RILEGGENDO POESIA – RICCARDO HELD

Tu trascurato senso…

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cms_20265/1.jpgIl primo numero del Mensile di cultura poetica POESIA (Edizioni Crocetti srl) uscì nei primi giorni di gennaio del 1988. Direttore responsabile era Patrizia Valduga (di cui abbiamo già parlato nella rubrica PROPOSTE DI LETTURA). Non erano poche, in quegli anni le testate che si occupavano di poesia, narrativa e critica letteraria: tra queste vogliamo citare Resine (una delle riviste più longeve della Liguria); Pianura (fondata nel 1975 da Sebastiano Vassalli, che l’ha diretta per il primo numero) e, tra gli altri, da Adriano Accattino, Giorgio Bàrberi Squarotti, Cesare Greppi, Beppe Mariano, Roberto Mussapi, Raffaele Perrotta); Anterem (fondata a Verona nel 1976 da Flavio Ermini e Silvano Martini, con la collaborazione di Giorgio Bellini e Franco Verdi).

Attualmente il direttore è Ermini, mentre la redazione è formata da poeti e saggisti quali Giorgio Bonacini, Laura Caccia, Davide Campi, Mara Cini, Marco Furia, Rosa Pierno e Ranieri Teti. Anterem è la voce “storica” di uno dei più prestigiosi concorsi letterari italiani: il Montano; Il Segnale (Milano); Gradiva, Versodove (Bologna) e, come dicevamo, molte altre.

cms_20265/2.jpgPOESIA aveva almeno due pregi: era mensile e si trovava facilmente in tutte le edicole. Vorremmo quindi proporre ai lettori RICCARDO HELD, in cui si raccontava – poco più che trentenne – nella rubrica L’AUTORITRATTO. “Ho cominciato a scrivere versi nei primi anni di Università a Venezia, dove sono nato nel 1954”; “scrivere era tentare di ricercare suoni che avevano un effetto rassicurante e in qualche modo sostitutivo di quanto non facevo per l’Università e per il lavoro”. Secondo Held la poesia dovrebbe essere “metodica”, ovverosia “avere la stessa implacabile sistematicità con cui il grande frullatore dei media si impegna a spianarci la mente”: il suo era un gran bel biglietto da visita! Ecco qualche cenno biografico più recente (https://www.notturnidiversi.it/riccardo-held): Riccardo Held (Venezia, 1954) è traduttore, poeta, consulente editoriale.

Ha tradotto Balzac, Hugo, Rilke e Benn, Rezvani e Gaston Salvatore. Sta preparando una traduzione di tutti i sonetti di Shakespeare. Ha curato Fedra di Racine, Ha partecipato nei Meridiani, alle edizioni di Thomas Mann, Goethe, Celan, Musil. Ha curato il volume dedicato alla poesia di Studi Novecenteschi. Ha vinto nel 1985 il premio Pasolini con il volume Per questa rilassata acida voglia (Guanda). Ha vinto nel 1996 il premio internazionale Eugenio Montale con il volume Il guizzo irriverente dell’azzurro (Marsilio). È stato finalista premio Viareggio e premio Camaiore con La Paura (Scheiwiller, 2008). Scrive in italiano, lingua materna, ma raddoppia i suoi testi in tedesco, lingua paterna. Da 15 anni alterna il lavoro editoriale con l’attività di “dire” poesia in teatro, in Italia e all’estero. Ha ideato e curato il ciclo “Il bel Rumore” (fino al 2006 all’interno di Progetto Italia), un ciclo di letture teatrali di testi in versi e non.
Ha curato nel 2007 e 2008 parte del ciclo “Notturni d’arte a Venezia”.
È tra i fondatori di Casa delle parole (Museo Goldoni) e Casa della Musica (Ca’ Rezzonico). Forse c’è qualcosa che non va in quel famoso “frullatore dei media” se il grande pubblico (televisivo o frequentatore di social poco importa) non ha mai sentito parlare di Riccardo Held! Ne proponiamo un sonetto, allora inedito, pubblicato sul n. 1 di POESIA.

Tu trascurato senso e netto inverno

colpiscimi se sai nella giuntura,

prova nel molle, entra nell’interno

dove il legno si cambia in segatura,

gli scaffali nell’ombra e quelli in alto

respinti dove all’indice conviene,

come nel letto il più tenero smalto

incurva dove il caldo si mantiene;

così nell’acqua di scavati porti

stendemmo la tovaglia dell’altare

e, deludendo più superbi torti,

forse il poeta seppe immaginare

epigrafi più belle per i morti,

quelli che sanno ancora camminare.

Raffaele Floris

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