RILEGGENDO POESIA: NANNI BALESTRINI

Da Blackout e altro 43: sugli spalti...

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cms_24060/poesia.jpgInediti di Nanni Balestrini (Estremi Rimedi) apparvero nel settembre 1995, n.87. “Nato a Milano nel 1935 (e morto a Roma nel 2019, NdA).

Le sue opere principali di poesia sono: Come si agisce (Feltrinelli, 1963), Ma noi facciamone un’altra (Feltrinelli, 1966), Poesie pratiche (antologia 1954-1969, Einaudi, 1976), Le ballate della signorina Richmond (Coop. Scrittori, 1977), Blackout (DeriveApprodi, 2009), Apocalisse (Scheiwiller, 1986), Il ritorno della signorina Richmond (Becco giallo, 1987), Osservazioni sul volo degli uccelli, poesie 1954-56 (Scheiwiller, 1988), Il pubblico del labirinto (Scheiwiller, 1992).” L’opera di Nanni Balestrini va ovviamente integrata, essendo l’autore scomparso da pochi anni. “Estremi rimedi (Manni, 1995), Le avventure complete della signorina Richmond (Testo&Immagine, 1999), Elettra (Luca Sossella, 2001), Tutto in una volta, antologia 1954-2003 (Edizioni del Leone, 2003), Sfinimondo (Bibliopolis, 2003), Sconnessioni (Fermenti, 2008), Blackout e altro (Deriveapprodi, 2009), Lo sventramento della storia (Polìmata, 2009). Fu esponente di rilievo della neoavanguardia (gruppo dei poeti "Novissimi"; "Gruppo 63") distintosi per uno sperimentalismo spinto fino all’adozione di tecniche sempre riconducibili al collage e a una diffusa intuizione circa l’incidenza del caso sul fare poetico. Con lo stesso spirito, Balestrini è stato animatore culturale, curatore di antologie, portavoce del dissenso politico. Cosa fu esattamente la neoavanguardia e, in particolare, il gruppo ’63? Fu nel campo letterario il riflesso più vistoso del generale impulso alla modernizzazione che investì la cultura italiana nella seconda metà degli anni ‘50. Tale impulso, favorendo l’incontro con nuove discipline e indirizzi di pensiero (sociologia, antropologia, linguistica, psicanalisi, fenomenologia), si tradusse in un consistente aggiornamento scientifico nel lavoro dei critici, cui corrispose, da parte di molti scrittori, il rifiuto della letteratura allora in auge (e in particolare di autori come G. Bassani, C. Cassola, G. Tomasi di Lampedusa, ma anche A. Moravia e P.P. Pasolini), accusata di tradizionalismo provinciale, concessioni all’intrattenimento e disimpegno intellettuale.

(da https://www.treccani.it/enciclopedia/neoavanguardia/).

Il principale luogo di elaborazione di tali idee fu la rivista Il Verri, fondata nel 1956 da L. Anceschi (ma importanti contributi vennero anche dalle pagine di Menabò; e, in seguito, al movimento si affiancarono riviste come Malebolge, 1963-67, Il Marcatré, 1963-72, Grammatica, 1964); la prima significativa manifestazione della neoavanguardia fu la pubblicazione, a cura di A. Giuliani, dell’antologia I novissimi. Poesie per gli anni ’60(1961; nuova ed. 1965), che raccoglieva poesie di E. Pagliarani, dello stesso Giuliani, di E. Sanguineti, N. Balestrini, A. Porta. Seguì un convegno a Palermo nell’ottobre 1963, in occasione del quale si costituì il Gruppo 63, cui parteciparono, oltre ai citati, A. Arbasino, G. Dorfles, U. Eco, A. Guglielmi, F. Leonetti, L. Malerba, G. Manganelli, R. Barilli e altri. Con l’autunno caldo, la contestazione studentesca, le proteste operaie, vennero al pettine un po’ di nodi. In quel clima vennero a scontrarsi le ragioni di un impegno sia pure radicale, ma circoscritto allo specifico letterario, e quelle di un impegno più esplicitamente rivoluzionario anche sul versante politico. Come poteva essere diversamente?

cms_24060/Nanni_Balestrini_.jpgNon dimentichiamo, scorrendo un po’ di note biografiche, che Balestrini, nel 1979, a seguito dell’ondata di arresti che portarono al discusso "processo 7 aprile" a carico dei presunti capi delle organizzazioni sovversive, evitò il carcere rifugiandosi in Francia. In ogni caso poesie, romanzi, racconti, saggi sono lì a dimostrare la statura e l’opera di questo autore. Il Gruppo 63 ebbe il merito di proporre e tentare un rinnovamento nel panorama piuttosto chiuso della letteratura italiana, ma il suo distacco dal sentire comune e la complessità dei codici di comunicazione ne fecero un movimento elitario, accusato di cerebralismo. Inoltre, alcune accuse contro i "conservatori" della letteratura, poi con il tempo riconsiderate, furono amplificate dai giornali e dagli stessi avversari. Balestrini stesso in un’intervista affermò: “C’ erano più divergenze al nostro interno che con coloro che contestavamo. Ma ci teneva legati una moralità di fondo. Non eravamo competitivi, o almeno non lo eravamo quanto l’ editoria rende oggi competitivi gli scrittori.”

L’intervista è interessante: ecco il link per la lettura integrale: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/06/05/era-una-volta-il-gruppo-63.html).

sugli spalti si accendono migliaia di fiammelle
tutti ti guardano tutti guardano tutti
la sua musica la sentivamo come nostra una rottura delle regole del gioco
ma forse si rompeva già prima all’interno di ciascuno
la sua voce irriducibile come la tua alla rassegnazione per tutto ciò che di disumano ti circonda
passando tra i corpi inquieti percorrendo quasi di corsa tutto lo spazio tornando indietro
se una nuova vocalità può esistere deve essere vissuta da tutti e non da uno solo
con tanta rabbia
dentro di me sale la rabbia sorda che mi hai svegliato tu un mondo che non ho
alzandomi in piedi mi raggiungevano folate di vento e di musica che sembravano arrivare direttamente dal centro del cielo
noi inadeguati senza armi senza trappole con le candeline accese
ora si sta avvicinando un gran temporale lampi all’orizzonte sul mare e sulla linea del bosco

Raffaele Floris

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