RICOSTRUIRE LA PACE

La bellezza di essere comunità

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Il primo Angelus del 2022 è dedicato esclusivamente al tema della pace, in un periodo storico che la vede fortemente messa a repentaglio. Il clima è teso in tutto il mondo e, complice la pandemia, gli scontri disseminati in ogni continente non accennano a spegnersi, anzi l’avidità e l’ostilità dell’uomo sembrano moltiplicarsi giorno per giorno.

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Nella festa di Maria Madre di Dio, il Papa sa bene che è tempo di dar vita a una svolta sotto tutti i punti di vista, dimostrando finalmente di essere una comunità unita e produttiva. Il problema di fondo non sono i buoni propositi, ma la volontà nell’attuare concretamente questa idea. Bergoglio parla di “artigiani di fraternità”, ma la realtà è ben diversa da come se la immagina. I conflitti si consumano su ampia scala e non sono più circoscritti alla sfera religiosa, estendendosi all’intero mondo sociale. L’allarme nasce proprio dalla società, che sembra ormai mal digerire il mondo che la circonda. Troppi scontri tra fratelli per svariate questioni, troppi interessi personali che prevaricano sul benessere della collettività: è per questo che ci scopriamo sempre più divisi, senza riuscire a capirne realmente il perché. Proprio l’incertezza che deriva da questi giorni difficili ci proietta in un oblio senza via di uscita. Il popolo ha sopportato tanto, ma adesso sembra non poter tollerare più nulla, amplificando all’ennesima potenza ogni minimo disagio e dissapore.

In virtù di questo declino della fratellanza, Francesco punta a riunire il tessuto sociale toccando le corde giuste, come quella che ha a che fare con i conflitti mondiali: “In un mondo lacerato da guerra e violenza, dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare per la pace”. Un messaggio molto forte, che vede coinvolti non solo i fedeli ma anche tutti i leader mondiali, mossi evidentemente più dai propri interessi personali che da quelli dei più deboli.

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Centralità (non marginale) anche alla figura della donna, che con il fulgido esempio di Maria mette in luce la capacità di andare oltre ogni ostacolo. Infatti, il pensiero di Francesco è rivolto a tutte le mamme del mondo, costrette talvolta a vivere in condizioni indecorose: “Guardando a Maria con in braccio suo figlio, penso alle tante giovani madri e ai loro bambini in fuga da guerre e carestie”.

Ogni istante dell’anno appena trascorso dovrebbe farci riflettere; purtroppo, però, la frenesia che domina le nostre esistenze ci limita, rendendoci incapaci di voltare lo sguardo. Senza fraternità non faremo molta strada, rischiando di inciampare nel nostro stesso ego.

Giuseppe Capano

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