PROPOSTA CONCRETA PREZZO EUROPEO DEL GAS NATURALE

275 euro di costo massimo al megawattora, una tutela che scatterebbe a due condizioni  

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275 euro al megawattora: questo potrebbe essere il limite massimo di costo del gas naturale che l’Unione Europea sarebbe disposta a pagare ai propri fornitori, secondo l’accordo raggiunto e che si evidenzia dall’ultimissima bozza della Commissione Europea. Non solo: tale tetto (c.d. price cap) diverrebbe applicabile a due condizioni, ossia che il prezzo di mercato oltrepassi questa cifra per due settimane consecutive e che comunque superi di almeno 58 euro quello del gas liquefatto.

È una buona soluzione? Dal momento che la quotazione attuale si aggira attorno ai 120 euro, probabilmente no. Storcerebbe forse il naso lo stesso premier italiano uscente Mario Draghi, ideatore di questo meccanismo di tutela.

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La proposta è da considerarsi in ogni caso cautelativa, dal momento che rappresenta l’extrema ratio qualora si raggiungano prezzi di mercato ben superiori a quello stabilito, come quello ad esempio di oltre 330 euro al megawattora registrato durante la scorsa estate. Bisogna essere “pronti per il prossimo anno”, proprio perché la situazione che già si è verificata “potrebbe ripresentarsi”, ha riferito il Commissario Europeo per l’Energia Kadri Simson. “La stessa situazione e le stesse circostanze di agosto potrebbero ripetersi, nelle nostre analisi quindi abbiamo visto qual è il tipo di livello di prezzo che dobbiamo praticare per stabilizzare la situazione e quali siano i rischi che dovremo affrontare l’anno prossimo”, ha aggiunto.

Si potrebbe dire che si sono fatti i conti senza l’oste. È questa infatti l’osservazione, che muta in perplessità, opposta da alcuni paesi come la Germania, dal momento che sussiste il rischio che il venditore preferisca altri mercati, mettendo gravemente a rischio l’intera fornitura all’Unione Europea.

La borsa non ha affatto reagito a questa proposta, segno che la stessa non viene presa seriamente in considerazione. In ogni caso tutto è da decidere, visto che tale intenzione sarà al vaglio del Consiglio Europeo dei Capi di Stato e di Governo, a cui spetta l’ultima parola e l’eventuale approvazione, a partire dalla seduta programmata per il prossimo 19 dicembre.

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Dal fronte italiano sussiste un moderato apprezzamento, poiché Paolo Gentiloni, commissario UE all’Economia, definisce tale proposta comunque “un segnale. Che sia sufficiente lo vedremo”, riferendosi alla risposta che i mercati vorranno offrire. Soddisfatto anche Gilberto Pichetto Fratin, il quale commenta: “Bene che ci sia una proposta concreta”.

L’Europa resta comunque ancora divisa: da un lato Italia, Grecia, Francia e Spagna, favorevoli a detto price cap, dall’altro Germania e Paesi Bassi, fortemente contrari.

Il meccanismo dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2023.

Enrico Picciolo

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