RAGAZZI CHIMICI CONFESSIONI DI CHEMSEX - EDIZIONI ENSEMBLE

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Scritto da Angela Infante counselor ed educatrice per persone sieropositive presso il Policlinico Tor Vergata di Roma e da Andrea Mauri archivista a Rai Teche.

cms_23995/1.jpgPostfazione di Filippo Maria Nimbi insegna Psicopatologia del comportamento sessuale presso l’Università “La Sapienza” e collabora con l’Istituto di Sessuologia clinica. E’ autore di numerosi articoli scientifici in psicologia clinica e sessuologia in ambito nazionale e internazionale.
Il suo intervento serve a dare una spiegazione scientifica di cosa sia il chemsex.

I ragazzi chimici prendono cocaina basata, mephedrone , chrystal, si fanno di ecstasy, di Ketamina, di viagra per fare sesso con altri ragazzi chimici.
Il chemsex è arrivato nel Belpaese e i pusher italiani si sono subito attrezzati con droghe che aiutano i ragazzi chimici ad andare avanti tutta la notte. Con una prosa asciutta e un linguaggio iperrealista, la counselor Angela Infante e lo scrittore Andrea Mauri raccontano le confessioni di chemsex di dieci ragazzi chimici italiani.

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Come siete riusciti a scegliere dieci persone da intervistare?

Andrea: L’idea è stata accolta da tantissime persone che hanno risposto. Abbiamo fatto la selezione dei racconti e abbiamo deciso di pubblicarne dieci perché era un esperimento e dovevamo trovare un editore che avesse il coraggio di pubblicare un tema di cui si comincia a parlare e quindi l’inevitabile è accaduto.

Il libro è uscito a fine gennaio 2021 e cavalca molto bene. Al Salone del libro di Torino è andata molto bene.

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Tutta la prima parte l’abbiamo fatta con presentazioni on line e solo poco più di un mese fa abbiamo iniziato a fare quelle in presenza ed ha ancora un buon pubblico.

Come avete vissuto il lockdown, insieme o separati?

Separati ma è capitato un paio di volte che per fare delle presentazioni, ci siamo visti per questioni tecnologiche perché serviva stare vicini allo stesso telefono per rispondere alle domande per l’intervista.

Chi è Anonimo veneziano il protagonista del tuo racconto?

Angela Infante: E’ una persona che ho incontrato per caso e con molta delicatezza mi ha raccontato della sua sieropositività Questo non è un libro che può dire a qualcuno cosa deve fare, cosa è buono e cosa è cattivo. Lungi da me perché non è il mio stile. E’ solo una persona che mi ha regalato la sua storia. E’ anche per questo che ho messo la gondola sul viso. Sono stati così felici di esporsi e non è mai facile.

Cosa è cambiato da quando è emerso il chemsex?

E’ un fenomeno che stiamo vivendo,
l’abbiamo un po’ subito, abbiamo più servizi che sono in grado di accogliere questi ragazzi.
Un fenomeno lo studi, puoi trovare la chiave di lettura o quella di volta.

Non vi sarete innamorati ma collaborate ancora insieme…

Ne sarei felicissima perché Andrea è una persona delicata ma anche molto forte.
Andrea: Collaboreremo insieme perché inizierò per la prima volta l’esperienza di questo laboratorio “Teatro Chemsex” che Angela ha messo in piedi. Ci saranno degli incontri mensili in un certo senso anche se non direttamente sulla scrittura ma nel tema chemsex più ampio. Se capiterà la scrittura ben volentieri ci saranno altri progetti.

Elisabetta Ruffolo

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