POVERI PENSIONATI O PENSIONATI POVERI ?

SFOLLATI? NO....CACCIATI VIA!

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cms_412/copertina_ninni_.jpgLa Svizzera non ci vuole, l’India ci processa e l’esodo biblico degli italiani disperati, continua. I giovani sono costretti ad emigrare alla ricerca di un lavoro, di una sistemazione e di una fonte di guadagno, mentre gli anziani sono costretti a scappare dall’Italia, per “sopravvivere”, con le loro pensioni da fame. Le notizie che ogni giorno i media ci propinano fanno riferimento esclusivamente all’ondata di extracomunitari che quotidianamente invadono le nostre coste. Lampedusa docet!

cms_412/passaporto-014-kVLF--258x258@IlSole24Ore-Web.jpgDegli Italiani che emigrano se ne parla pochissimo. Scopro così, attraverso un’accurata indagine (dati inps del 2012), che sono oltre 500.000 gli italiani ultra sessantacinquenni che hanno deciso di trasferirsi all’estero per sopravvivere con le loro misere pensioni. Spagna, Tenerife, Romania e Paesi dell’est la fanno da padrona ma, il Paese straniero più appetibile, pare, sia diventata la Tunisia.

cms_412/anziani32.jpgInsomma questa nazione meglio conosciuta come “l’eldorado dei vecchietti” ne ospita non meno 15/20.000 sin dal lontano 2.004. Sono certo vi starete chiedendo come mai possa accadere tutto questo. In questa nazione bellissima, che mio malgrado considero il “cimitero degli elefanti”, è ancora possibile vivere con un migliaio di euro mensili.

cms_412/images.jpgFacciamo degli esempi. Una casa in affitto costa poco più di duecento euro mensili, in Italia un box auto costa il doppio, spostarsi con mezzi pubblici efficienti e puntuali incide di pochi centesimi di euro, il pane e la pasta costa solo trenta centesimi di euro al chilo.Per una strana alchimia il clima è mediterraneo, la lingua italiana la capiscono e la parlano quasi dovunque, la cucina è similare, se non uguale, a quella italica, la tassazione è ridotta a qualche decina di euro al mese tutto compreso e, come se non bastasse, lo stesso misero sussidio, se accreditato sul posto, verrebbe rivalutato di almeno un 30%. Come mai vi chiederete? Da noi, sono “tassate” anche le pensioni sociali mentre in Tunisia un pensionato con un reddito medio basso non pagherebbe più di un euro al giorno di tasse pur vedendosi rivalutata la pensione. Inoltre il dinaro tunisino equivale alle nostre vecchie mille lire suddivise in centesimi che conservano ancora il loro valore d’acquisto. Ciliegina sulla torta, un “funerale” non supera i 300,00 euro tutto compreso. Una vera pacchia.

cms_412/ortofrutta.jpgComunque la pensiate, piuttosto che frugare nei cassonetti dell’immondizia o chiedere un pasto caldo alle mense italiane della charitas, i nostri anziani, in Tunisia riescono a soddisfare le loro esigenze con dignità.Lasciamo perdere i “restaurant” dei grandi alberghi locali e, oserei dire persino le pizzerie italiane, in Africa mediterranea, una coppia di anziani, riesce a regalarsi “una botta di vita” frequentando, almeno una volta al mese, una trattoria. In questi locali, serviti e riveriti, dopo aver degustato un primo. un secondo, un bevanda e un dolce locale non spenderebbe più di dieci euro a testa.

cms_412/milano_anziani_mercato_via_papiniano_fotogramma_3.jpgSono certo che gli sguardi di questi esiliati siano mesti, malinconici e sempre rivolti verso la terra d’origine ma meglio soffrire di nostalgia che morire di fame in Patria!In Italia, una visita specialistica o alcuni esami clinici, pesano sul loro bilancio decine di euro di tikets e lunghe liste d’attesa. Al contrario in Tunisia è possibile farsi visitare, ben accetti e riveriti, dal miglior specialista del settore che solitamente ha conseguito il dottorato nelle migliori università europee. Il costo? Poco meno di trenta euro. Mi sembra giusto che per questi ultimi motivi la “transumanza” continui. Ma tutto questo non giustifica la fuga all’estero da parte dei “giovani” Italiani disoccupati che sono costretti a emigrare. Troppo comodo chiamarli sfollati o trasferiti. La verità vera è che lo “lor signori” li hanno esiliati, sbarazzandosene o, per essere più precisi , “cacciandoli via”. Non parliamo poi della fuga dei cervelli che secondo alcuni esperti economisti costerebbe, grosso modo, al nostri paese oltre 5.000.000.000,00 ( cinque miliardi) di euro...con i ringraziamenti dei nostri competitori esteri.

cms_412/images_166.jpgSi evince, così, che lo Stato Italiano caccia gli anziani, considerandoli rami secchi; A causa della disoccupazione si priva della forza lavoro giovanile, fulcro e futuro della nazione; Mette in fuga i giovani cervelli; Nega l’ospitalità ad una generazione multietnica e continua a tassare, tassare e tassare il “polo produttivo” considerandolo la “mucca da mungere” pur di garantirsi benefit, poltrone e finanziamenti. Come venirne fuori?

il Grillo Parlante

Tags: pensionati in fuga- disoccupazione- vivere in Tunisia-

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