RUSSIA, CONFERMATO L’AVVELENAMENTO DI NAVALNY

I medici tedeschi che lo hanno preso in cura hanno individuato la causa nel “Novichok”. Il Cremlino: “non ci sono ragioni per accusarci”

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Aleksej Navalny è stato avvelenato con l’agente nervino Novichok mentre era in tour elettorale."Stanno emergendo interrogativi molto gravi a cui solo il governo russo può e deve rispondere", ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, dopo la conferma dell’avvelenamento del principale oppositore del governo russo, confermato dai medici tedeschi dopo che il paziente era stato trasferito in Germania. I medici russi avevano precedentemente negato la presenza di tracce di veleno nell’organismo di Navalny. La Merkel ha poi continuato, in una nota: "Il governo tedesco condanna con forza questo crimine ed esige con urgenza una spiegazione da parte del governo russo".Il posizionamento sulla difensiva del Cremlino non si è fatto attendere, giungendo tramite la voce del portavoce Dimitri Peskov: "Non vi sono ragioni per accusare la Russia di aver avuto un ruolo nell’avvelenamento di Aleksei Navalny".

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In realtà, le ragioni ci sono eccome. Il Novichok, infatti, non è certo uno di quei veleni che si possono trovare sugli scaffali di un supermercato, bensì un prodotto chimico di altissima complessità che si trova solo nelle mani di servizi segreti e individui autorizzati dallo Stato. Esso è tristemente noto per essere stato protagonista di diversi omicidi che hanno visto coinvolta Mosca sin dai tempi dell’Unione Sovietica. Molto recente è l’episodio dell’ex agente del KGB Serghei Skripal e di sua figlia, morti avvelenati nella città britannica di Salisbury a causa proprio del Novichok, con il governo britannico che si infuriò con quello russo, in una faccenda che tiene banco ancora oggi.

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L’agente nervino in questione ha purtroppo la capacità di uccidere anche molto tempo dopo l’assunzione, il che causa preoccupazione per le future condizioni di Aleksej Navalny, anche se al momento non sembrerebbe in pericolo di vita. Come ha spiegato il giornale tedesco Spiegel, potrebbe essere molto complicato risalire direttamente a Vladimir Putin tramite le indagini. La Russia ha infatti creato un sistema molto elaborato di “specchietti per le allodole” per quanto riguarda gli omicidi politici: un sistema che si muove senza un input diretto e fa scudo a responsabili, sicuri di avere carta bianca. Alla base c’è un punto: la temuta arma invisibile dovrebbe garantire un margine di sicurezza, mettendo al riparo mandanti ed esecutori. La velocità dell’informazione digitalizzata, però, rende sempre più difficile per il regime russo evitare le fughe di notizie, così i colpi continuano ad andare a segno, ma tendono sempre più spesso ad essere poi smascherati. È, insomma, molto probabile che l’avvelenamento sia stato ordinato da uno degli oligarchi russi vicini al Presidente, ma non da Putin in persona.

Giulio Negri

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