QUANDO L’ABITO FA SEMPRE PIU’ IL MONACO!

EUROVISION SONG CONTEST 2016

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Come ogni anno, sprofondata sul mio comodo divano, sabato scorso ero davanti alla tv, che finalmente dopo venticinque anni ha trasmesso in prima serata su rai uno la finale della sessantunesima edizione dell’Eurovision Song Contest, una sorta di grande Festival di Sanremo, che per la sesta volta si è svolto in Svezia e precisamente a Stoccolma in quanto il vincitore della scorsa edizione è stato il cantante svedese Mans Zelmerlow con la canzone dal titolo: Heroes e che in questa edizione è stato anche uno dei conduttori. L’Eurovision Song Contest è seguitissimo in tutta Europa e non solo, basti pensare all’Australia dove la manifestazione raggiunge gli ascolti più alti in assoluto e così per il secondo anno consecutivo ci sarà anche un cantante australiano a contendersi la vittoria. Purtroppo in Italia non è ancora così popolare, io invece lo adoro perché è forse l’unico evento nel quale è possibile osservare scenografie maestose e curatissime, di grande avanguardia e dal fortissimo impatto visivo. Ebbene mentre mi gustavo letteralmente con gli occhi e con le orecchie lo spettacolo ho notato che quasi tutti i tweet, provenienti da ogni parte del mondo, avevano un unico tema: gli outfit dei cantanti, ma soprattutto quello delle cantanti e così sono corsa a prendere il mio pc e ho cominciato a prendere appunti che poi sono diventati questo articolo “involontario” costringendomi a riflettere su quanta importanza ha oggi, nelle società di tutto il mondo, l’abito, l’immagine che trasmettiamo di noi attraverso il modo di vestite e di quanto sia fondamentale un outfit azzeccato o meno anche nelle situazioni in cui questo non dovrebbe essere la carta fondamentale.

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La cura dei dettagli e la scenografia di quest’edizione ha superato tutte le mie aspettative, impossibile dirvi quante luci hanno illuminato l’Ericsson Globe Arena di Stoccolma, è stato spettacolo mozzafiato, l’organizzazione non ha badato certo a spese, anche le canzoni sono state accompagnate da giochi di luci ed immagini davvero suggestive che hanno contribuito, non poco, a rendere “magica” la canzone. Parola chiave di quest’anno è stata una sola: ritmo, le esibizioni si susseguono senza inutili interruzioni, tutto è al servizio della musica, inaspettatamente ammetto che la televisione italiana avrebbe molto da imparare da quella svedese!

Come tutte le kermesse che si rispettino anche questa ha creato la sua buona dose di polemiche iniziando dalla Germania che ha ritirato il cantante, inizialmente prescelto: Xavier Naidoo per le sue note idee profondamente razziste, omofobe e di estrema destra e dal veto di portare sul palco bandiere che non rappresentassero stati ufficiali, ma dopo vibranti proteste il veto è stato revocato e nel Globe Arena di Stoccolma sono entrate anche vessilli in rappresentanza dei Paesi Baschi e del Galles. La star che tutti hanno atteso per l’intera serata, soprattutto le giovanissime, è stato Justin Timberlake che ha cantato, in anteprima mondiale, la sua nuova canzone dal titolo: Can’t stop the feeling.

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Iniziamo il mio resoconto della serata (esclusivamente inerente agli outfit dei cantanti e non certo alle loro performance canore) con i presentatori, il cantante Mans Zelmerlow, impeccabile nel suo smoking, ha affiancato Petra Mede, popolarissima conduttrice comica della tv svedese, che mi ha dato grandi soddisfazioni sfoggiando ben tre outfit in una sola serata! Scintillante e ben vestita.

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La medaglia d’oro per il miglior outfit, a mio modesto parere, va senza alcun dubbio, alla cantante della Repubblica Ceca che ha scelto di indossare un look total white composto da top strutturato con volant asimmetrico sul fondo ingentilito da una fluente gonna plissè, molto scenografica la sua originale collana, pochi elementi, ma di grande effetto.

