PASSAGGIO DI CONSEGNE AL VERTICE DELLA MARINA

SULLE NOTE DEL “GLADIATORE” E “DI NESSUN DORMA”

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Dopo l’incontro, dei giorni scorsi ,a palazzo del Quirinale, con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla presenza dei vertici dello Stato, a Roma presso Palazzo Marina, si è svolta la cerimonia solenne dell’insediamento del Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Valter Girardelli, in avvicendamento all’uscente Ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

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Nell’occasione, innanzitutto, il concomitante ingresso della bella stagione con lo sfoggio dei suoi colori lussureggianti ha fatto da sfondo “solare” allo spiegamento di uomini e donne, in seno all’apparato della nostra Marina Militare, schierati sull’attenti e per la resa “onori”; nello scenografico colpo d’occhio del balenio di sciabole, decorazioni al valore e fusciacche azzurre ad esaltare le già fascinose candide uniformi estive. Tutto all’insegna di un perfezionismo sempre ricercato nelle grandi occasioni; eppure, non tutto come “di solito”. Infatti, un che di diverso, di frizzante ed elettrico aleggiava; avendo preso subito corpo nel saluto, con note di commozione frammiste ad incontenibili accenti polemici, dell’uscente Ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

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D’altra parte, non ci si sarebbe potuto aspettare che l’uscente Capo di Stato Maggiore, con personalità di per se stessa esuberante, potesse uscire di scena “in silenzio” soprattutto riguardo alle note dolenti dell’ultimo periodo del suo straordinario mandato chiusosi con un coinvolgimento pregiudizievole, vissuto da “innocente”, nell’indagine della Procura di Potenza. Così, ancor prima dell’inizio della cerimonia ufficiale del passaggio di consegne, l’essersi voluto presentare come “l’ ultimo Comandante della Flotta repubblicana” ha fatto da preludio all’accento polemico circa la propria reputazione “offesa dai media” e, nel tentativo di farlo uscire prematuramente di scena, “vilipesa dai dossier anonimi di corvi” su cui ha preconizzato che, con “forza e onore”, “avrà la sua vendetta, in un modo o nell’altro”.A sottolinearne l’enfasi, addirittura l’irrituale accompagnamento delle note della colonna musicale del “Gladiatore”; altresì, alla fine del discorso ufficiale, le note del “Nessun dorma” come preannuncio di una futura rivincita sugli “attacchi” alla sua persona, motivati da “interessi occulti nel tentativo di condizionare il futuro della Marina”; lo svecchiamento della cui flotta, attraverso “16 navi maggiori e due unità minori” finanziate dal governo, era stato l’obiettivo istituzionale perseguito con tenacia nella carriera cui, fra l’altro, non è mancato il debito riconoscimento con la connotazione “di prestigio” proprio nel discorso del Ministro della Difesa Pinotti che, però, in merito “agli interessi occulti” ha voluto porre una riserva, con la “speranza che non ci siano”.

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Va ricordato che i tre anni di mandato dell’uscente Capo di Stato Maggiore sono stati caratterizzati da missioni in prima linea: Mare Nostrum con il salvataggio di 170.000 persone; Mare Sicuro con la sorveglianza del Mediterraneo centrale; Eunavfor Med; operazione di salvataggio dei 427 naufraghi del traghetto Norman Atlantic; essendosi introdotto il dual-use, aereo navale, dei mezzi e della tecnologia della Marina a sostegno non solo militare ma anche civile; quindi, con supporto: sanitario, a mezzo delle camere iperbariche; della ricerca dei siti archeologici marini e del controllo e tutela in ambito ambientale, delle acque e della fauna marina.

cms_4137/foto_4.jpgIn antitesi rispetto al “determinismo” scalpitante dell’Ammiraglio De Giorgi è subito apparsa la personalità del nuovo Capo di Stato Maggiore Valter Girardelli che, a differenza del predecessore, ha mostrato di concordare con le direttive governative, contemperanti le esigenze di tutte le Forze armate, come delineate nel Libro Bianco al cui riguardo ha dichiarato che “rappresenterà guida e riferimento per la Marina”; inoltre ha messo in evidenza il suo propendere per “l’autorevolezza”, “di contro all’autoritarismo” che appartiene a chi “non cambia idea perchè non ha idee”. Come dire che, con questo nuovo rigoroso Capo di Stato Maggiore, oltretutto proveniente direttamente dall’incarico di Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa, si può stare tutti tranquilli; non dovendosi temere alcun recalcitrare come da quel “cavallo marino” di razza che, in qualità di esuberante figlio dell’altro Capo di Stato Maggiore Ammiraglio Gino De Giorgi, in verità di idee ne ha avute tante e forse troppo “grandiose”; in base alle quali, in tempi di “magra” e necessaria equa ripartizione di pane e pesci, sperava in una Legge Navale “di alto taglio” come quella ottenuta dal padre quarant’anni fà.

Rosa Cavallo

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