QUANDO USCIRÀ STARLINK DALLA BETA?

L’internet di Musk fa un passo avanti

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Si prospetta che nel prossimo biennio la domanda di internet a banda larga crescerà del 24% e, senza nuove forme di connessione, non potrà essere esaudita. Tenendo conto di questo dato, un utente su Twitter chiede delucidazioni a Elon Musk in merito alla data di uscita della fase beta, e successiva commercializzazione, del progetto “Starlink” della sua SpaceX. Esso era stato annunciato come un servizio di Internet satellitare che dovrebbe consentire una connessione ad alta velocità senza passare per infrastrutture terrestri e anche in aree più remote della Terra. La risposta di Musk non ha tardato ad arrivare, chiarendo il tutto con un conciso ma esplicativo messaggio: “il mese prossimo”.

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Starlink prometterebbe di offrire ad aziende e professionisti una velocità che oscilla tra 50 e 150 Mbps, con una latenza (ovvero l’intervallo di tempo che intercorre tra l’invio del segnale e la sua ricezione) tra 20 e 40 millisecondi. Di conseguenza rappresenterebbe un elemento essenziale per mercati delicati come la telemedicina e la guida autonoma. Il servizio Starlink sarebbe subito disponibile in anche in Italia con una velocità inferiore a quella della fibra ottica, ma riuscendo a coprire egregiamente aree rurali o non raggiunte dalle normali reti. I prezzi iniziali sembrerebbero un po’ proibitivi, dato che si parla di 499 euro per il kit e un canone mensile di 90 euro, che ne giustificherebbero l’acquisto solo per chi vive in zone non raggiunte da servizi alternativi.

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Musk può inoltre contare sui nuovi satelliti che SpaceX sta sparando in orbita, capaci di dialogare fra di loro attraverso degli speciali segnali laser, il cosiddetto sistema crosslinking, riducendo così la dipendenza di Starlink dalle stazioni a terra e migliorandone le prestazioni. Ma competere con il servizio proposto da Musk troviamo inoltre Jeff Besoz, Ceo di Amazon, che con il suo progetto “Kuiper” vuole portare in orbita 3.236 satelliti con razzi Atlas V. Infine, Besoz avrebbe già comprato una divisione del gruppo Facebook aperta da Mark Zuckerberg con l’ambizione di offrire la rete alle zone rurali di paesi come Africa e India.

Francesco Maria Tiberio

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