Roboetica, agire con le nuove tecnologie e senso di responsabilità

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Il valore etico delle nuove tecnologie deve essere ricercato non solo nel loro corretto uso, ma anche nel presentare all’uomo soluzioni per sopperire a carenze e necessità fisiche. Sull’onda di questa motivazione saranno presentate durante l’XI edizione di HANDImatica, la mostra-convegno di Bologna dal 30 novembre al 2 dicembre, quelle che sono le tecnologie digitali più innovative al servizio della disabilità.

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La robotica nel corso di convegni e seminari verrà declinata nella sua declinazione etica, ovvero in una opportunità in grado di portare opportunità e benefici alle persone con disabilità, favorendo la loro inclusione nella scuola, nel lavoro e nella vita sociale, assistendo gli anziani e le persone non autosufficienti, mettendo la tecnologia al servizio dell’etica e del sociale. HANDImatica lancerà in occasione della mostra-convegno, la sua prima Call for Robots, ovvero tutti i progetti pervenuti che saranno selezionati da una commissione e che poi verranno presentati durante la manifestazione, in un’area dedicata. L’etica applicata alla robotica non è un tema nuovo.

cms_7632/3.jpgÈ stato il Parlamento Europeo a intervenire recentemente, approvando una serie di linee guida per la “Roboetica”, con particolare riferimento ai dispositivi di ausilio per le persone con disabilità di varia natura che, si stima, supereranno gli 80 milioni nel mondo entro il 2040. Assume dunque una fondamentale importanza promuovere all’interno delle continue innovazioni tecnologiche, quei prodotti atti a consentire ai soggetti con disabilità una giusta inclusione scolastica, lavorativa e sociale; aiutare e coadiuvare il corpo docente nella diffusione di nuove attività didattiche che consentano opportune modalità di acquisizione del materiale di studio.

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La grande opportunità di conoscenza offerta dalla tecnica si presenta come conoscenza delle possibilità di impiego di strumenti (tecnologici) che consentono all’uomo di raggiungere un determinato scopo. Valutare con coscienza il giusto apporto sociale di tali prodotti, significa assumersi la responsabilità di impiegare non solo efficacemente gli strumenti realizzati, ma anche declinarli al servizio dell’uomo. Nella stessa maniera in cui vi è un agire dell’uomo vi è anche un agire degli apparati tecnici, apparati che si muovono in molti casi autonomamente, svincolati dal controllo umano. Proprio per questo ragionare in termini etici della robotica e delle sue implicazioni sociali, assume una rilevanza che non può essere più marginalizzata. L’uomo rimarrà comunque sempre al centro di questo processo in la possibilità di distinguere l’agire buono di una macchina da uno che non lo è, sarà unicamente affidato al seguire e verificare determinate regole di ordine morale che presuppongono una corretta esecuzione volta al beneficio comune.

Andrea Alessandrino

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