PER UNA EUROPA "TERRORIZZATA" E’ TEMPO DI SVEZZAMENTO E CRESCITA

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Non ha potuto produrre altro che rinnovato sgomento, in risalita esponenziale, anche il terzo assalto terroristico che, in una sequenza così ravvicinata ai due precedenti, è appena andato a segno a Londra con la carneficina, in otto minuti di cieca follia omicida, di 7 morti sgozzati con lunghe lame di coltelli da cucina, ad opera di tre terroristi scagliatisi contro gli avventori di un ritrovo dopo che gli stessi criminali, bardati di finte cinture esplosive atte di per se stesse ad incutere terrore, a tutta velocità (di 80 km./h) avevano diretto un grosso furgone contro i passanti sul London Bridge, lasciando a terra 48 feriti di cui 21 ridotti in condizioni gravissime.

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Con siffatta vigilia di orrore seminato, come sempre, in una delirante determinazione in nome di Allah, non poteva preannunciarsi altra atmosfera, se non quella di grande tensione in mezzo a rafforzati controlli, proprio per quel nuovo “concertone” che a 50000 fans, nella città di Manchester, dalla cantante Ariana Grande insieme con altri noti artisti è stato offerto come “sfida alla paura” oltre che in beneficenza e omaggio alla memoria delle vittime innocenti dell’attacco terroristico che era stato seminato in mezzo alla gioia e spensieratezza di famiglie, con al seguito adolescenti e giovanissimi, proprio al termine del precedente concerto che, nella stessa città, la loro cantante- beniamina aveva tenuto meno di due settimane prima, in data 22 maggio.

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In contrapposizione alla criminale esultanza jhadista rivendicante la paternità di ogni strage, nell’Europa ricacciata indietro con la evidente fragilità del sentirsi inerme davanti alla reiterazione dei colpi inferti all’Inghilterra, ultima ma non sola ad essere stata presa di mira sino ad oggi; non poteva mancare che dovessero evidenziarsi primi segni di una “psicosi del terrore” come quella che si è manifestata quale panico scatenatosi a Torino, nella folla riunita a seguire la Champions in piazza San Carlo, in seguito al tonfo-boato-o fragore di dubbia derivazione: forse da un grosso petardo fatto scoppiare in concomitanza con il terzo gol del Real Madrid contro la Juventus, forse dalla caduta di una balaustra; comunque, con il risultato di 1527 feriti di cui tre in codice rosso oltre un bimbo cinese di 7 anni in coma; tutti travolti nella fuga, all’impazzata, fra l’altro in mezzo a taglienti frammenti di vetro da calpestio di bottiglie svuotate e lasciate irresponsabilmente per terra nella piazza.

cms_6444/4.jpgIntanto, se presso i siti delle istituzioni apicali a Roma, così come a Bruxelles, ormai le bandiere della Comunità Europea sventolano a mezz’asta in segno di cordoglio per il lutto che ha colpito l’Inghilterra nella sequenza ravvicinata degli ultimi tre assalti terroristici; espressioni di compartecipazione e vicinanza non sono mancate da Putin nel deplorare l’ultimo attacco terroristico come “cinico e crudele” e, altrettanto, da Trump che ha preannunciato una visita alla premier Teresa May, evidentemente per un confronto-appoggio in tema di sostegno nella lotta all’Isis.

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D’altra parte, proprio sulla scia dell’ultima sequenza di attentati terroristici in Inghilterra, Trump è ritornato a fare pressione sulle Corti Federali perchè appoggino il suo decreto di bando dei musulmani che provengano dai paesi connotati dal fondamentalismo islamico connesso con l’Isis, ritenendo più che mai necessario rafforzare le misure di sicurezza nella sua America che intende “fare tornare grande” anche a costo di ricorrere al “non politicamente corretto” di cui già non ha esitato di avvalersi, essendosi posto come elemento di rottura e discontinuità di gran peso nel “disastro” del G7 appena conclusosi, con il risultato di uno “choc” esterno apportato proprio da convinto isolazionista innanzitutto in materia di capacità energetica dell’America per cui si è determinato a stracciare l’Accordo di Parigi in tema di prevenzione del surriscaldamento climatico. Inoltre, a differenza dalla attuale maggiore vicinanza all’Inghilterra, nonostante la possibilità di una formale dimissione dall’Unione delle Superpotenze non sia prevista fino al 2020, Trump ha cominciato a porre la difesa della restante “erbivora” potenza europea, contornata da potenze “carnivore”, in base a termini di “intervento in caso di necessità” da parte della NATO verso cui ha preannunciato il contributo europeo senza mezzi termini, laddove era stato “morbido” l’approccio tenuto in otto anni da Barak Obama.

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Inevitabile che, su queste nuove basi, la Merkel dovesse pensare ad un Nucleo Europeo di difesa per l’Europa che deve prendere in mano il suo destino; essendosi resa conto che i tempi in cui poter fare affidamento sugli “altri”, sottendendovi l’America, sono passati.

Come a dire che questa epoca non è solo di grande crisi, di stravolgimento di riferimenti esistenziali in ogni campo economico e sociale, con dilatazione degli stessi confini etici nel moltiplicarsi delle sfide e dei pericoli ad esse connessi, addirittura dovendovisi comprendere l’attuale “terrore”; ma, anche politicamente va considerata come tempo di “crescita” attraverso uno “svezzamento” che, per quanto duro, è giunto perchè determinato proprio dalla ponderosa ineluttabilità del naturale “trapassare del tutto” che, ad un certo punto, può apparire “maledetto” e “buio”, ma lo è solo relativamente ad una abitudine cristallizzata il cui eventuale splendore è destinato comunque a spegnersi perchè un futuro di luce diversa sia ricercato e conquistato in modo nuovo, proprio attraverso il superamento della “paura” di ogni “buio” e “ombra”.

Rosa Cavallo

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