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La medaglia d’argento va alla cantante austriaca che si è presentata sul palco con un bellissimo abito color salmone dalla gonna in tulle con drappeggi asimmetrico e un bellissimo corpetto ricamato, un outfit sofisticato da moderna principessa Sissi.

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La medaglia di bronzo spetta alla sensuale cantante maltese e al suo abito gioiello, forse un tantino esagerato il suo abissale spacco…e che dire della scollatura? I maligni hanno commentato che il suo abito mettesse in risalto la sua non splendida forma fisica, ma che ha catturato gli sguardi di tutti gli spettatori con il suo abito nero impreziosito dalle applicazioni color oro.

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Purtroppo la nostra Francesca Michielin continua a scegliere le jumpsuit per i suoi outfit, come abbiamo già visto a Sanremo, che non le donano particolarmente e anche questa volta non fa eccezione, del tutto fuori luogo poi la scelta di indossarla con una t-shirt bianca che ha dato subito un’aria sciatta all’intero outfit. La sua canzone si piazza al sedicesimo posto anche il tentativo di cantarla in lingua inglese (la lingua usata da quasi tutti i cantanti) è fallito.

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Ha vinto la canzone della cantante ucraina che per il suo outfit sembrava il clone di Elsa di Frozen, accontentando grandi e piccini, indecisa se indossare pantaloni o gonna ha indossato entrambi. La sua canzone, da semplice spettatrice, mi è piaciuta moltissimo, come la canzone del cantante francese e quella della cantante australiana anche se il suo outfit aveva un vago sentore di pacco regalo, troppo argento, troppo scintillio, ma la mia preferita in assoluto è stata la canzone del cantante russo, la scenografia che ha accompagnato la sua performance è stata spettacolare.

Ma si sa che l’Eurovision Song Contest è anche un palcoscenico in cui osare outfit non propriamente sobri e anche quest’anno non ha mancato di darci soddisfazioni in tal senso.

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Per la cantante croata infatti la parola sobrietà non è contemplata nel suo vocabolario visto che si è presentata sul palco con un vestito incomprensibile ad ogni canone della moda, in principio è stato una enorme mantella stile samurai di cui si libera quasi subito per lasciare spazio ad un abito di color argento stile sirena, ma guardando le maniche mi assale un dubbio: è una sirena o un uccello?

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Altro outfit improbabile è quello della cantante dell’Arzebaigian che allieta i miei occhi con una jumpsuit in tessuto metallico color oro che francamente mette in evidenza una silouette non proprio filiforme , ma gli eccessi degli anni ottanta non li avevamo definitivamente archiviati?

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Ma il look più surreale ce lo propone la giovane cantante tedesca che sembra uscita da un fumetto manga, una mise così non l’augurerei nemmeno alla mia peggior nemica. A sua parziale discolpa posso solo dire che l’abito era, per così dire, ecologico, creato con un tessuto derivato da materiali di riciclo. Per salvare l’ambiente bisogna uccidere lo stile?

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La cantante armena colta da ansia da prestazione e dall’indecisione sul proprio outfit (l’unica spiegazione che ho saputo darmi) è salita sul palco con un semplice body e un mantello a parziale discolpa del mancato vestito…cose che succedono!

Alla fine posso dire che è stata una kermesse godibile, con un ritmo sostenuto, con dei conduttori sobri e preparati che non hanno mai avuto smanie di autocelebrazione, scenografia e luci di qualità eccelsa e anche gli outfit, tutto sommato, sono stati meno terribili di quello che temevo. La vera vincitrice per eleganza per me è stata senz’altro la presentatrice, abiti da favola, ma al tempo stesso eleganti, azzeccare tre outfit su tre non è operazione semplice e lei ci è riuscita egregiamente.

T. Velvet

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