SCELTE LE CANDIDATURE PER I DAVID DI DONATELLO

‘È stata la mano di Dio’ di Paolo Sorrentino e ‘Freaks Out’ di Gabriele Mainetti, sono i film con più nomination a testa

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cms_25507/00.jpgManca circa un mese alla cerimonia di premiazione del David di Donatello, ma la competizione tra chi vincerà il premio come miglior film sta già scaldando gli animi. A concorrere per il maggior numero di statuette messe in palio, sono il film di Paolo Sorrentino, reduce dalla notte (a mani vuote) degli oscar e ‘Freaks Out’ di Gabriele Mainetti. Le pellicole, in testa alla classifica di quelle più nominate, hanno ricevuto 16 candidature ciascuna. L’annuncio, arrivato nelle scorse ore, ha indicato anche chi concorrerà nella cinquina per il “miglior film”: ‘Qui rido io’ di Mario Martone, con 14 candidature; ‘Ariaferma’ di Leonardo Di Costanzo e ‘Diabolik dei Manetti Bros’, con 11 candidature ciascuno; ‘A Chiara’ di Jonas Carpignano, ‘I Fratelli De Filippo’ di Sergio Rubini e ‘Ennio’ di Giuseppe Tornatore, con 6 candidature ciascuno. Questi, invece, i candidati per il Miglior film internazionale: ’Belfast’ di Kenneth Branagh, ’Don’t Look Up’ di Adam McKay, ’Drive My Car’ di Ryusuke Hamaguchi, ’Dune’ di Denis Villeneuve, ’Il Potere del Cane – The Power of the Dog’ di Jane Campion.

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La premiazione, andrà in onda su Rai 1 dagli studi di Cinecittà in Roma. "Quest’anno finalmente i David approdano a Cinecittà", ha detto la Presidentessa dell’Accademia dei David di Donatello, Piera Detassis. "Sarà l’edizione del ritorno in presenza, con tutte le dovute precauzioni", ha detto, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento, Stefano Coletta, direttore di Rai 1. I Premi David di Donatello assegnano 21 riconoscimenti ai film usciti in Italia dal 1° marzo 2021 al 28 febbraio 2022 nelle sale cinematografiche e 1 Premio David per il cinema straniero. Eccezionalmente per il concorso David 2022, sono eleggibili anche i film italiani che siano stati distribuiti con modalità alternative alla sala. Sono presenti degli ex-aequo nelle categorie dove ci sono più di cinque candidati.

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Giunto alla 67ema edizione, il David di Donatello nasce nella seconda metà degli anni ‘50 grazie all’impegno di Italo Gemini, esercente cinematografico e presidente dell’AGIS che riesce a unire a Roma l’Open Gate Club e il Club Internazionale del Cinema. Solo nel 1963, l’Agis e l’Anica, quando l’Ente David di Donatello diventa indipendente dall’Open Gate Club, fondano l’Accademia del Cinema Italiano: “una fondazione di diritto privato - si legge da Wikipedia - che promuove la conoscenza e la diffusione del cinema italiano in Italia e all’estero”. Insomma, per analogia ad altre accademie cinematografiche nazionali: una sorta di Oscar (USA), César (Francia) o BAFTA (GB). A condurre la serata che andrà in onda il 3 maggio sulla rete pubblica ammiraglia, è di nuovo Carlo Conti: “Sarà un momento di grande festa per il cinema, con il tappeto rosso e il glamour, che in questi ultimi anni sono mancati”. Il conduttore televisivo fiorentino, sarà affiancato da Drusilla Foer: “Felicissima di essere stata coinvolta in un momento in cui le sale possono riempirsi di nuovo”.

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TUTTE LE ALTRE CANDIDATURE

Per migliore attrice non protagonista: Susy Del Giudice per ’I fratelli De Filippo’, Cristiana Dell’Anna per ’Qui rido io’, Luisa Ranieri per ’È stata la mano di Dio’, Teresa Saponangelo per ’È stata la mano di Dio’, Vanessa Scalera ’L’arminuta’. Per miglior attore non protagonista: Pietro Castellitto per ’Freaks Out’, Fabrizio Ferracane per ’Ariaferma’, Valerio Mastandrea per ’Diabolik’, Eduardo Scarpetta per ’Qui rido io’, Toni Servillo per ’È stata la mano di Dio’.

Per il miglior esordio alla regia: Francesco Costabile, Maura Delpero, Gianluca Jodice, Alessio Rigo De Righi e Matteo Zoppis (per ’Re Granchio’), Laura Samani.

Per la migliore sceneggiatura originale: Jonas Carpignano (’A Chiara’), Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero, Valia Santella (’Ariaferma’), Nicola Guaglianone e Gabriele Mainetti (’Freaks Out’), Mario Martone e Ippolita Di Majo (’Qui rido io’), Paolo Sorrentino (’È stata la mano di Dio’).

Per la migliore sceneggiatura non originale: Lirio Abate, Serena Brugnolo, Adriano Chiarelli, Francesco Costabile (’Una femmina’); Manetti Bros e Michelangelo La Neve (’Diabolik’); Massimo Gaudioso, Luca Infascelli, Stefano Mordini (’La scuola cattolica’); Filippo Gravino, Guido Iuculano, Claudio Cupellini (’La terra dei figli’), Nanni Moretti, Federica Pontremoli, Valia Santella (’Tre piani’), Monica Zapelli, Donatella Di Pietrantonio (’L’arminuta’).

