Perché scriviamo?

Per stare insieme a voi

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Scrivere è come innamorarsi, non lo decidi, ti succede e basta e illuminata prendi la penna e vai, ci metti l’energia, il tempo, le idee, il cuore, tutta te stessa. La scrittura è intensa, coinvolgente come l’amore fisico. Ho iniziato a scrivere molto presto, scrivevo lettere per la mia mamma, che lei ancora custodisce nei cassetti tra la biancheria con la naftalina. Poi le letterine sotto i piatto del babbo il giorno di natale, il giornalino di classe, il diario personale ed eccomi qua che ancora scrivo con l’emozione e l’entusiasmo della prima volta.

cms_3199/foto_1_.jpegEd è proprio li, sul foglio bianco che le emozioni, i pensieri e i sentimenti prendono forma, c’è no scambio tra loro. Il cuore passa l’emozione alla testa che passa l’impulso alla mano che scrive. Scrivo per liberarmi se sono triste, per non spaccare tutto quando sono arrabbiata, per non piangere quando soffro, per urlare al mondo quando sono felice, per non dimenticare chi non c’è più, perché caspita quanto è doloroso perdere qualcuno, ma scrivendo puoi mantenere il legame e dire le cose che non sei riuscita a dire, puoi trasferire il dolore sul foglio per alleggerirlo e puoi accorciare la distanza. Scrivo per mia nipote per raccontarle gli anni che non ha vissuto.

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Vi garantisco che non esiste un atto più gratuito della scrittura e poi quando si invecchia e molte cose non si possono più fare, la scrittura continua a consentirci una sensazione di vitalità. I motivi per cui si scrive sono tanti e ognuno ha i suoi. Italo Calvino disse: "scrivo perché non ero dotato per il commercio, per lo sport e per nient’altro, ero l’idiota della famiglia". Salgari invece scriveva per vivere altri mondi, altre realtà "scrivo per uscire da questo mondo, per vivere tante vite in una sola". Certo che di strada ne ha fatta la scrittura, dai graffiti, alla scrittura cuneiforme ai geroglifici, dall’Umanesimo, al Cubismo, al Futurismo fino ai giorni nostri con la scrittura informatica e quella digitale, secoli di scrittura. Senza dimenticare il metodo Braille di scrittura tattile per i non vedenti, ideato per far si che tutti avessero pari opportunità. La cronista Enrica Belli dice: "scrivo ogni giorno perché sono una cronista e racconto le cose che vedo, quelle che sento, quelle che dichiarano o bisbigliano protagonisti o mezze cartucce della politica, dentro i calzoni, nei salotti davanti alle telecamere. Davanti a una penna, si slacciano la cravatta, abbassano le maschere, rilassano le mandibole, in quel momento io sono il confessore, l amico, ma io sono sempre una cronista, per loro una nemica. Non rubo frasi non rubo la loro fiducia, me la danno ed io me la prendo." Luigi Pirandello scriveva per dimenticare se stesso. "La scuola di scrittura Omero" fondata a Roma nel 1988 è una scuola specializzata in scrittura narrativa, cinematografica e giornalistica. I fondatori della scuola espressero forti dubbi che si potesse insegnare a scrivere, ma come la musica, la danza o la pittura anche il talento nella scrittura va alleviato e fortificato in un percorso di studi. Questa scuola ha dato i natali a molti scrittori, giornalisti, registi e sceneggiatori famosi.

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A tutti gli iscritti viene dato un foglio bianco con una sola domanda, perché scrivi ? ne sono venute fuori motivazioni originali, profonde, allegre e tristi che vi elenco: Scrivo perché sono lento, tardo, non ho la risposta pronta e quando scrivo non importa quanto ci metto. Scrivo perché non sopporto di aspettare il mio turno, io davanti a un foglio bianco non aspetto nessuno, scavalco me stessa. Scrivo perché i miei pensieri pesano meno dopo essere stati lasciati sulla carta. Scrivo perché la pagina ha più pazienza di chi davanti a me aspetta che io trovi le parole giuste. Scrivo perché è l’ultima spiaggia. Scrivo per un semplice motivo, perché se no parlerei da sola tutto il tempo. Scrivo perché so costruire una storia dal nulla e so riconoscere una storia dal nulla. Scrivo perché ho ricevuto un dono che voglio condividere con voi. Quest’ultima è la motivazione che preferisco, perché, saper scrivere è un dono che ci permette di stare insieme ai lettori.

Tina Camardelli

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