PIERO ANGELA

Grazie, Maestro… Faccio la mia parte così

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Addio, Piero.

Hai voluto lasciare questo mondo e questo “difficile Paese” con un messaggio di commiato. Lo hai fatto con parole semplici e garbate, con la gentilezza e lo stile delle grandi persone quando avvertono che la vita è prossima a spegnersi ma che le energie, per quanto flebili, possono ancora operare per fare bene.

E ancora una volta la realtà non ha smentito gli intenti.

L’annuncio della scomparsa di Piero Angela è stata demandata al suo messaggio, riproposto da subito attraverso tutti i canali mediatici. Sagacia dell’uomo colto e raffinato ma anche dotato, in quanto tale, di ineffabile vena satirica, di quel castigare ridendo mores, che da dote naturale di tanti, si trasforma, se inebriata di cultura, in abilità in pochi.

In pochi, destinati ad essere celebrati come grandi maestri. Nella consapevolezza dell’ovvietà banalizzante in cui versa il giornalismo, dello sciame omologato della serialità dei notiziari e, peggio ex multis, della retorica post mortem che avrebbe irrorato gli slanci epigrafici, Piero Angela ha preferito far da solo. Con buona pace di tutti.

E in una statistica personale - che ho voluto dopo ore abbandonare alla sua naturale deriva - tutte le testate hanno dato abbrivio al cordoglio con le sue parole.

Non lo faccio io.

Vi assicuro che non lo faccio per snobismo e nemmeno per marcare dissidenze che sarebbero, peraltro, fuori luogo. Non lo faccio semplicemente per coerenza con il mio pensiero, fatalmente adesivo con quanto espresso da Angela, che è stato uno dei riferimenti della mia scrittura. Ho sempre ritenuto che ciascuno debba operare secondo le proprie competenze e, per la propria parte, impegnarsi perché i propri “talenti” siano opportunamente investiti per il Bene comune.

Per la mia parte ho fatto questo sempre. Non appena ho saputo che Piero Angela era mancato ho provato un immenso senso di vuoto, quel vuoto che lasciano le persone care che hanno saputo lasciare un segno destinato a rimanere indelebile, quel vuoto che lasciano i buoni maestri che sanno che per poter formare gli allievi debbono loro stessi essere modello, umano e professionale, attraverso l’ascolto e lo studio. Per la mia parte rifiuto la retorica dell’oralità dominante nelle sinfonie socialmedia e a maggior ragione quella post mortem.

Dalla mia porzione di pianeta, nello scorcio della mia vita improntata ad affermare il libero pensiero senza cedimenti di alcun genere, mi conforta credere che in questa nostra epoca esista una, seppure trascurata terra di mezzo, popolata da persone silenziosamente impegnate per il Bene comune attraverso l’Informazione scientifica e dignitosamente riluttanti ad esternare il loro lavoro per accattare consensi. Confido nelle persone come Piero Angela, che ha dedicato una vita per illuminare gli inquietanti meandri dell’oscurantismo, dell’irragionevolezza, della supponenza proprie dell’ottusità, perché il pianeta non si trasformi in una palude dominata solo da insapiens in delirio di negatività.

La insensata feticizzazione del negativo, dell’irrazionale contro il razionale (su cui si fonda la scienza), equivale alla negazione del progresso e della civiltà, alla estinzione del genere umano.

cms_27162/foto.jpg“La razionalità è sempre stata minoritaria, ma è una battaglia che vale la pena di combattere” (P.Angela) e spetta Piero Angela il merito di aver voluto, insieme a un gruppo di scienziati, intellettuali, nel 1989, il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) perché “notizie infondate e autentiche truffe in campo medico, alimentare, economico e storico si mimetizzano con linguaggio scientifico per diffondere contenuti privi di qualsiasi riscontro effettivo e contribuiscono alla diffusione di una cultura della cospirazione che rende difficile un esame accurato e razionale di molti problemi ed eventi. A fondamento dell’azione del Comitato è il “valore dei fatti”, ovvero la necessità che le diverse affermazioni, teorie, ipotesi di spiegazione che vengono immesse nel dibattito pubblico siano adeguatamente supportate da evidenze che le sostengono”.

Ogni ipotesi di riferimento alla querelle vaccini covid19 e connesse cospirazioni apocalittiche non è casuale.

A Piero Angela – e vado a concludere – va il merito aver comunicato che il tempo è la risorsa più importante che ci viene data in sorte quando nasciamo, dal nostro personale istante zero.

Da bravo giornalista lo ha fatto attraverso la presa diretta, la divulgazione, il racconto spesso farcito di aneddotica e altrettanto spesso condito di rimandi alla memoria, sempre attento a un’ informazione più orientata “verso l’educazione delle nuove generazioni e la formazione di chi, come gli insegnanti, i giornalisti e i ricercatori, contribuisce a formare l’opinione pubblica e i cittadini di domani”.

cms_27162/foto_libro.jpgMentre mi accingo a vergare un periodo di congedo un radiogiornale sciorina lo status quo del “dibattito” politico…La cosa cade come si suol dire “a fagiolo” nell’ispirarmi un ringraziamento al grande Maestro, che non possa essere percepito come necrologico.

Nel fare anche in questo istante la mia parte in questo Paese difficile riporto, condividendole, le parole tratte dal suo libro (che consiglio) “A cosa serve la politica?”

“Oggi la classe politica in Italia è completamente sbilanciata sul versante della distribuzione (alla ricerca di consensi), ed è questo squilibrio a essere all’origine di tanti guai che sono oggi sotto gli occhi di tutti (a cominciare dall’immenso debito pubblico); mentre è estremamente carente sul versante della produzione di ricchezza, quella che è all’origine della crescita. Ma se i politici distribuiscono più ricchezza di quella prodotta, è evidente che si va in rosso, in profondo rosso.”

Grazie, Piero.

Antonella Giordano

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