Come miglior produttore sono candidati: Jon Coplon, Paolo Carpignano, Ryan Zacarias, Jonas Carpignano (Stayblack Productions) – Rai Cinema per ’A Chiara’; Carlo Cresto-Dina (Tempesta) – Michela Pini (Amka) – Rai Cinema per ’Ariaferma’; Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori (Indigo Film) – Rai Cinema per ’Qui rido io’; Andrea Occhipinti, Stefano Massenzi, Mattia Guerra (Lucky Red) – Gabriele Mainetti (Goon Films) – Rai Cinema per ’Freaks Out’; Paolo Sorrentino, Lorenzo Mieli per ’È stata la mano di Dio’.

Miglior autore della fotografia: Renato Berta per ’Qui rido io’, Luca Bigazzi per ’Ariaferma’, Paolo Carnera per ’America Latina’, Daria D’Antonio per ’È stata la mano di Dio’, Michele D’Attanasio per ’Freaks Out’.

Miglior compositore: Michele Braga e Gabriele Mainetti per ’Freaks Out’, Nicola Piovani per ’I fratelli De Filippo’, Pivio & Aldo De Scalzi per ’Diabolik’, Dan Romer e Benh Zeitlin per ’A Chiara’, Pasquale Scialò per ’Ariaferma’, Verdena per ’America Latina’.

Miglior canzone originale: ’Faccio ‘a polka’ per ’I fratelli De Filippo’; ’Just You’ per ’L’arminuta’; ’Nei tuoi occhi’ per ’Marilyn ha gli occhi neri’; ’Piccolo corpo’ per l’omonimo film; ’La profondita’ degli abissi’ di Manuel Agnelli per ’Diabolik’.

Migliore scenografia: Carmine Guarino e Iole Autero per ’È stata la mano di Dio’; Noemi Marchica e Maria Michela De Domenico per ’Diabolik’; Giancarlo Muselli, Carlo Rescigno, Laura Casalini, Francesco Fonda per ’Qui rido io’; Luca Servino e Susanna Abenavoli per ’Ariaferma’; Massimiliano Sturiale e Ilaria Fallacara per ’Freaks Out’.

Migliori costumi: Ginevra De Carolis per ’Diabolik’; Maurizio Millenotti per ’I fratelli De Filippo’; Mary Montalto per ’Freaks Out’; Ursula Patzak per ’Qui rido io’, Mariano Tufano per ’È stata la mano di Dio’.

Miglior trucco: Alessandro D’Anna per ’Qui rido io’, Francesca Lodoli per ’Diabolik’, Vincenzo Mastrantonio per ’È stata la mano di Dio’, Maurizio Nardi per ’I fratelli De Filippo’; Diego Prestopino, Emanuele De Luca e Davide De Luca per ’Freaks Out’.

Miglior acconciatura: Alberta Giuliani per ’7 donne e un mistero’, Francesco Pegoretti per ’I fratelli De Filippo’, Marco Perna per ’Freaks Out’, Luca Pompozzi per ’Diabolik’, Giuseppina Rotolo per ’A Chiara’.

Migliore montaggio: Carlotta Cristiani per ’Ariaferma’, Affonso Gonçalves per ’A Chiara’, Jacopo Quadri per ’Qui rido io’, Massimo Quaglia e Annalisa Schillaci per ’Ennio’, Cristiano Travaglioli per ’È stata la mano di Dio’.

Miglior suono: ’Freaks Out’ (Presa diretta: Angelo Bonanni; Microfonista: Diego De Santis; Montaggio: Davide Favargiotti; Creazione suoni: Mirko Perri; Mix: Franco Piscopo); ’È stata la mano di Dio’ (Presa diretta: Emanuele Cecere; Microfonista: Francesco Sabez; Montaggio: Silvia Moraes; Creazione suoni: Mirko Perri; Mix: Michele Mazzucco); ’Ariaferma’ (Presa diretta: Xavier Lavorel: Microfonista: Pierre Collodin; Montaggio: Daniela Bassani; Creazione suoni e Mix: Maxence Ciekawy); ’Ennio’ (Presa diretta: Gilberto Martinelli; Montaggio: Fabio Venturi; Mix: Gianni Pallotto); ’Qui rido io’ (Presa diretta: Alessandro Zanon; Microfonista: Alessandro Palmerini; montaggio: Silvia Moraes; Creazione suoni: Gianluca Gasparrini; Mix: Giancarlo Rutigliano).

Migliori effetti visivi: Nuccio Canino per ’A Classic Horror Story’; Stefano Leoni per ’Freaks Out’; Rodolfo Migliari per ’È stata la mano di Dio’; Rodolfo Migliari e Roberto Saba per ’La terra dei figli’; Simone Silvestri per ’Diabolik’:

Miglior documentario: ’Atlantide’ di Yuri Ancarani, ’Ennio’ di Giuseppe Tornatore, ’Futura’ di Pietro Marcello, Francesco Munzi e Alice Rohrwacher, ’Marx può aspettare’ di Marco Bellocchio, ’Onde radicali’ di Gianfranco Pannone.

Nicòl De Giosa

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