POLI D’ECCELLENZA & MALASANITA’

TRA PUBBLICO E PRIVATO

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Ultimamente la stampa ha dato diverso spazio a casi di malasanità che hanno procurato la morte di alcuni pazienti. Pur deprecando e condannando l’accaduto, trovo doveroso analizzare il problema. Gli ultimi casi si sono verificati in Sicilia e più precisamente a Catania e a Trapani. Il primo ha provocato il decesso di un bimbo al quale i medici del pronto soccorso hanno scambiato un caso di meningite per una banale influenza, il secondo per gravi ritardi delle ambulanze del 118 e disorganizzazione comunicativa tra ospedali.

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Gli ultimi dati statistici dicono che mediamente ogni anno in Italia vengono effettuati più di 4.500.000 interventi chirurgici pari a 15.000 al giorno. I casi di malasanità vengono segnalati in percentuale di uno ogni due giorni. Di sicuro il dato spaventa ma in percentuale è irrisorio. Tradotto in cifre significa che ogni 30.000 interventi si verifichi un caso di malasanità. Colpa di chi? Sicuramente della negligenza o dell’imperizia umana. Personalmente, preferirei essere ricoverato una struttura pubblica , nonostante tutte le “pecche” possibili e immaginabili, laddove mi vengano garantiti, nel giro di pochi minuti, interventisti, rianimatori e sale di terapia intensiva, cosa abbastanza rara nelle strutture private. Poco importa l’eleganza e la scelta personalizzata di un menù offerto in cliniche private.Un policlinico, a parer mio, offre la garanzia di intervento immediato di altri medici che qualora vi fossero delle complicanze sarebbero pronti e disponibili a salvarti la vita. Sono certo che non tutti saranno d’accordo con il mio pensiero ma una riflessione andrebbe fatta.

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La medicina fa passi da gigante e anche al sud esistono strutture pubbliche e fior fiore di luminari che adottano tecniche moderne e innovative. Purtroppo molti pazienti, scettici e disinformati, continuano a lamentare disservizi nel pubblico ricorrendo sempre più spesso alla sanità privata del nord. Niente di più sbagliato. Chi mi conosce bene, sa che, qualora avessi da denunciare qualcosa, lo farei volentieri.Non essendo asservito ad alcuno e, prendendo per buono il codice di comportamento deontologico, trovo legittimo evidenziare quanto di buono accada nella nostra sanità pubblica.

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Prendiamo ad esempio l’ospedale Ecclesiastico regionale Miulli di Acquaviva (Ba). Una struttura pubblica funzionante, moderna e all’avanguardia. Poco importa se parte del personale di servizio non conosce molto bene l’educazione e la disponibilità nel rapportarsi con i degenti, ma non si dovrebbe fare di tutta l’erba un fascio. Oltre ad annoverare uno staff medico di prima qualità, i primari sembrano aver studiato a Oxford. Disponibili, gentili e, cosa importantissima, preparati ed efficienti. Fatte le giuste eccezioni e tralasciando l’imperizia di alcuni, pochissimi per fortuna, tutto sembra funzionare come e meglio i tanto decantati ospedali del nord Italia. Tanti i poli d’eccellenza tra i quali mi sembra giusto segnalare la chirurgia cardiaca, la neo natalità e il reparto di terapia antalgica che, con tecniche innovative, all’avanguardia e poco invasive permette ai pazienti sofferenti di ernie discali o dolori cervicali una qualità della vita degna di tale nome.

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L’ospedale della Divina Provvidenza di San Giovanni Rotondo si avvale di un reparto di oncologia medica di tutto rispetto. Anche i nostri policlinici annoverano, tra i primari, professionisti che nulla hanno a che invidiare ai colleghi esteri e che offrono garanzie ineccepibili a costo zero.

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Il policlinico di Bari da anni è all’avanguardia per i trapianti di fegato con risultati eccellenti. Anche il reparto di urologia sistemato nei padiglioni di “Asclepios “ offre ottime garanzie con metodiche moderne e d’avanguardia. E potrei continuare con altri reparti definiti e riconosciuti poli d’eccellenza anche da luminari del nord. Le testimonianze di parecchi pazienti che, con molti sacrifici si sono portati in ospedali nordici, si son sentiti dire:...come mai avete affrontato questo viaggio della speranza?...Da voi esistono specialisti eccellenti che vorremmo tanto avere qui da noi.Nemo profeta in patria, come ribadisce un brano del Vangelo. Pertanto diamo a Cesare quel che è di Cesare e, in caso di necessità, che Dio ce la mandi buona ovunque e... comunque.

il Grillo Parlante

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