QUANDO MANCANO TUTELE PER COLORO CHE TUTELANO

Tante le divise in Italia che, nonostante l’assenza di mezzi e protezioni di legge, continuano a prendersi cura della collettività

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Recentemente a Roma il Corpo della Polizia Locale ha ricevuto parole di compiacimento da parte della sindaca Virginia Raggi, per l’eccellente lavoro svolto. Il Comandante del Corpo, dott. Diego Porta, pur gradendo l’attestato di stima, ha tenuto a precisare quanto il Corpo sia sottodimensionato rispetto sia ai compiti sia al territorio, soffermandosi inoltre sulla mancanza di tutela per gli agenti, dovuta alla cancellazione dell’equo indennizzo, riservato a tutte le altre forze di polizia, effettuato nel 2011. Ed in effetti la situazione attuale in Italia è questa, le forze di polizia capillarmente presenti sul territorio, e cioè le polizie locali, agiscono senza godere di nessuna tutela. Ovviamente qualcuno dirà che si tratta di vigili, di ghisa, di pizzardoni, che al massimo si fa qualche multa, si prende un caffè al bar, e secondo una certa vulgata, l’unico rischio che si corre è quello di uno strappo, mentre si timbra il cartellino.

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In realtà, secondo le cronache, le cose stanno in maniera nettamente diversa, dato che proprio la Polizia Locale si occupa di quei fenomeni di cosiddetta microcriminalità, proprio in virtù del loro essere presenti, avvistabili, raggiungibili più facilmente. Ad esempio il 25 ottobre 2016 a Roma una pattuglia della Polizia Locale ha inseguito e fermato un tossicodipendente che aveva aggredito picchiato e minacciato con una siringa una ragazza in un parcheggio. Al seguito dell’arresto, avvenuto dopo una breve colluttazione, un agente è stato medicato, fortunatamente senza riportare traumi gravi e senza essere stato infettato, dato che il rapinatore è risultato affetto da epatite B. E se l’epilogo fosse stato diverso, se per caso avesse dovuto sottoporsi a cure mediche, assentarsi per infortunio, se avesse riportato un danno permanente, chi lo avrebbe risarcito? Ovviamente i casi di pericolo non sono limitati ad arresti in flagranza, basti pensare ai sequestri di merce contraffatta, ad una sanzione elevata ad una persona pericolosa. Sempre a Roma tempo addietro una persona fermata per un controllo staccò con un morso un dito a un funzionario della Polizia Locale. I soliti malpensanti troveranno mille motivi per non riconoscere questo stato di cose, altri diranno che se non ci sono tutele allora non si deve intervenire. Cosa questa destituito di fondamento, in quanto gli appartenenti al Corpo sono ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, pertanto al pari delle altre forze di polizia, hanno l’obbligo giuridico di intervenire.

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Io credo che in certe circostanze chi veste una divisa oppure svolge un certo compito, senta dentro di se un impulso morale che non tiene conto delle difficoltà personali, ma della problematica in atto. Penso anche agli infermieri e ai medici, che quando debbono trattare con soggetti particolari, ad esempio chi soffre di turbe psichiche, agiscono sempre e comunque. Al di là del l’obbligo comunque giuridico d’intervento.

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La tutela è uno scudo virtuale, ma anche un apprezzamento per il lavoro svolto, per lo sforzo fatto. Quando a Roma nel 2004 venne ucciso Luciano Liboni, il famigerato “Lupo” durante un conflitto a fuoco con i Carabinieri, furono due agenti motociclisti della Polizia Locale ad avvistarlo prima, segnalandone la persona alla loro centrale operativa e non perdendo il controllo visivo, fino al momento in cui intervennero le altre forze dell’ordine. A quel tempo, essendo il personale del Corpo privo dell’arma di ordinanza, data l’estrema pericolosità del ricercato, altro non avrebbero potuto fare.

cms_4829/foto_5.jpgNon si può comunque sempre fare affidamento sulla buona volontà, quando poi per un’azione meritoria viene messa in discussione la vita personale.Tutele. Ma di cosa si parla poi? Non si chiedono paracadute d’oro o benefit eccezionali, ma solamente un riconoscimento per il rischio possibile.Siamo sempre la Nazione delle leggi rimpallate, dello scaricabarile. Si fa presto a togliere e si fa fatica a dare. Se gli agenti di Polizia Locale tornassero a fare i “vigili”, se i medici richiedessero, ogni volta che capitano situazioni particolari, l’intervento delle forze dell’ordine, se chi non è tutelato puntasse i piedi e la penna in ogni circostanza a rischio, cosa accadrebbe?A pagare sarebbe la collettività… allora basta prendersela con la Polizia Locale che il suo lavoro, pur non avendo mezzi e adeguate protezioni, lo fa nonostante tutto. Nonostante la scarsa considerazione.

Paolo Varese

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