PERCORSI DI-VINI

Il Dolcetto d’Alba

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cms_23985/1.jpgQuando si parla della città di Alba si pensa inevitabilmente al tartufo, elemento pregiato della nostra terra, ma il territorio nel quale insiste il comune, le Langhe, con le sue colline morbide caratterizzate dal diffuso color verde, frastagliate da vigneti composti quasi con maestria estrema, riserva un particolare non ancora del tutto conosciuto.

Il 22 giugno 2014 è successo qualcosa che ha contribuito non poco a far conoscere i suoi segreti: l’intero territorio delle Langhe è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

cms_23985/2_1638241829.jpg Non è facile ottenere tale riconoscimento, ma le Langhe, con il proprio carico di infinita eleganza e saggezza hanno saputo creare le giuste condizioni affinchè si potesse gioire di una decisione simile sapendo di dover, a questo punto, svelare i propri segreti.

Ed è proprio di questo che parliamo oggi. Un segreto, o meglio, una evidente realtà che pochi riescono a vedere ed apprezzare: il Dolcetto d’Alba DOC (Denominazione di Origine Controllata), un vino esclusivamente rosso, considerato il vino del pasto e degustato in ogni occasione.

Dal gusto secco, deciso, armonico e sapido, si presenta di un colore rosso rubino con riflessi tendenti al granato, se in invecchiamento.

I profumi conquistano per il senso di vinosità e le intense note fruttate. Perfettamente abbinabile ai piatti della tradizione piemontese come gli agnolotti, il brasato ed i risotti.

Questo vino è da secoli presente sul territorio (notizie arrivano dal Medioevo) ed ha accompagnato la storia, quasi fosse un fedele e leale compagno di avventure.

Particolarmente apprezzato durante gli scambi commerciali, è stato in grado di donare, con i suoi acini tendenzialmente dolci, il nome al proprio vitigno contribuendo a creare un alone di mistero dietro alla piacevolezza della sua struttura con eloquente impegno nel farsi apprezzare giornalmente dalle genti del luogo.

Il Dolcetto d’Alba ha un grande pregio, quello di essere paziente… attendere il lento passare degli anni per essere maggiormente conosciuto e venire apprezzato quale giusto riconoscimento a secoli di silenziosa presenza.

Un vino ancora da scoprire così come il territorio che lo ospita, in grado di stupire con grande emozione l’ignaro turista che si imbatte nella visione stupefacente di queste armoniose colline sovrastate da sparsi casolari.

cms_23985/4.jpgUn consiglio… soggiornate nelle varie aziende viticole (ne trovate molte e tutte di ottimo livello) ed entrate in contatto con gli abitanti di questi meravigliosi luoghi, fatevi raccontare gli aneddoti del passato, ne sarete entusiasticamente coinvolti, uscendone arricchiti nel cuore e nell’anima.

In questo ambiente si ha la possibilità di vivere la storia quasi da protagonisti, ma fatevi accompagnare nel viaggio, da un buon calice di Dolcetto d’Alba.

Buona degustazione

Carlo Dugo

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