PEDOPORNOGRAFIA

Maxi operazione della polizia scopre giro internazionale di materiale illecito

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Il tema tabù della pedofilia, e ancor di più al giorno d’oggi della pedopornografia, avrebbe bisogno di essere sviscerato e pubblicamente trattato, sia per sensibilizzare e stimolare una maggiore consapevolezza in merito, sia per comprendere le dinamiche alla base di un fenomeno subdolo, che esiste ed è più largamente diffuso di quanto si pensi, nascondendosi spesso dietro il muro dell’omertà.

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A dimostrazione della gigantesca portata del fenomeno, la vasta operazione contro la pedopornografia transazionale su Internet, condotta dalla polizia e coordinata dalla Procura distrettuale di Catania, che con il supporto delle competenze di 100 esperti della polizia postale ha scoperchiato un giro occulto di materiale di natura pedopornografica di rilevante gravità. Sulla base delle rilevazioni effettuate sono stati disposti sequestri e perquisizioni in svariati centri italiani: Bolzano, Brescia, Catania, Chieti, Como, Lecco, Milano, Napoli, Parma, Pisa, Roma, Savona, Sassari, Torino, Treviso e Varese, con la collusione di soggetti di nazionalità estera di cui sarebbero state fornite le identità alle autorità nazionali di riferimento.Tre invece gli arresti di individui colti in flagranza di reato e venti denunce con a carico responsabilità di accuse, quali la detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico nonché l’istigazione a pratiche di pedofilia. L’attività illecita sarebbe stata portata a termine grazie al supporto di sistemi di anonimizzazione e servizi di messaggistica crittografata, che permettevano lo scambio di file catalogati per sesso, età ed etnia. Tali contenuti raccapriccianti hanno costituito prove inconfutabili di abusi su minori di qualsiasi età, persino neonati, talvolta vittime di pratiche di sadismo. Complice il lockdown della scorsa primavera, purtroppo, eventi di questo tipo, registrati anche dalle linee di ascolto e di pronto intervento, hanno proliferato, dando adito alla drammaticità dei numeri che macina annualmente. È da riconoscere infatti che un’altissima percentuale dei casi di violenza ai danni di minori si consuma in ambito domestico: il 50% nell’abitazione del bambino e il 12% nelle case dei parenti, secondo le stime dell’Associazione Telefono Azzurro.

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Sicuramente, un fattore determinante per l’espansione del fenomeno è la diffusione ormai pervasiva del web, dell’utilizzo dei social network, delle chat, dei sistemi di instant messaging, alla portata di chiunque, più che mai delle nuove e nuovissime generazioni. Questo aspetto permette naturalmente alla violenza a sfondo sessuale di perpetrarsi online, attribuendo al fenomeno dell’abuso sessuale forme e strumenti nuovi e comportando un abbassamento delle difese e della soglia di attenzione e auto-protezione dei ragazzi, che ormai sono soliti approcciarsi in età sempre più precoce a pratiche quali il sexting. In questo contesto quindi sempre più centrale è il ruolo delle istituzioni, l’assistenza elargita dai servizi di polizia postale, dalle linee adibite all’ascolto, ma soprattutto la sensibilizzazione del tema nelle scuole, condotta da esperti che abbiano le giuste competenze per trattare un tema tanto delicato, in modo tale da fornire ai diretti interessati gli strumenti per captare i rischi ed evitare situazioni spiacevoli.

Federica Scippa

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