PINOCCHIO: FIABA O RACCONTO INIZIATICO

Un burattino alla ricerca del proprio Sé

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Quel pezzo di legno che grida "Ahi" quando viene levigato, quel naso che si allunga al suono di ogni bugia, quella fata eccentrica dai capelli turchini…

Sono pagine per bambini, dove l’elemento fantastico rende tutto più bello, leggero, surreale.

Ogni favola ha una morale. Pinocchio insegna ai piccoli a non dire bugie a rispettare le regole e a non disobbedire. E a noi adulti? davvero crediamo che Geppetto sia un povero e inerme vecchietto, Mangiafuoco il cattivo e che il Grillo Parlante vada in giro in smoking e papillon a redimere i bugiardi? In realtà lo scopo di Collodi era un altro. Cosa si nasconde dietro uno dei racconti italiani, più letti al mondo? Forse non tutti sanno che Pinocchio è un racconto iniziatico, velato sotto forma di favola per bambini. Analizziamolo insieme.

Già il nome è un allusione. Pinocchio, deriva dalla composizione delle parole pino-occhio. Il pino è l’albero i cui frutti - pinoli - hanno la stessa forma della ghiandola pineale, che raffigura nella tradizione esoterica il terzo occhio. La favola di Pinocchio rappresenta il percorso verso l’apertura del terzo occhio, quindi verso il risveglio dell’Essere.

Carlo Lorenzin, in arte Collodi, è un semplice autore di libri per bambini o uno scrittore, che attraverso una fiaba ha voluto trasmetterci un insegnamento profondo spirituale? Nel saggio "Pinocchio, mio fratello", Giovanni Malevolti scrive: "l’iniziazione di Collodi nell’ordine della Massoneria, sebbene non sia riscontrabile da documenti ufficiali è universalmente risaputa. Aldo Mola storico ufficiale della massoneria, ha espresso con certezza che Collodi facesse parte della famiglia massonica. Inoltre molti eventi della vita dell’autore confermano questa tesi. La creazione nel 1848 di una pubblicazione intitolata Il Lampione che ‘illuminava’ tutti coloro che si trovavano nelle tenebre. E poi l’estrema ammirazione che nutriva per Giuseppe Mazzini (massone rivoluzionario). Ci sono due modi di leggere Pinocchio prosegue Malevolti, la prima profana, con cui il lettore impara a conoscere le avventure del burattino di legno. La seconda, fatta di simboli in chiave massonica".

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Wikipedia afferma che, appena entrato nella Loggia, il massone deve sostenere in primis un esame di geometria, superato il quale, deve effettuare almeno quattro viaggi: affrontare la paura della morte, dell’acqua, del fuoco e dell’aria. Dopo aver dominato questi quattro elementi, può essere pronto ad accettare la luce. Pinocchio compie questi viaggi, attraverso l’elemento acqua (fuga dal pescecane), l’elemento fuoco (quando per riscaldarsi si brucia i piedi), elemento aria (viaggiando sul dorso del colombo) e la morte, quando, impiccato all’albero, risorge. Ecco la sua morte iniziatica. E infine, tocca l’elemento terra, quando approda alla sua agognata spiaggia, stanco, ma oramai pronto a rinascere sotto le sembianze umane.

I simboli della Libera Muratoria sono tanti e significativi: dallo scalpello, ai cappucci neri dei conigli che si avvicinano a Pinocchio quando non vuole ingoiare la medicina amara. Il cappio con cui il Gatto e la Volpe lo appendono alla grande quercia. L’incontro di Pinocchio con gli altri burattini, capitanati dal “maestro” Mangiafuoco, che lo definiscono "fratello".

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Esaminiamo meglio i personaggi: il pezzo di legno animato, ma senza volontà, in quanto burattino, è un’allegoria del Sé inferiore. Mentre il bambino vero, rappresenta la nascita del Cristo o Sé Superiore. Geppetto è falegname e crea Pinocchio senza aver alcun rapporto con una donna, proprio come accadde al falegname Giuseppe, padre di Gesù. Il primo passo è quello di andare a scuola che simboleggia la "Conoscenza". La casa di Geppetto è piena di orologi costruiti da lui, che vengono utilizzati per segnare il tempo, uno dei grandi problemi dell’essere umano, perchè con il suo divenire divora ogni cosa. La Fatina, elemento sacro, rappresenta l’anima del burattino, il vero Sé, a cui elargisce il dono della vita e del libero arbitrio. Ella osserva ed assiste Pinocchio durante le sue vicissitudini, intervenendo solo quando la situazione si fa grave e aiutandolo a trovare la retta via (Illuminazione). Le scuole mistiche insegnano che la vita vera inizia solo dopo l’Illuminazione. Tutto ciò che vi è prima non è altro che lento decadimento. Il gatto e la volpe sono le tentazioni e gli indicano la strada facile della fama e della fortuna. Nonostante le raccomandazioni del Grillo Parlante (la coscienza), la marionetta segue i personaggi in ombra e ne rimane travolta. Dopo aver visto la vera natura della strada facile, si rende conto del suo triste stato: è stato ingannato, si trova in gabbia come un animale, ha messo in vendita la sua anima. Pinocchio si ravvede, riguadagna la sua coscienza (il Grillo Parlante) e cerca di scappare. L’intervento divino (Fatina) è necessario per salvarlo. Il paese dei balocchi è la metafora della vita, caratterizzata dall’ignoranza, dalla ricerca della gratificazione immediata e dalla soddisfazione dei più bassi impulsi. Quando si trasforma in asino, in termini esoterici, egli è più vicino alla sua parte materiale che a quella spirituale, impersonata da questo animale testardo. Una volta riconquistata la sua coscienza torna a casa per unirsi al Padre, ma la casa è vuota. Scopre che Geppetto è stato inghiottito dalla balena. Si getta allora in acqua, venendo ingoiato anche lui. Finalmente si ricongiunge al suo Creatore. E’ fuggito dall’ignoranza per guadagnarsi la luce spirituale. Emerge dalla tomba, risorgendo come Gesù Cristo. Ora è un bambino vero, un uomo illuminato, che ha rotto le catene della vita materiale per abbracciare il suo Sé Superiore, nulla gli è stato regalato. Il Grillo Parlante riceve un distintivo di oro massiccio dalla Fatina, che rappresenta il successo del processo alchemico, essendo riuscito a trasformare la coscienza di Pinocchio da un metallo grezzo a oro. La Grande Opera è stata compiuta.

Pinocchio non è solo una storia fantastica. Collodi racconta del mito della reincarnazione, ovvero della discesa di un essere nel mondo, delle sue trasformazione e illuminazione. Spiega che questo prodigio può avvenire in ognuno di noi e dona ai lettori magnifici strumenti per trasfigurare la propria personalità e il mondo intero. E’ il viaggio del singolo alla conquista di sé stesso, il risveglio dall’ignoranza, il percorso di un individuo che cerca la dignità di uomo. Siamo tutti Pinocchio: quante volte ci siamo sentiti appesi per il collo senza via d’uscita e dentro la pancia della balena abbiamo perso la speranza per poi rinascere cento volte…? Quante volte ci siamo sentiti soffocati dall’amore possessivo di un Geppetto e abbiamo ceduto ai sensi di colpa per inchinarci alla normalità…? Collodi ci insegna che attraverso la ribellione, avviene la trasformazione, ci incoraggia a gridare al nostro Geppetto: "babbo, insegnami le regole, ma poi permettimi di sperimentarle e lasciami giocare".

Tina Camardelli

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