RILEGGENDO POESIA – BARTOLO CATTAFI

" Niente "

1613099553Bartolo_Cattafi_03_SPAZIO_LETTERARIO.jpg

cms_20940/1v.jpg“Il 13 marzo 1979 è morto nella clinica “La Madonnina” di Milano Bartolo Cattafi.

Per il decennale è in preparazione presso Mondadori un volume antologico curato da Enzo Leotta e Giovanni Raboni.

Ricordiamo Cattafi con alcune delle sue poesie…” (n. 14 del Mensile di cultura poetica POESIA).

Oggi possiamo conoscere la biografia e le opere di questo autore grazie al sito www.bartolocattafi.it, curato dalla figlia Elisabetta.

Cattafi è il poeta del vuoto e della solitudine, capace di delineare il bilancio di una generazione che ha vissuto l’adolescenza e la giovinezza durante il Fascismo, ha sperimentato l’orrore della guerra alla stregua “di chi viene dopo il diluvio” (G. Amoruso).

cms_20940/2v.jpgBartolomeo Cattafi (Bartolo, 1922-1979) nasce a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, da una famiglia di professionisti e proprietari terrieri. Grazie allo zio Enrico, Cattafi frequenta la casa del futurista siciliano Guglielmo Jannelli. Nel 1940 Cattafi si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Messina, ma deve interrompere gli studi perché chiamato alle armi. L’esperienza militare si conclude ben presto per il suo crollo psicofisico. Rientrato a Barcellona, il poeta porta a termine gli studi universitari nel 1944, non praticando mai la professione forense. Si dedica invece a intense letture: storia, filosofia, letteratura, teatro e cinema. Una cospicua serie di suoi articoli appare in quegli anni sulla stampa locale. Dal 1947 Cattafi cerca di inserirsi nel mondo del lavoro a Milano, ma con scarso successo. Per alcuni anni svolge saltuaria attività di giornalista e pubblicitario, interrotta da frequenti viaggi in Europa e in Africa settentrionale. Nel capoluogo lombardo Cattafi entra in contatto con intellettuali e poeti quali Giovanni Raboni, Vittorio Sereni, Vanni Scheiwiller e Sergio Solmi. Le poesie di Cattafi escono inzialmente su riviste e antologie. Nel 1951 è pubblicata a Milano, per le Edizioni della Meridiana, la prima raccolta di versi del poeta, Nel centro della mano; segue nel 1955, Partenza da Greenwich, curata personalmente da Sereni. Una selezione tratta da queste due prime raccolte, intitolata Le mosche del meriggio, farà ottenere al poeta il premio Cittadella nel 1959. Nel frattempo Cattafi è inserito in importanti antologie di poesia contemporanea. La produzione poetica prosegue, raggiungendo il suo apice nel 1964 con L’osso, l’anima, raccolta che chiude la prima parte della stagione creativa di Cattafi e ne sancisce la definitiva affermazione letteraria. Nel 1967 sposa Ada De Alessandri, in rito civile (il rito religioso sarà celebrato nel 1978, nel ’75 nasce la figlia Elisabetta). Il 1971 segna l’inizio della seconda fase creativa. Cattafi riprende definitivamente a scrivere. Sono gli anni in cui pubblica, assieme ad eleganti plaquette, le sue maggiori raccolte di versi, ottenendo costanti riconoscimenti letterari. Ricordiamo i titoli più importanti: L’aria secca del fuoco (1972); La discesa al trono (1975); Marzo e le sue idi (1977); L’allodola ottobrina (1979). Cattafi muore nel 1979 a Milano. Un cospicuo numero di poesie inedite, usciranno postume grazie alla dedizione di amici e sostenitori, tra i quali Raboni, Sereni, Scheiwiller, Luigi Baldacci e Silvio Ramat. Anche il sito https://www.pangea.news/bartolo-cattafi-poesie è pregevole: ne fa un bel ritratto, non agiografico. I nostri lettori potranno ulteriormente approfondire l’opera di un poeta che, nonostante i riconoscimenti ottenuti, fu – secondo alcuni – uno degli autori più (ingiustamente) sottovalutati del ‘900.

Niente

È questo che porti arrotolato con cura,

piegato in quattro,

alla rinfusa sgualcito,

spiegazzato

ficcato ovunque
negli angoli più oscuri.

Niente da dichiarare
niente
devi dire niente.

Il doganiere non ti capirebbe.

La memoria è sempre contrabbando.

Raffaele Floris

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