Ruanda: il biogas per fermare la deforestazione

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L’abbattimento degli alberi oltre ad avere costi molto alti, ha un impatto devastante sull’ambiente, soprattutto nelle aree rurali dove è molto sviluppata l’agricoltura. La deforestazione causa anche un forte dissesto idrogeologico, che spesso può provocare delle frane.

Per risolvere questo problema ambientale, il governo del Ruanda, un paese molto colpito dalla deforestazione, ha pensato di sostituire la produzione di carbone dalla legna da ardere, per il riscaldamento e per cucinare, con il biogas. Questo progetto consiste nel produrre metano dai rifiuti organici raccolti in fosse di cemento, dove, tramite batteri, avviene la conversione in fertilizzanti. Dopodiché il metano passa nei tubi che sono collegati alle cucine di scuole e carceri.

Il governo si occupa della gestione degli impianti, gli istituti in cui sono istallati, della manutenzione. La distribuzione di biogas naturale ha portato i suoi primi frutti in alcune scuole, dove si è drasticamente ridotto il consumo di legna da ardere.

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L’unica cosa che rischia di frenare questo processo di rinnovamento energetico è proprio la scarsa disponibilità di rifiuti organici da trasformare in metano.

Per ora sono più di 80 le scuole che utilizzano il biogas in cucina. Inoltre, il governo ruandese ha creato ulteriori posti di lavoro e ha reso meno costoso il petrolio liquefatto, continuando a investire in aziende private che possano aderire al progetto.

Tra le maggiori compagnie produttrici di biogas in Ruanda c’è la CRET LTD (Construction & Renewable Energy Technologies), ma anche altre stanno trasformando la loro produzione.

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L’economia del Ruanda si basa soprattutto sull’agricoltura, con una maggiore produzione di tè e caffè. Negli ultimi anni questo è diventato un paese all’avanguardia anche in altri settori energetici. Infatti, sono state realizzate grandi dighe per la produzione di energia elettrica o l’estrazione di gas dal lago Kivu. Questo ha portato a una maggiore diffusione di elettricità nelle case, abbassando i costi sostenuti dalla centrali elettriche e registrando una produzione di 200 MW all’anno, anche se solo il 25% della popolazione ha accesso alla rete elettrica. Inoltre, in Ruanda anche i servizi informatici sono diventati molto più fruibili, da quando il governo ha stanziato fondi per l’installazione di una fibra ottica di 4500 Km, permettendo la connessione a internet a quasi metà della popolazione.

Il notevole sviluppo economico e tecnologico del Ruanda ha favorito negli ultimi anni anche la crescita del turismo. Infatti, questo paese offre spettacolari paesaggi, parchi e riserve naturali, che sono tra le maggiori attrattive per i turisti.

Francesco Ambrosio

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