PRIMO CASO DI EBOLA A NEW YORK

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Ebola è arrivato a New York. Craig Spencer, un medico di Harlem tornato 10 giorni fa dalla Guinea dove era stato a contatto con malati, è stato ricoverato d’urgenza al Bellevue Hospital, il centro sanitario di Midtown Manhattan attrezzato per ricevere pazienti altamente contagiosi. Subito è partita la caccia a tutte le persone che sono state in contatto col paziente negli ultimi giorni. Sarebbero almeno quattro, tra cui la fidanzata e l’autista di un auto Uber presa dal malato per rientrare a Manhattan da Williamsburg, dove si era recato mercoledì sera per giocare a bowling.​

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La fidanzata di Spencer è già stata ricoverata in ospedale in osservazione. Mentre l’appartamento della 147/a strada, dove il medico vive, è stato messo sotto sigilli e così la sala bowling di Brooklyn dove l’altro ieri si era recato. Comunque, ad oggi, nessuna delle persone con cui Spencer è entrato in contatto mostra sintomatologie ascrivibili al virus dell’Ebola.

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Negli Usa sono 9 i pazienti trattati per il virus, il primo dei quali è stato Kent Brantly, un medico missionario rimpatriato dalla Liberia e guarito anche grazie al siero sperimentale Zmapp. Come lui sono guariti altri due medici e un’infermiera, che avevano contratto il virus in Africa, e un cameraman della Nbc. Sono guarite anche le due infermiere che si sono infettate dopo il contatto con il ’paziente zero’ statunitense, il cittadino liberiano Thomas Eric Duncan, che invece è morto.

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Intanto, tutto il mondo si mobilita e scienziati e biomedici stanno mettendo a punto tutte le armi farmaceutiche più rapide per combattere e fermare il virus. Da Parigi arriva l’annuncio di un test rapido per la diagnosi che fornisce il risultato in meno di 15 minuti, disponibile da fine ottobre e l’Organizzazione mondiale della sanità assicura che i primi vaccini sperimentali saranno disponibili dal 2015 in Africa.

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In queste ore anche l’azienda Johnson and Johnson ha annunciato di voler aumentare la produzione per avere entro il 2015 un milione di dosi disponibili del proprio vaccino entro il prossimo anno, un quarto delle quali entro maggio. Il vaccino è uno dei due di cui si sta verificando la sicurezza con test su volontari sani, mentre i primi test di efficacia su persone a rischio dovrebbero iniziare il prossimo gennaio.

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L’Unione europea sottolinea l’importanza che tutti gli attori impegnati nella lotta a Ebola lavorino insieme, coordinandosi con gli sforzi ampi che stanno facendo le Nazioni Unite. E decide così di aumenterà gli aiuti finanziari. La proposta di aumentare gli aiuti a un miliardo era già stata avanzata nei giorni scorsi dal primo ministro britannico David Cameron. Ora, la proposta è stata annunciata via Twitter dal presidente del Consiglio europeo, Herman VanRompuy. L’Europa stanzierà quindi un miliardo di euro per combattere il virus di Ebola nei Paesi dell’Africa occidentali. E l’Italia? Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin assicura che anche l’Italia è in corsa. Alla sperimentazione del farmaco infatti partecipa anche l’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze, il quale ha terminato la sperimentazione di fase I per un farmaco chiamato ’blocca emorragia’.

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La lotta si prospetta lunga. Nelle prossime settimane i casi aumenteranno e anche l’Europa sarà inevitabilmente colpita. Ma è altrettanto certo che le strutture e le competenze a disposizione, a patto che si condivida la responsabilità della gestione della malattia con cittadini consapevoli e informati e che gli sforzi di tutti i paesi siano congiunti, fronteggeranno la possibile emergenza e potranno contenere l’epidemia.

Mary Divella

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