PER QUANTO TEMPO ANCORA LE DONNE DOVRANNO SUBIRE LA VIOLENZA PSICOLOGICA DI CHI NON ACCETTA LA REALTÀ DEI FATTI?

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Lo sguardo, la rabbia, il dolore di chi resta è ciò che rimane ai familiari di chi è vittima di Femminicidio e di cui si fa partecipe anche l’opinione pubblica!
Nel 2020 sono state 91 le vittime. Una donna è stata uccisa ogni tre giorni. Durante il lockdown c’è stato il maggior picco, complice la forzata convivenza che non è comunque una causa di giustificazione.

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Con l’isolamento cresce il disagio. E’ un anno terribile: “le hanno legate, imbavagliate, insultate. Non è cambiato nulla. Le strisce rosse di sangue e di dolore restano a vita nei pensieri di tutti noi”! Dal 2000 in totale sono 3334. Non dimentichiamo le 1000 inchieste per Revenge Porn.

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A Città del Messico i nomi delle vittime di femminicidio sono dipinti sull’ asfalto per non dimenticare che ogni giorno 10 donne ne sono vittime.

Le loro storie sono uguali dappertutto, lasciate sole senza che nessuno le difenda o spenda una parola per loro.
Chi è rimasta in vita racconta e porta in giro la sua storia per far sì che le altre non cadano nello stesso errore. Jessica Notaro porta sul suo viso, cicatrici indelebili, frutto dell’acido che il suo ragazzo nel 2017 le ha lanciato contro.
Il suo grido di dolore alle donne è “Vogliatevi bene! Amatevi! La vita è una sola… e deve essere vissuta con rispetto, amore vero e dignità”.
E’ la società che pretende che le donne siano mogli e madri.
Per fortuna già dagli inizi del secolo scorso le donne hanno lavorato e nello stesso tempo si sono occupate dei figli e delle altre incombenze relative alla casa e alla famiglia.

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Oggi ad alcuni uomini questa cosa non va giù e tentano in ogni modo di sottomettere la donna e di riportarla al suo ruolo di “schiava della casa”. Iniziano col dire “quella gonna è troppo corta, non mi piace che ti trucchi, non voglio che esci con le amiche” e da lì il passo è breve e diventa uno schiaffo, poi le botte e come se non bastasse anche alla violenza in presenza dei figli. Homo Homini lupus, lui si sente più forte e nella maggior parte dei casi le donne si vergognano e non lo raccontano alle amiche, non vanno in Ospedale e soprattutto non denunciano per paura delle ritorsioni da parte del marito o del fidanzato.
L’uomo pretende di avere il possesso sulla donna. Ciò deriva dal fatto che l’uomo è emancipato su vari aspetti, sia su quello lavorativo ma anche su quello salariale, basta pensare che il suo stipendio è il 30% più alto di quello di una collega.
Ha la libertà di uscire anche la sera senza temere di essere stuprato invece la donna è vista come una figura
da proteggere. Sarebbe bello che invece di dire a noi donne come proteggerci, educare gli uomini su cosa non bisogna fare.
Per quanto tempo ancora le donne dovranno subire la violenza psicologica di chi non accetta la realtà dei fatti?

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Quando in Italia si parla di Universo femminile, la parola femminicidio è tra quelle che ricorre più spesso. Secondo un’inchiesta dell’Eco della Stampa realizzata nel marzo 2019 e relativa ai primi due mesi dell’anno, articoli e Blog associano il termine donne per il 49% delle volte alla violenza di genere. Il problema non può essere sottovalutato.
Bisogna denunciare, parlare, proteggere e punire, per far sì che si possa arginare il femminicidio che spesso è l’ultimo tassello di una serie di soprusi.
Soprusi che non vanno giustificati! Non bisogna credere che la donna a livello nazionale sia vista in una posizione inferiore rispetto all’uomo.

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Bisogna attivarsi innanzitutto con i Centri Antiviolenza che in fase di denuncia mettono le donne in sicurezza. Il cambiamento deve essere condiviso da tutta la società e non solo dalle donne, Bisogna agire nelle scuole, nell’educazione familiare ma un passo importante deve essere fatto anche dalle Istituzioni e da altri organi competenti, quotidianamente e non solo nella giornata del 25 novembre o quando viene commesso un femminicidio.
Lo stesso Presidente della Repubblica, Mattarella, di recente ha dichiarato “la parità delle donne non è ancora pienamente conseguita”!
Purtroppo è la dura realtà! Facciamo in modo che tutto cambi!

Elisabetta Ruffolo

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