PERÙ: PROTESTE CONTRO IL NUOVO GOVERNO
La popolazione insorge contro Boluarte e invoca la liberazione dell’ex presidente Castillo

In Perù divampano gli scontri e le proteste della popolazione dopo che il presidente Castillo è stato sostituito dal vicepresidente nonché ex procuratore Dina Boluarte.
Luogo degli scontri è stata la città di Andahuaylas e le aree del nord e delle Ande, che hanno registrato due morti e cinque feriti tra la folla, presa d’assalto dalla polizia locale.
Tutto ha avuto inizio quando il Presidente Pedro Castillo ha tentato di effettuare un golpe, subito bloccato dal Parlamento che lo ha destituito e ha dato mandato a Boluarte di comporre una nuova formazione di governo tecnico, che tra le sue fila conta ben otto donne e come primo ministro Pedro Angulo.
Le proteste sono continuate anche nelle città di Cajamarca, Arequipa, Huancayo, Cusco e Puno, con l’obiettivo di organizzare uno sciopero che terminerà solo con l’indizione di nuove elezioni governative e la liberazione dell’ex presidente, attualmente in carcere.
Le rappresaglie continuano senza sosta e anche l’aeroporto è a forte rischio, tanto che la polizia e l’esercito si sono schierati in tenuta antisommossa per impedire una deriva delle proteste.
I dimostranti hanno lanciato sassi e pietre e la polizia ha risposto con i gas lacrimogeni, il tutto ripreso dalle emittenti locali.
È stata presa d’assalto anche una stazione di polizia della città di Apurimac di Huancabamba.
La tensione è alle stelle e il ministro dell’Interno, Cesar Cervantes, ha chiesto pubblicamente di placare gli animi e di ritornare alla normalità.
Si contano tra i feriti sedici civili e quattro poliziotti, mentre i morti sono due.
L’aria di guerra si respira anche all’interno del Congresso, che durante una riunione di emergenza si è trasformato in una bolgia, con continue risse tra colleghi e membri dei partiti.
Le associazioni sindacali hanno, altresì, dichiarato uno sciopero fin quando l’ex Presidente non sarà scarcerato.
Al momento le richieste portate sul tavolo dalle organizzazioni sono l’indizione di nuove elezioni, la liberazione di Castillo e la redazione di una nuova Costituzione.
Il sostegno dimostrato dal popolo peruviano al loro ex presidente deriva dalla sua provenienza umile. Infatti, figlio di contadini delle Ande, Castillo si è dimostrato sempre vicino alle necessità dei più bisognosi e dai primi sondaggi emerge, fin da subito, come la maggioranza dei peruviani siano orientati verso la rielezione dello stesso e la destituzione del governo attuale.
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