PROCESSO AI SOCIAL - Big Tech davanti al Congresso Usa

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cms_33400/combo1-krqD-U32001083741006R0H-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpgConvocati dal Congresso americano affinché potessero spiegare davanti a giudici, senatori e famiglie, cosa intendessero fare in tema di responsabilità e scelte consapevoli. I Ceo delle maggiori piattaforme del mondo (Meta, X, TikTok, Snapchat e Discord) sono stati convocati ultimamente dal Congresso degli Stati Uniti in quello che la stampa ha subito definito “il processo ai social”. Le accuse riguardano la tutela dei minori sui social e, in particolar modo, il tema dello sfruttamento sessuale in rete dei minori. Durante l’udienza dei maggiori esponenti delle Big Tech, i genitori di bambini vittime di cattive azioni subite sui social presenti in aula, hanno mostrato le foto dei propri figli ai tycoon delle Big Tech, un vero e proprio schiaffo alla coscienza. Le famiglie presenti durante l’audizione insistono sempre più, alla luce di casi di omicidio/suicidio dovuti alle conseguenze di attacchi sui social, affinché vi sia un uso più controllato di ciò che accade sulle piattaforme, forti di numeri e percentuali che attestano come il tasso di suicidi tra i giovani a causa delle ripercussioni delle loro vite sempre più online, è sempre più in aumento, tanto è che si parla ormai di una vera e propria emergenza sociale.

Il sogno di libertà propugnato dai pionieri della rete e di cui Tm Berners Lee è stato il maggior esponente e propugnatore, si sta infrangendo dunque sotto i colpi di patologie che colpiscono per la maggior parte un’utenza giovanissima: disturbi alimentari, crisi depressive, crisi d’identità, cyberbullismo, ecc. Secondo l’accusa degli avvocati chiamati a difendere le numerose famiglie all’interno delle quali si verificano casi di violenza o abuso tramite social, le piattaforme non starebbero facendo altro che sfruttare a fini commerciali e per il solo profitto, le debolezze degli adolescenti, portando quest’ultimi a provare sensazioni molto spiacevoli per la loro salute mentale e fisica. I social nascondono un lato oscuro che ora è venuto a galla in tutta la sua evidenza, una responsabilità sociale emersa e confermata dalle parole, per esempio, di Mark Zuckerberg il quale, durante l’audizione, si è scusato pubblicamente con le numerose famiglie presenti, confermando d’altra parte che Meta continuerà a sforzarsi per assicurare che nessun altro possa subire ciò che hanno subito moli giovani, alcuni perdendo addirittura la vita.

Al di là però delle considerazioni e accuse rivolte alle maggiori piattaforme, e su cosa effettivamente esse stiano facendo per aumentare il rispetto dei limiti d’età per accedere ai social media, si può notare come tra le tante società chiamate davanti al Congresso mancassero i Ceo di Google e della sua consociata YouTube, uno dei canali spesso maggiormente alla ribalta della cronaca per la diffusione di video inappropriati e violenti. Dietro poi le belle parole di cordoglio e di scuse di chi avrebbe dovuto effettuare maggiori controlli, vi è molta demagogia e scarsa consapevolezza di ciò che oggi rappresentano i social all’interno delle nostre vite. L’esempio di come le piattaforme continueranno a far poco o nulla per tutelare il proprio pubblico di fronte all’incrementare dei contenuti violenti e inappropriati, è l’accoglienza per niente calorosa da parte delle Big tech verso il documento stilato dal Congresso americano per aumentare gli obblighi di tutela nei confronti dei minori sui social, il cosiddetto Kids Online Safety Act. Vi era qualche dubbio?

Andrea Alessandrino

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