Più di 118mila morti nel mondo. Oms: "10 volte più letale dell’influenza".

Sono 20465 i morti in Italia.

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I casi confermati di coronavirus nel mondo sono 1.904.566, mentre le vittime sono 118.459. E’ l’ultimo conteggio fornito dalla Johns Hopkins University, secondo cui il Paese con più contagi e con più morti sono gli Stati Uniti (rispettivamente 572.169 e 23.070), seguiti dall’Italia per il maggior numero di morti (20.465) e dalla Spagna per il maggior numero di contagi (169.496).

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"Le prove fornite da alcuni Paesi ci stanno dando un quadro più chiaro di questo virus, di come si comporta, di come fermarlo e come trattarlo. Sappiamo che Covid19 si diffonde velocemente e sappiamo che è letale, dieci volte più letale del virus responsabile della pandemia di influenza del 2009". Lo ha detto in un briefing con i giornalisti a Ginevra il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Lo sviluppo e la distribuzione di un vaccino sicuro ed efficace sono necessari per interrompere pienamente la trasmissione", ha aggiunto.

"Sappiamo che in alcuni Paesi i casi di Covid19 raddoppiano ogni tre/quattro giorni". Mentre la diffusione del virus "accelera molto rapidamente, si riduce molto lentamente. In altre parole il calo è molto più lento dell’aumento".

La fine delle restrizioni decise nelle settimane scorse nell’ambito della lotta alla pandemia di coronavirus "dovrebbero essere basate anzitutto sulla protezione della salute umana e guidate da quello che conosciamo sul coronavirus e su come si comporta", ha aggiunto.

"Come abbiamo detto molte volte prima - ha sottolineato - questo è un virus nuovo ed è la prima pandemia causata da un coronavirus. Stiamo tutti imparando e aggiustando la nostra strategia, sulla base delle ultime prove disponibili. Possiamo solo dire quello che conosciamo e possiamo solo agire sulla base di quello che conosciamo".

"Lo sviluppo e la distribuzione di un vaccino sicuro ed efficace sono necessari per interrompere pienamente la trasmissione" del coronavirus, ha poi ribadito l’Oms nel briefing a Ginevra.

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"Le mascherine non sono alternative al lockdown", ha poi chiarito il direttore esecutivo dell’Oms, Mike Ryan, in un briefing a Ginevra, parlando del ritorno della gente al lavoro. "Non vogliamo che le persone debbano fare scelte difficili, pensando che indossare la mascherina sia la stessa cosa che stare a casa e riferire alle autorità che sei malato. E’ qualcosa a cui prestare attenzione".

In ogni caso domani l’Organizzazione mondiale della sanità pubblicherà la strategia aggiornata "per sostenere i Paesi" nelle loro decisioni sulla revoca delle restrizioni, una strategia che riassume "quello che abbiamo imparato e come procedere". Strategia che terrà conto di "sei criteri: la trasmissione del virus deve essere controllata, i sistemi sanitari devono essere in grado di rilevare, testare, isolare e trattare ogni caso di Covis19 e tracciare ogni contatto, i rischi di diffusione dell’epidemia in strutture come le case di cura devono essere ridotti al minimo, devono essere adottate misure di prevenzione nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli altri posti dove devono recarsi le persone, bisogna essere in grado di gestire i casi importati, e serve piena consapevolezza da parte delle comunità nell’adeguarsi alle ’nuove norme’".

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Sono 20465 i morti in Italia nella crisi coronavirus. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 566 decessi, secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile. I guariti, in totale, sono 35435. I casi attualmente positivi sono 103616. In isolamento domiciliare 72333 persone, mentre 28023 sono ricoverate con sintomi (+176). I pazienti in terapia intensiva sono 3260: il numero continua a calare (-83).

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Sono 159.516 i casi totali di coronavirus in Italia, +3.153 rispetto a ieri. Sono stati 1.046.910 i tamponi effettuati. Oggi sono 1.224 i guariti che salgono a 35.435 in totale.

cms_17055/5.jpgBorrelli, dopo aver ricordato che "sono stati donati oltre 117 mln"e ne sono stati già spesi "quasi 25 mln per l’acquisto di ventilatori e dpi", ha fatto sapere - rispondendo a una domanda su un post di un medico, poi morto per coronavirus, che lamentava come a lui, a differenza di alcuni politici, non fosse stato fatto il tampone - che sui tamponi c’è stata "una difficoltà iniziale" ma i tamponi vengono fatti sulla base delle "regole dell’Oms" e non ci sono "corsie preferenziali: bisogna vedere caso per caso perché non sono stati fatti in certe occasioni, ma mi sento di escludere categorie di privilegiate". "I tamponi vengono fatti quando ce ne è bisogno, nel caso specifico non conosco la situazione", ha continuato Borrelli. fatti sulla base delle "regole dell’Oms" e non ci sono "corsie preferenziali: bisogna vedere caso per caso perché non sono stati fatti in certe occasioni, ma mi sento di escludere categorie di privilegiate".

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"I segnali sono positivi, ma siamo ancora in Fase 1", ha detto dal canto suo Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità. "Quello dei decessi è l’ultimo indicatore che vedremo deflettere", ha poi aggiunto, osservando - Riguardo ai nuovi casi - che "non siamo in Cina" e "c’è una tendenza ai contagi in famiglia". L’esperto ha però ricordato che in Italia non si è assistito a un vero e proprio picco e che "senza misure la curva avrebbe continuato a crescere". Insomma ora "gli indicatori sono positivi, ma serve cautela perché il virus circola.

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