PRESIDENZIALI USA: LA SITUAZIONE A 10 GIORNI DAL VOTO

Secondo “FiveThirtyEight”, Trump ha il 10% di possibilità di vincere: ecco gli scenari

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Solo 10 giorni ci separano dalle presidenziali americane, tra le più importanti della storia. Due visioni del mondo e della gestione dell’epidemia di Coronavirus totalmente differenti si scontreranno in una battaglia all’ultimo voto, in un Paese che sta vivendo delle tensioni sociali che non si vedevano dai tempi della crisi del ‘29. Il liberalismo capitalista di Joe Biden contro l’autoritarismo di estrema destra di Donald Trump: una sorta di sfida “destra contro destrissima”, che, però, di conseguenze a seconda di chi vincerà ne avrà una marea, sia negli affari interni statunitensi che nelle relazioni con l’estero. Ma qual è la situazione a così pochi giorni dal voto? Cosa dicono i sondaggi? Innanzitutto bisogna specificare che una buona fetta di cittadini americani ha già espresso il proprio voto, tramite posta. I voti per corrispondenza verranno scrutinati il 3 novembre assieme a quelli effettuati nei seggi, ma è ovvio che il fatto che in tanti abbiano già scelto irreversibilmente con parecchio anticipo significa che questi ultimi giorni potranno spostare gli equilibri in maniera minore, essendo alcune percentuali già cristallizzate.

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L’altra premessa da fare è che Trump, che parte fortemente sfavorito, ha già ampiamente dimostrato di saper ribaltare i pronostici, e questa volta avrà anche la Corte Suprema dalla propria parte nel caso in cui il risultato finale fosse contestabile. Le minacce del Presidente in carica di non accettare un’eventuale sconfitta se essa non dovesse arrivare in maniera netta (o forse neanche in quel caso) hanno allarmato il mondo intero, e i timori di violenze da parte di gruppi di estrema destra come gli ormai celeberrimi Proud Boys (che Biden ha nell’ultimo dibattito chiamato “Poor Boys”, con una gaffe che per una volta sembra suonare meglio della frase corretta)sono più di un semplice spettro che si aggira sulle elezioni. Fatte quindi le dovute premesse, si passa poi all’evidenza dei dati statistici. I sondaggisti, dopo la magra figura fatta quattro anni fa, sono corsi ai ripari, in modo da prevedere tutti gli scenari possibili e non rischiare di proclamare un sicuro vincitore per poi ritrovarsi sbeffeggiati un’altra volta dall’underdog di turno. I vari sondaggi sono stati riassunti dal sito “FiveThirtyEight”, il più importante a occuparsi di modelli e previsioni elettorali.

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Secondo quest’ultimo, Donald Trump avrebbe una possibilità su dieci di sovvertire i pronostici e vincere ancora una volta contro ogni ragionevole previsione. Questo potrebbe accadere se le consultazioni andassero straordinariamente bene per il tycoon e straordinariamente male per Joe Biden, che sembrerebbe avere un consenso molto più ampio di quello su cui poteva contare Hillary Clinton. Entrando più nello specifico, per confermare la propria presidenza, Donald Trump dovrebbe vincere in tutti gli “swing States(quegli Stati che elezione dopo elezione tendono a cambiare sempre colore politico) e ottenere un risultato clamoroso anche in tutta la zona della “Rust Belt”, ovvero in quegli Stati che si affacciano sui grandi laghi al confine col Canada. Ad esempio, uno scenario che vedrebbe Trump vincitore, è quello in cui i Repubblicani tengano in stati storicamente rossi come Texas, Georgia e North Carolina e vincano le importantissime elezioni in Florida, Ohio e Iowa. A quel punto, per vincere gli mancherebbero due stati della Rust Belt come Michigan e Wisconsin. Il problema, per il tycoon, è che Joe Biden è dato solidamente in vantaggio in 6 Stati degli 8 citati in questo esempio. Insomma, una situazione profondamente complessa per il Presidente in carica, ma, al momento, ancora niente è impossibile.

Giulio Negri

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