RILEGGENDO POESIA – ELIO PECORA

Sono venuti i giorni

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cms_22773/1.jpgIl n. 54 (settembre 1992/anno V) riservava agli Inediti di Elio Pecora (Recinto d’amore) ben cinque pagine. Visto il curriculum – allora già amplissimo – non possiamo che concordare con questa scelta. Elio Pecora è nato a Sant’Arsenio (Salerno) nel 1936, abita a Roma. Ha pubblicato raccolte di poesie, racconti, romanzi, saggi critici, testi per il teatro (nonché sei libri per l’infanzia, NdA). Dirige la rivista internazionale “Poeti e Poesia”. Ha collaborato per la critica letteraria a vari quotidiani e riviste e al primo, secondo e terzo programma RAI.

I suoi libri di poesia: La chiave di vetro, Cappelli 1970; Motivetto, Spada 1978; L’occhio corto, Studio S. 1985; Interludio, Empiria 1987 e 1990; Dediche e bagatelle, Rossi & Spera 1990; Poesie 1975-1995, Empiria 1997 e 1998; Per altre misure, San Marco dei Giustiniani 2001; La società dei poeti, ed.San Marco dei Giustiniani, 2001; Favole dal giardino, Empiria 2004; Nulla in questo restare, Il ramo d’oro 2004; L’albergo delle fiabe e altri versi, L’orecchio acerbo, 2007; Simmetrie , Mondadori Lo Specchio, 2007; La perdita e la salute, I quaderni di Orfeo, 2008; Tutto da ridere?, ed.Empiria 2010; Nel tempo della madre, ed. La vita felice 2011; In margine, ed. Oedipus 2011; Dodici poesie d’amore, Frullini editori 2012.
cms_22773/2_1628467156.jpgSue poesie sono apparse tradotte, fra altre lingue, in francese, inglese, rumeno, iugoslavo, arabo. Tre suoi libri di versi sono stati pubblicati in portoghese, in olandese e in inglese.
Ha curato fra altro: Sandro Penna, Confuso sogno, Garzanti 1981; Antologia della poesia del Novecento, ed. Newton Compton 1990; Ci sono ancora le lucciole, Crocetti 2003); La strada delle parole : poesie del Novecento per i bambini e i ragazzi delle scuole elementari, Mondadori 2003; I poeti e l’amore nel ‘900 italiano, ed. Pagine 2005.

Fra i premi ricevuti per la poesia: il Circe-Sabaudia, il Città di Salerno - Alfonso Gatto, il Matacotta, il Premio Dessì, il Calliope, il Premio Internazionale Le Muse, il Premio Venezia, il Premio Internazionale Mondello, il Premio Frascati, il Premio Il Fiore, il Premio Penne, il Premio Cesare De Lolli, il Premio Fontevivo, Il premio Tagliacozzo. (da: https://site.unibo.it/atlante-poeti/it/poeti-del-centro/elio-pecora).

Andrea Lucani ha osservato (dal suo sito: https://www.andrealucani.it/elio-pecora.html) che “le poesie di Elio Pecora sono svolte, aperture, passeggiate lungo boschi, prati, città affollate, dove porta a spasso la solitudine e il coraggio di questa modernità impaurita. La voglia di andare insieme ci coinvolge e ci fa sperare in quel mondo che il suo "occhio corto" riesce a intravedere. Eventi da poco. Notizie prossime, come cartoline di saluti, come telefonate frettolose. Spettacolini per gli intimi, giostre casalinghe. A volte, in poche righe, appare l’allegria, passa velata la morte. Una folla, in cammino verso il giorno o la notte, verso il ricordo o la dimenticanza, sosta dentro il presente.
Che vale di queste storie mentre il pianeta ruzzola e ruota, avanzano ghiacciai, si consumano stelle, il tempo cambia di numero, si perpetrano orrori, si assolvono speranze? Vengono certo da umori segreti, da attenzioni a minimi segni: passi brevi, desideri inseguiti, attese bestemmiate, rabberciate bellezze. Lacerti di un mondo spiato, intravisto da un occhio corto.”

Poeta conosciutissimo a Roma e non solo, di lui la critica contemporanea si è ampiamente occupata. Abbiamo tuttavia voluto, citando questi due blog, indirizzare i nostri lettori ad approfondimenti recenti, cui tutti possono accedere. Approfondimenti a portata di click. Che non mancano, per fortuna, alla poesia contemporanea, ma che non di rado possono essere mimetizzati tra la moltitudine di informazioni tipica del web, dove talvolta il lettore è chiamato a districarsi o a desistere. Ci auguriamo che, anche per mezzo di questa rubrica, una parte non piccola dei nostri lettori rinunci a desistere e continui a insistere.

Sono venuti i giorni

(da Poesie 1975-1995, Roma, Empiria 1997)

Sono venuti i giorni
della pioggia e del vento,
sui castagni matura
dentro il riccio la polpa,
recingono il mattino
agghiacciati velami,
il passero la sera
solo canta negli orti.

S’affacciano la notte
dalla porta socchiusa
nei sudati risvegli
le ombre che nominasti,
fuori fremono foglie,
si rispondono cani,
nel chiarore votivo
tornano niente i morti.

Raffaele Floris

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