SCOPERTO UN MECCANISMO FONDAMENTALE NELLA SLA, EPILESSIA E SCLEROSI MULTIPLA

Lo studio è stato condotto dal Professor Adriano Chiò delle Molinette di Torino

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E’ stato scoperto il meccanismo regolatore fondamentale di neuro-ossidazione nel processo patologico di malattie come la Sla, la sclerosi multipla, le polineuropatie infiammatorie e l’epilessia. Finanziato dall’Unione Europea con 12 milioni di euro, lo studio, che ha coinvolto 8 nazioni diverse ed è durato 5 anni, ha dimostrato che modificando l’attività della proteina Nox2 si può modificare anche il decorso delle malattie. Nox2 è un meccanismo regolatore fondamentale di neuro-ossidazione nel processo patologico di malattie come l’epilessia, la Sla e la scelorosi multipla. La proteina è presente in ogni organismo, malato e non, ma la sua attività è variabile da soggetto a soggetto.

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Tutto questo è stato presentato mercoledì 23 e giovedì 24 settembre a Torino, presso il Centro di Biotecnologie Molecolari, durante il Simposio Finale di Neurinox, progetto del 7° Programma Quadro della Comunità Europea, dedicato a meccanismi e nuovi trattamenti della neurodegenerazione e focalizzato su Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), epilessia e sclerosi multipla.

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Neurinox è un consorzio internazionale di ricerca finanziato dall’Unione Europa che ha ottenuto un finanziamento di circa 12 milioni di euro. L’unico gruppo italiano partecipante è stato il Centro Regionale Esperto per la SLA dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, diretto dal professor Adriano Chiò, a cui sono stati destinati circa 1 milione di euro. Gli altri partner sono importanti centri di ricerca scientifica da Svezia, Svizzera, Germania, Francia ed Australia.

cms_2759/adriano_chio_sla.jpgAdriano Chiò, direttore del Centro per la Sclerosi Laterale Amiotrofica dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino e del Dipartimento di Neuroscienze, Clinica Neurologica II, ha guidato il team che ha lavorato sulla parte dello studio sulla Sla e sulla polineuropatie degenerative. "Abbiamo scoperto che se varia l’attività di questo enzima, che produce ossigeno ossidante, cambia anche il livello di gravità della malattia. Nella Sla, ad esempio, se l’attività dell’enzima è bassa, il paziente sta meglio. Nelle polineuropatie infiammatorie, invece, il paziente sta meglio se l’attività dell’enzima è alta. Un meccanismo opposto dunque", ha spiegato il professore Chiò.

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Come modificare allora l’attività dell’enzima per influenzare positivamente il decorso della malattia? Chiò chiarisce che attualmente sono allo studio farmaci in grado di ottenere questo scopo, abbassare o alzare l’attività di Nox2, ma ancora non sono in commercio: "Quando sarà possibile utilizzarli, allora si avranno risultati concreti”.

Fatto importante è che la scoperta consente di mettere in campouna medicina personalizzata, sempre più vicina alle esigenze del singolo paziente e quindi tarata ad personam. E, pertanto, di straordinaria importanza.

Mary Divella

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