RILEGGENDO POESIA – CATERINA BIGAZZI

Vince chi piega la luce

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cms_27536/poesia.jpg“Caterina Bigazzi è una giovane fiorentina,” affermava Roberto Carifi nella sua rubrica Per competenza, “. (settembre 2003/n. 175), è del ’75, al suo primo libro di poesie con Servono mani alle cose vive (Prometheus), una raccolta di sicuro valore, più che una promessa.

Scrive nella prefazione Giorgio Poli: È un esordio che stupisce per la sua sorprendente maturità. Elaborando una densa sostanza memoriale, affettiva, esistenziale, la sua poesia ha il peso, il nerbo e la consistenza dell’esperìto, ma anche quella speciale leggerezza che è propria dell’immaginario o del sognato. Sono d’accordo,” proseguiva Carifi, “sono anch’io convinto che si tratti di una poesia matura, anche se ogni volta che utilizzo questo aggettivo mi preme ricordare che la maturità in poesia obbedisce a regole che non sono le stesse della normale evoluzione. Caterina Bigazzi è poeticamente matura perché possiede un ricco mondo interiore insieme a parole quasi sempre adeguate a farlo parlare.”

Non ci resta quindi che verificare qual è stato, da allora, il percorso dell’autrice fiorentina: se insomma ha fatto parlare di sé. Premettiamo che ha pubblicato, sinora, poche raccolte – ne parla abbastanza diffusamente il sito https://www.massodellefate.it/autore.php?IDAutore=196 – il che significa, probabilmente, che Caterina Bigazzi non ha l’ansia di pubblicare frequentemente a tutti i costi: ogni autore ha i suoi tempi, le sue personali risonanze interiori, un mondo proprio che gli (le) parla dentro; non tutti, per fortuna, “sfornano” libri come fossero sfilatini.

cms_27536/2CATERINA_BIGAZZI.jpgCaterina Bigazzi è nata a Firenze il 12 aprile 1975, laureata in Lettere, dal 2000 lavora come redattrice editoriale. Ha pubblicato due sillogi poetiche: Servono mani alle cose vive (Prometheus editore, 2003) e Tempeste (Quaderni dell’Ortica, 2012) ed è autrice delle raccolte Vince chi piega la luce e Concerto terrestre.

Nel 2004 è stata tra i dieci giovani poeti selezionati per l’antologia Nodo sottile IV (Crocetti editore), nel 2006 ha curato l’antologia poetica ScriVere X ScriVersi (femminile, trasversale) per le edizioni Masso Delle Fate, l’anno successivo alcuni suoi componimenti tratti da L’impari lotta dell’angelo (2007) sono stati pubblicati sulla Rivista di Poesia Comparata “Semicerchio”; con altri testi è presente in varie antologie e siti internet. Scrive anche racconti brevi e favole per i due figli, Eleonora e Leonardo. Alcuni dei premi letterari vinti: il Premio Città di Rimini (2004) con la minisilloge poetica Le complici stagioni, il Premio di poesia Città di Quarrata (2008), il Premio Città di Forlì (nel 2008 per la traduzione poetica e nel 2011 per la poesia inedita).
È stata finalista al Premio di narrativa Arturo Loria nel 2011 e al Premio Poesie di Strada nel 2011 e 2013. Partecipa a reading di poesia e prosa e a corsi di scrittura creativa.

cms_27536/3.jpgSegnaliamo intanto che avere un riconoscimento al Premio di poesia Città di Quarrata non è per tutti e non è cosa di tutti i giorni. Inoltre Tempeste è una silloge poetica pubblicata quale premio per l’opera vincitrice nella sezione riservata alla poesia inedita, VIII Edizione del Concorso Letterario Nazionale Città di Forlì, con la seguente motivazione: “La giuria ha deciso di indicare come vincitrice questa poetessa per la originalità della impostazione della scrittura con tre brani che quasi potrebbero essere aspetti diversi di uno stesso componimento. Le invocazioni e le immagini sono intense e palpabili così come i sentimenti forti a cui rimandano.” “Caterina Bigazzi, è di una lucidità critica, di una chiarezza discorsiva così ricca e piena di vita che non ha proprio nulla da invidiare ai “grandi” del passato.” (Luciana Foglietta). Collaborando con la rivista Semicerchio, non è infrequente possa ricevere missive come questa: “Gentile signora, le sarei grato se volesse concedermi un (qualsiasi) giudizio sul mio dattiloscritto che mi informano lei abbia recentemente letto. Congratulandomi per le sue poesie, la saluto cordialmente”. Non la invidiamo!

Vince chi piega la luce
da farne origami;
e lo ammiri: si può.
Carta, quei fiori carnivori
diretti da dita veloci
e dimentico che s’aprono
a rischio di scelta...

Raffaele Floris

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