QUANDO LA BELLEZZA E’ UN PECCATO DA PUNIRE CON LA MORTE

IN IRAQ LE BELLE DONNE FANNO PAURA

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Lo scrittore russo Dostoevsskij scriveva che la bellezza salverà il mondo, ma sembra che in Iraq non siano dello stesso avviso, perché in questo paese è in atto una sistematica persecuzione del tutto ignorata dal resto del mondo di donne belle che sfidando gli integralisti. Donne che non hanno paura di mostrarsi, per strada e sui social, senza velo, truccate, con tatuaggi a vista, trendy nel vestire, comportamenti del tutto naturali per le loro coetanee in tutto il mondo, ma che in Iraq viene considerato blasfemo e provocatorio, dove essere star dei social, fare la modella o amare il fashion è un peccato da lavare con il sangue.

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L’ultima vittima è stata la ventiduenne Tara Fares già reginetta di bellezza e star del web con un profilo Instagram che contava quasi tre milioni di followers che amava, come tutte le donne del mondo, colorarsi i capelli, truccarsi, il fashion. Attraverso i suoi social spronava le donne ad essere libere e a coltivare i propri sogni senza aspettare che un uomo desse loro il permesso di essere felici. Tutto questo proselitismo verso l’occidentalizzazione delle donne le ha portato tanti odiatori che l’anno minacciata pesantemente di morte e che nascondendosi dietro un Dio e una religione stanno portando avanti una guerra contro le donne emancipate che lavorano soprattutto nel fashion system e nel beauty system e che fanno della loro immagine uno strumento di lavoro senza più nascondersi. Tara Fares è stata freddata da tre colpi di pistola che l’hanno raggiunta due al petto e uno alla testa nella città di Baghdad in pieno giorno mentre era alla guida della sua auto da un commando in motocicletta, dopo la sua morte rileggendo un suo post di pochi giorni prima dell’omicidio mette davvero i brividi: “non ho paura di coloro che non credono in Dio, ho paura di coloro che uccidono per dimostrare l’esistenza di Dio!”

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Perché Tara è stata uccisa? La risposta più convincente l’ha detta la giornalista Baria Alamudin (madre di Amal Clooney): “Tara è stata uccisa perché era una donna libera che amava l’innocente piacere tutto femminile della moda, del beauty e dello shopping”. Tara è stata uccisa per punire la sua ribellione e la sua sfrontata esibizione, dove in un paese conservatore come l’Iraq “osa” postare una foto a torso nudo, seppur di spalle, durante il mese del ramadan che le porterà una valanga di insulti e minacce di morte. Tara è stata solo l’ultima (solo in ordine di tempo perché ahimè non sarà l’ultima a cadere in nome della libertà) vittima di questo rancore cieco contro la bellezza in Iraq, prima di lei era toccato al chirurgo plastico e conduttrice televisiva Rafeel al-Yaseri, famosa, bella e palesemente anticonformista, torturata ed uccisa nel suo appartamento di Baghdad. Dopo solo una settimana è toccato a Rasha al-Hassan anche lei conduttrice televisiva e proprietaria di un beauty center sempre a Baghdad e solo pochi giorni prima dell’uccisione di Tara era toccato a Suad al-Ali fervente militante dei diritti delle donne e capofila della ribellione che le donne irachene di Bassora stanno portando avanti con ripercussioni in tutto l’Iraq. Forse dopo Tara sarebbe toccato all’ex Miss Iraq, Shimaa Qasim che dopo aver preso sul serio le numerose minacce di morte ricevute sui social, dove la più “innocente” recitava così: “tu sarai la prossima” ha deciso di lasciare immediatamente il paese. Le poche notizie che filtrano dall’Iraq evidenziano come tutti questi omicidi siano da imputare ad un unico squadrone della morte deciso ad assassinare qualsiasi forma di bellezza e le portatrici primarie di essa, le donne. Tutte queste donne sono state giudicate “colpevoli” per aver avuto uno stile di vita libero ed emancipato, di aver gridato forte e chiaro contro tutti gli integralismi, di aver avuto una passione per la bellezza e il fashion che sono costati, a tutte loro, un prezzo altissimo, la vita. “Chiunque trovi scuse per chi uccide una ragazza solo perché ha deciso di vivere come la maggior parte delle ragazze del pianeta è complice del suo omicidio!” Questo è quanto ha dichiarato il comico iracheno, Ahmad al-Basheer dalla Gemania dove vive per sfuggire agli integralisti subito dopo la morte di Tara, in questo momento un pezzo di mondo sta cercando con tutti i mezzi di mettere a tacere per sempre la bellezza, perché la bellezza fa paura, perché Dostoevsskij aveva ragione la bellezza salverà il mondo anche dagli integralisti più feroci.

Teresa Zagaria

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