Quelle case sicure!

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Un balcone di una palazzina appartenente al progetto C.A.S.E. (acronimo per case antisismiche, sostenibili, ecocompatibili), lanciato nel 2009 per dare una casa sicura agli abitanti dell’Aquila rimasti senza dopo il terremoto del 6 aprile, è improvvisamente e incredibilmente crollato… si,crollato!.

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Il gruppo di palazzine a cui appartiene quella da cui si è staccato il balcone è un lascito della protezione civile allorquando era guidata da Guido Bertolaso. Le 4.500 unità abitative costarono circa 2.800 euro al metro quadro e furono realizzate attraverso un bando coperto da un finanziamento dell’Unione Europea di circa 500 milioni di euro (mezzo miliardo!).

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Proprio una di queste abitazioni, situata nell’insediamento di Cese di Preturo, il 2 settembre u.s. ha visto staccarsi improvvisamente il balcone, che è precipitato su quello di sotto. «Siamo vivi per puro miracolo», ha scritto la proprietaria Luciana Leonardis sulla sua pagina Facebook: «Sembrava un crollo da terremoto, poteva finire in tragedia, il mio Papà poco prima del crollo era stato sul balcone per innaffiare le piante».

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Le abitazioni del progetto, distribuite in un arco di 20 chilometri di distanza dalla città dell’Aquila, sono dislocate in 19 insediamenti (sui quali diede indicazioni progettuali l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in qualità di esperto palazzinaro) e il Comune dell’Aquila le ha acquisite dalla Protezione Civile nonostante le criticità e gli enormi costi di gestione. Il costo è di ben nove milioni di euro l’anno solo di manutenzione ordinaria.

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La “criticità” più nota è quella degli isolatori antisismici, cilindri messi sotto le case per rafforzare l’effetto antisismico. Di questi cilindri è nota la questione legata a molti difetti. Un’inchiesta portò alla condanna per frode di tal Mario Dolce (già condannato a sette anni in primo grado nel processo Grandi Rischi), a quei tempi responsabile del procedimento di realizzazione del progetto.

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L’episodio del 2 settembre, che si aggiunge ad altri già documentati (dalle caldaie non a norma ai pezzi di tetto volati via per il vento), riporta d’attualità la questione di base: quelle case nate per salvare vite umane, nell’eventualità di un terremoto, rispettando il massimo della sicurezza … non sono affatto sicure!.

Francesco Mavelli

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