ROBERTO DIPIAZZA E FORZA ITALIA VINCITORI A TRIESTE

PERCHE’ TRIESTE TORNI A SPLENDERE!!!

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A Trieste si festeggia il ritorno di Roberto Dipiazza che si è conquistato il vertice dell’Assise Comunale con un 52,6% di preferenze contro il 47,4% di voti attribuiti all’uscente Sindaco Roberto Cosolini.

Con questo, che è stato considerato il “Derby” dei due Roberti, si è affermata anche la vittoria politica del centro destra, con Forza Italia di cui fa parte il neoeletto Sindaco, sulla sinistra del Partito Democratico rappresentato dall’uscente Cosolini che era stato, comunque, un Sindaco molto apprezzato per gli sforzi profusi nella guida della città in un periodo che ha visto il riverberare sul territorio triestino della crisi nazionale, unitamente all’espandersi delle emergenze internazionali soprattutto in Europa.

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Quindi, un contesto territoriale vissuto con un senso di diminuita sicurezza; non tanto per una più marcata eterogeneità razziale nella propria tradizione già mitteleuropea; quanto, piuttosto, nell’avere risentito del cozzare di regole “fluide” contrastanti con la correttezza e il rispetto civico insito nel proprio indefettibile DNA Asburgico; ciò che ha indotto la sensazione di una alterata quotidianità, per quanto sempre molto controllata, comunque vissuta con la percezione di una incombente diminuzione della sicurezza urbana.

D’altra parte, nonostante la grande operosità imprenditoriale che ha sempre visto il Sindaco Cosolini pronto a supportarne debita promozione, si è reso palese il calo della non più prosperosa economia insieme con il non tollerato permanere di problemi legati all’inquinamento della Ferriera con il gravare delle conseguenze sulla salute pubblica; con al culmine della delusione, l’intervento di quasi annientamento del Porto Franco Nord, detto Porto Vecchio, per cui si attendevano illuminate direttive per la rivalutazione che lo riconsegnasse alla originaria attribuzione e funzione di tramite per i traffici intereuropei e balcanici ;essendosene, invece, predisposta la sdemanializzazione in base ad un programma Governativo di sostanziale annullamento della originaria destinazione; essendosi approvati emendamenti, alla Legge di Stabilità del 19 Dicembre 2014, a favore di progetti di edilità pubblica e privata, addirittura in contrasto con la esistente tutela dell’unicità storico-architettonica dell’intero comprensorio.

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Espressione di un dissenso per le politiche governative nazionali viste in depauperamento di un territorio quanto mai ricco di peculiarità naturali e umane, è stata la stessa astensione in termini del 52,6% dell’affluenza alle urne; fenomeno, per quanto previsto, comunque straordinario, culminato in un massivo “astensionismo attivo” in quanto rifiuto, nei confronti di queste elezioni, espresso a mezzo di dichiarazioni depositate direttamente ai seggi elettorali; manifestazione di un non diverso rifiuto che, nei confronti dell’intero sistema istituzionale italiano, è portato avanti senza arretramenti nel doverne affrontare le relative ripercussioni nella sfera privata; pur di rivendicare, per Trieste, la qualità di Free Territory che le era stato attribuito e che si ritiene debba giungere a compimento attraverso proprie libere elezioni che esulino dai dictat di una non tollerata sovranità italiana.

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A favore di Roberto Dipiazza, quindi, si può ben dire che ha giocato la speranza: tanto quella dei Triestini “indipendentisti”, per cui non si poteva avere alcun appoggio nel Cosolini esponente di un partito assolutamente filogovernativo italiano; così, quella della globalità di una Trieste che vorrebbe potere riconquistare quell’alto grado, del primo posto, nella vivibilità riconosciutole nel 2004 e nel 2009, quando era già stata sperimentata la profusione di energie, con l’apertura e la dinamicità del “SE POL”, dell’allora sindaco Roberto Dipiazza;ai cui propositi di reintegrare “la bellezza” della sua città vadano i migliori auspici anche dei non Triestini.

Rosa Cavallo

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