RIFLESSIONE PER L’ IMMIGRATO ANCHE SULL’ONDA DELL’ ITALIA IN MUSICA

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Se, per un immigrato, il processo di integrazione poggia, soprattutto, sull’essere messo in grado di recepire il più possibile della cultura del popolo ospitante; un significativo esempio è stato dato dallo stesso FESTIVAL di SANREMO 2016. Infatti, quale nostro emblema di comunicazione in quell’universale linguaggio musicale che lo straordinario musicista-compositore Ezio Bosso ha indicato come modo di stare insieme e liberarsi da pregiudizi paure e dolore, il Festival non ha lesinato sensibili note di riflessione cui proprio l’immigrato può essere stato indotto; innanzitutto, dall’onda di partecipata commozione al suo destino, messaggio esplicito in tanti riferimenti che hanno raggiunto l’apice nel BLU’ di Irene Fornaciari e nel toccante testo poetico “AL MARE SI GIOCA” recitato con la sensibilità e la maestria dell’attore-scrittore Bruno Frassica.

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Altresì, è stata recepita la delineata speranza di potersi sentire “semplicemente” uniti “senza separazione” dettata dall’odio; magari, in vista del potersi innamorare proprio della Terra cui si sia andati incontro a nuova vita; pur nella consapevolezza che la sventurata Terra di origine da cui si sia dovuti andar via, al pari del primo amore non si potrà scordare; tanto traendosi persino dall’univoco tendere degli stessi titoli delle canzoni che, in veste di immigrato, si è voluto evidenziare completandone la “messa insieme” con il collegamento che segue:

“Piuttosto che aspettare IL DILUVIO UNIVERSALE come nuovo lavacro di tutto quanto il nostro male; è tempo di comprendere che VINCERE L’ODIO è vita perchè tutti NOI SIAMO INFINITO, SEMPLICEMENTE immessi in CIELI IMMENSI con NESSUN GRADO DI SEPARAZIONE.

Perciò, GUARDANDO IL CIELO natio e INFINITE VOLTE chiedendomi, DI ME E DI TE mia Terra avita, COSA RESTERA’ se non soltanto SOGNI E NOSTALGIA che, nel mio essere INTROVERSO, sperimento ogni volta QUANDO SONO LONTANO; tuttavia, sento che ORA O MAI PIU’ LE COSE CAMBIANO per me; solo VIA DA QUI e oltre la distesa BLU’ del mare, la mia vita può rivelarsi ancora colma di riserve come LA BORSA DI UNA DONNA; mostrando che, anche su di me, una manna ristoratrice FINALMENTE PIOVE.

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Allora, fratello migrante così sfuggente e disperato MENTRE TI PARLO, WAKE UP a nuova vita e AMEN!!! Anche se, con un residuato MEZZO RESPIRO oggi cerchi di sopravvivere, mentre il tuo disilluso grido è solo: “ODIO LE FAVOLE!!!” , nel timore di avere sperato invano che sentire dire “NEGRA” non sia dileggio; DIMENTICA perchè RINASCERAI e, domani, potrai sentirti grato alla Terra che ti accoglie mentre, di quella natale che come me hai dovuto lasciare, UN GIORNO MI DIRAI soltanto che, come dico anch’io, IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI".

Rosa Cavallo

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