QUANDO IL GIORNALISMO D’INCHIESTA FA MALE

Giletti fa visita a Napoli, dopo le numerose minacce

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La professione del giornalista, intesa nella sua vera essenza, rispecchia quelli che sono i fondamenti di una vera e propria vocazione. Pertanto, raccontare l’oggettività degli eventi non è mai semplice, soprattutto se ci si mette contro le alte sfere della criminalità organizzata. Massimo Giletti da anni si occupa di giornalismo di denuncia che tocca la pancia della gente, evidenziando in maniera concreta i lati oscuri del nostro Paese. Durante il lockdown, la sua trasmissione “Non è l’arena” ha sollevato molti dubbi circa la scarcerazione dei boss a causa del virus. La sua inchiesta ha smascherato diversi altarini, che vanno a decodificare un sistema che da troppi anni non si basa sulla meritocrazia. La vicenda del mancato incarico a Nino Di Matteo come capo del Dap ha messo alle strette il ministro della giustizia Alfonso Bonafede che, visibilmente contrariato, ha cercato in tutti i modi di uscirne illeso tirandosi fuori dalle polemiche.

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Come ben sappiamo, però, questo tipo di giornalismo fa terribilmente paura, perché scuote le coscienze, oltre ai poteri ‘occulti’ istituzionali e criminali. Nello specifico, le minacce nei suoi confronti non sono mancate da parte di quei boss che si sono sentiti attaccati. Spesso siamo spettatori increduli di un giornalismo di facciata, che segue prevalentemente il trend della forza politica del momento. Al di là degli scenari che si vanno a concretizzare, le minacce contro Giletti sono reali e mostrano tutta la difficoltà di fare informazione in Italia. Lui stesso, con animo incredulo, dichiara: “Non sono stato informato da nessuno”.

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Queste dichiarazioni lapidarie sono lo specchio dell’incongruenza italiana. Per questo il rovescio della medaglia è la solidarietà dei semplici cittadini. Infatti, in questi giorni, Giletti si è recato a Napoli per una visita di cortesia all’amico Enrico Schettino, per godersi un po’ di relax dopo gli ultimi giorni tribolanti. In compagnia del giornalista c’era anche l’assessore alla Cultura e al Turismo Alessandra Clemente, che ironizza sulla differenza tra nord e sud, affermando nello stesso tempo: “Napoli è una città aperta, accoglie tutti”. Tutti noi esprimiamo solidarietà al collega Giletti, con l’auspicio che nel più breve tempo possibile venga fatta chiarezza sull’entità e gravità delle minacce ricevute.

Giuseppe Capano

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