RISOLTO IL GIALLO ZILIANI

Accusate le due figlie della vittima

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“Quei tre ragazzi erano troppo attaccati ai soldi”. Dichiarazioni pesanti, ma che rispecchiano in pieno la verità dei fatti. La zia di Silvia e Paola Zani, rispettivamente 27 e 19 anni, non ha dubbi nel descrivere uno scenario oscuro, che vede gli interessi economici sopra ogni cosa.

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La vittima era scomparsa lo scorso 8 maggio per poi essere ritrovata l’8 agosto nelle acque del fiume Oglio. Dopo tante ricerche e svariate piste investigative, gli inquirenti non hanno avuto alcun dubbio nell’accusare le figlie e il fidanzato della prima. Al momento del ritrovamento, Laura Ziliani aveva un abbigliamento insolito, non consono ad un ambiente di montagna. Infatti, aveva solamente qualche brandello di quello che, agli occhi degli investigatori è parso come un pigiama da casa. I motivi sono stati indicati nel ramo economico, precisamente nelle ristrutturazioni.

La stessa zia delle ragazze aveva avanzato qualche sospetto sulle idee di Mirto Milani (fidanzato di Silvia), che palesava il suo interesse su un ambito non di sua competenza. Proprio su questo punto, gli inquirenti hanno approfondito il tutto, scavando nella vita privata dei tre ragazzi. Quello che è emerso non riguarda solo la morbosità dei 3, ma una relazione clandestina di Mirto con Paola (sorella più piccola).

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Pertanto, questa storia ha sempre più assunto i connotati di un film dell’orrore, proprio in virtù dell’occultamento di cadavere. Nessuno vuole impartire lezioni di etica (non è opportuno), ma arrivare ad uccidere una madre per soldi è qualcosa di puramente orrendo. Ad oggi, Silvia e Paola sono recluse nella stessa cella nel carcere di Verzino (nel bresciano), mentre Mirto è recluso a Caton Mombello. Una triste pagina, che ci auguriamo di non rivivere più, perché dinanzi a tanta brutalità non possiamo far altro che riflettere.

Giuseppe Capano

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