PROPOSTE DI LETTURA: MAURIZIO CUCCHI

La traversata

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cms_19996/1.jpgHo conosciuto Maurizio Cucchi (1945) il 28 e 29 maggio 2011 a Casazza (BG) in occasione di un concorso letterario. A Cucchi era stato assegnato il premio alla carriera. Poeta, critico, traduttore, giornalista, esordisce nel 1976 con la silloge “Il disperso”, subito notata e apprezzata negli ambienti letterari italiani. Lungo l’elenco delle pubblicazioni e dei premi conseguiti: “Le meraviglie dell’acqua (Mondadori, 1980), Glenn (San Marco dei Giustiniani, 1982, Premio Viareggio), Donna del gioco (Mondadori, 1987), Poesia della fonte (Mondadori, 1993, Premio Montale), L’ultimo viaggio di Glenn (Mondadori, 1999), Poesie 1965-2000 (Mondadori, 2001), Per un secondo o un secolo (Mondadori, 2003), Jeanne d’Arc e il suo doppio (Guanda, 2008), Vite pulviscolari (Mondadori, 2009), Malaspina (Mondadori, 2013), Paradossalmente e con affanno (Einaudi, 2017), Sindrome del distacco e tregua (Mondadori, 2019). In prosa: Il male è nelle cose (2005), La traversata di Milano (2007), La maschera ritratto (2011), L’indifferenza dell’assassino (2012). Ha inoltre curato un’antologia di “Poeti dell’Ottocento” (1978), il “Dizionario della poesia italiana” (1983 e 1990), e, con Stefano Giovanardi, l’antologia “Poeti italiani del secondo Novecento” (1996). Ha diretto per due anni la rivista “Poesia” (1989-1991), ha tradotto dal francese opere di vari autori tra cui Stendhal, Flaubert, Lamartine, Villiers-de-I’Isle Adam, Valéry” (da www.italian-poetry.org). Dal 2019 cura, per Repubblica la Bottega di poesia: «La Bottega di poesia — sottolinea Cucchi — vorrei che fosse identificata in un luogo dove qualcuno arriva, porta i suoi testi e una persona che crede di sapere di cosa si tratti, che ha compiuto degli studi, che l’ha praticata a lungo, dà i suoi consigli come in una qualsiasi bottega artigiana». Quel giorno a Casazza, dialogando con Cucchi, prima in pubblico – tema, ovviamente, la poesia – poi in privato ho percepito la sua schiettezza, il suo senso dell’umorismo, la sua chiarezza espositiva che riesce a raggiungere l’interlocutore senza allusioni o fraintendimenti. Dicono di lui che qualche volta l’umorismo si trasformi in umoralità. Entrambi, quel giorno, non vedevamo l’ora che la cerimonia finisse: la sera si giocava Inter-Palermo.

La traversata, da Vite pulviscolari, Mondadori – 2009 (copia firmata dall’autore)

Seduto in fondo, rido per l’acqua
che arriva a schizzi sui sedili
sverniciati. Ho visto il volto terreo
dell’oste, il grande corpo
smangiato e d’improvviso, con un brivido,
il cranio rasato della dolce postina. Parlottavo,
leggero. Ma quando ho mosso lo sguardo
verso l’orizzonte
è sceso un cupo silenzio
e mi ha assorbito. Desideroso
di luce e terra l’orizzonte è una lama,
uno specchio che mi cancella.

Raffaele Floris

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