanta pelle, spalle strutturate , blazer doppiopetto, total denim, colori fluo, anche se non mancano nuance neutre e capi low profile, per quanto possa essere low profile un capo firmato Balmain.

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La donna Hermes, nella prossima primavera-estate, lavora per sottrazione per raggiungere quello state of fashion tipicamente delle donne francesi. La collezione Hermes si rivolge ad una donna chic, che non ama essere sfacciatamente sexy, che ama linee mai costrittive e outfit monocromatici. Il gilet prende il posto del blazer, e se proprio non si può fare a meno della giacca devono avere la forma a scatola, crop da indossare su pantaloni dal fit maschile, morbidi e a vita alta. Anche per Hermes, come per Balmain, la pelle è il tessuto d’elezione, anche in total look, ma se per Balmain, la pelle, da forma a grinta e sex appeal, nella collezione Hermes da forma al glam- chic grazie ad una palette colori che prevede grigio, tanto bianco, beige, marrone e poco rosso e nero.

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Il direttore creativo della maison Kenzo, Felipe Oliveira Baptista manda in passerella, modelli e modelle, che indossano copricapi identici a quelli che usano gli apicoltori per proteggersi nel loro lavoro. Il copricapo diventa una sorta di protezione e distanziatore sociale in questo periodo post pandemico, le iconiche stampe della maison fatte di ortensie e papaveri all over prendono nuova vita grazie al digitale assumendo un mood quasi geometrico. I volumi over e le linee pulite che arrivano dal Giappone, patria del fondatore, Kenzo Takada restano sempre protagoniste anche in questa collezione 2021, la donna Kenzo è una donna che guarda al mondo con ottimismo, una collezione che tutte le donne possono indossare, una collezione da mixare a proprio piacere, una collezione che sarebbe piaciuta certamente al fondatore Kenzo, scomparso proprio durante la fashion week a causa del covid-19, che amava dire: ”la mia moda è per tutte le donne”.

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Il nuovo e settimo direttore creativo della maison Givenchy, Matthew Williams punta su un fitting asciutto, una collezione aderente alla silhouette in controtendenza con quello visto, sino a quel momento, in passerella. E’ stato un fashion month che ha celebrato le linee fluide e un mood comfy sotto tutti gli aspetti. Il lusso per Givenchy è la sartorialità dei capi più che i ricami o le stampe; il focus è sulle spalle iper strutturate, sulle trasparenze, sulle decorazioni in cristallo, sugli accessori come le collane a maxi catena, la borsa, unisex, la ciabatta, sempre unisex, in gomma espansa che rende l’outfit, anche il più rigoroso, easy e dissacrante come la moda deve essere per Givenchy.

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La maison simbolo della moda francese ha sfilato nel consueto Grand Palais con una sfilata in presenza, anche se contingentata. Quest’anno per la Chanel nessuna scenografia spettacolare come in passato ci aveva abituato il compianto Karl Lagerfeld, la designer, Virginie Viard ha optato per il minimalismo di una location total white dove campeggiava una monumentale scritta Chanel. La collezione per la prossima primavera-estate è un omaggio al cinema francese e alle sue muse indimenticabili come Romy Schneider e Jeanne Moreau che avrebbero indossato l’iconica giacca in tweed con i pantaloni, le bermuda, le gonne mini e midi. La giacca tweed nelle mani della Viard assume un volume leggermente over, un allure più maschile che certamente non sarebbe dispiaciuto a mademoiselle Coco. Anche per Chanel il gilet sarà un capo cult per la prossima primavera-estate, la stampa preferita è quella a pois, soprattutto per i long dress dagli orli asimmetrici, scollo all’americana e ruches a sottolineare la silhouette. L’accessorio che ha conquistato le fashion addicted è stata la borsa 2.55 che diventa micro e si indossa come una collana.

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Il designer Nicolas Ghesquiere per la collezione della maison Louis Vuitton punta su slogan e impegno sociale come la sua collega Maria Grazia Chiuri. Il primo outfit a sfilare in passerella ha una t-shirt con la scritta “VOTE” a cui sono seguite altre con slogan come: “DRIVE” e “SKATE”. Due verbi come guidare e pattinare che devono diventare paritetici per uomo e donna, un incitamento alle sue donne di essere pronte a tutto per raggiungere gli stessi diritti degli uomini. La donna Vuitton è determinata e per questo ha a disposizione capi comfy, volumi over, ma anche corazze come gli outfit total layering, gli stivaletti da neve, i tailleur maschili.

T. Velvet

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