REFERENDUM IN SCOZIA: VINCE IL NO

cameron-clegg-miliband-640.jpg

La Scozia ha deciso per il no all’indipendenza e resta nel Regno Unito. Nel referendum di giovedì 18 settembre, gli scozzesi si sono schierati per il 55% con il NO e per il 45% con il SÌ. L’affluenza è stata un record assoluto: nei seggi infatti si è recato quasi l’85% degli aventi diritto per decidere le sorti di quel matrimonio con Inghilterra e Galles che dura da ben 307 anni.

cms_1197/e9f184d2e55d1a24600f6a7067003e7f_r620x412.jpeg

Glasgow, la città scozzese più popolosa, ha scelto i separatisti, ma Edimburgo, l’Aberdeenshire, le Highlands, il Galloway, le isole Ebridi hanno deciso che è più saggia la decisione di mantenere il matrimonio plurisecolare con Londra. Ed è stato proprio il risultato di Edimburgo, la città che sarebbe diventata la capitale del nuovo Stato, a dire come stanno ormai le cose: gli unionisti hanno raggiunto il 61%, mentre i separatisti si sono fermati al 39%.

cms_1197/scozia-sì-640.jpg

I SÌ, insomma, non sono bastati. Sono stati solo 1.617.989, mentre i NO sono stati 2.001.926. Le 383.937 schede di differenza hanno deciso che la Scozia non sarà un Paese indipendente e che la Gran Bretagna, nonostante Londra abbia sudato freddo per settimane, nonostante i maggiori poteri che dovrà concedere agli scozzesi, è riuscita a respingere il pericolo secessione con tutte le conseguenze che questa avrebbe comportato.

cms_1197/19231878.jpg

E se al premier scozzese Alex Salmond non resta che ammettere la sconfitta, al premier britannico David Cameron non si può non richiedere a gran voce il rispetto delle promesse fatte agli scozzesi. Pronto è stato il commento di Cameron dopo il risultato del voto, - “Credo moltissimo nel Regno unito e voglio che resti tale, ma sono anche un democratico e credo sia fondamentale rispettare la voce del popolo scozzese. Pertanto, lavoreremo insieme alla devolution. I partiti sono pronti a lavorare insieme al Parlamento scozzese.” - preannunciando così una “devolution” di poteri a favore non solo della Scozia, ma anche del Galles e dell’Irlanda del Nord.

cms_1197/caramelle1.jpg

Forse la vittoria dei SÌ in Scozia ha scoraggiato molte altre tentazioni secessioniste? Forse. O forse no. Già, perché mentre la Scozia votava per l’indipendenza, molte altre regioni europee, come la Bretagna, la Galizia, la Baviera tedesca si sono fatte tentare dalla prospettiva della secessione. Anche in Casa Nostra, il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, ha puntato molto sul contagio del virus indipendentista in Europa per sostenere l’indipendenza di parte del settentrione d’Italia, in primis del Veneto e della Lombardia. Consapevole della propria forte economia - come rileva la Camera di commercio di Monza e Brianza, con un valore di più di 30mila dollari, il PIL pro capite della Scozia è inferiore a quello lombardo (oltre 35mila dollari). La Lombardia supera la Scozia anche in termini di imprese: 100mila unità locali attive nella manifattura contro le 8.700 scozzesi. - sarà forse la volta della nostra Lombardia? O forse del Veneto? O forse che la vittoria del SÌ in Scozia abbia fatto scampare il rischio di altre tentazioni secessioniste? Forse. O forse no. Secondo Salvini è solo questione di tempo.

Mary Divella

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


News by ADNkronos


Salute by ADNkronos