SEI LESBICA? NON PUOI INSEGNARE

Succede all’istituto Sacro Cuore di Trento

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Siamo nel terzo millennio e pare che ben pochi abbiano adeguato al vivere odierno la propria mentalità e la propria cultura, mentre in tanti sembrano non accorgersi che siamo fuori ormai da diversi secoli dal Medio Evo e dalla maniera di ragionare legata a quell’epoca.

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E’ accaduto così che una Professoressa, docente presso l’istituto Sacro Cuore di Trento da qualche anno, non si è più vista rinnovare il contratto per l’insegnamento e quindi allontanata, perché sospettata di essere una donna omosessuale (cosa ci tocca udire!). La denuncia di questa insegnante trentina, dopo aver riempito le pagine dei giornali delle cronache locali, è approdata fino alla Ministra della Pubblica Istruzione Stefania Giannini.

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Il caso sarà valutato e seguito attentamente” ha avuto modo di dichiarare la Ministra Stefania Giannini nel pomeriggio del 20 luglio “e se emergesse un episodio legato a una discriminazione di tipo sessuale agiremo con la dovuta severità”. L’insegnante ha denunciato la sua storia ai comitati Tsipras regionali.

cms_1023/Suor-Eugenia-Libratore-superiora-dell-Istituto-Sacro-Cuore.jpgMa la sua versione è stata smentita dai vertici dell’Istituto, prima adducendo ragioni esclusivamente di natura economica e poi la Madre Superiora, Suor Eugenia Libratore , ha spiegato di avere parlato con la professoressa «cercando solo un dialogo per capire se avesse un problema personale» e di essere stata fraintesa nelle intenzioni (può un’esponente religiosa mentire così apertamente?).La Ministra ha quindi spiegato di volere «un confronto chiaro e doveroso con le parti coinvolte». Il problema tuttavia sembra essere più ampio: può una scuola paritaria decidere, nel terzo millennio, sui propri insegnanti o no? … e, nel caso, premiare a proprio piacimento ora questo ed ora quello prescindendo da quelle che sono le capacità e il merito ? La dicussione, per la verità fin troppo animata, in Trentino prosegue da svariati lunghi giorni .

cms_1023/M_Bondi-.jpgSecondo il Presidente del Comitato laici del Trentino, Mauro Bondi, il mancato rinnovo del contratto di una insegnante lesbica, da parte di una scuola religiosa è comprensibile. «Per una volta», ha affermato dalle colonne del Corriere del Trentino, «devo stare dalla parte della Chiesa. Mi pare del tutto logico che una scuola cattolica, con i suoi principi, che non sono i miei, possa avere fatto una scelta di questo tipo. È la scelta che probabilmente si aspettano i genitori che mandano i loro figli in una scuola cattolica. Il punto non è però quello che può decidere o meno una scuola privata, ma che il pubblico non può e non deve finanziare una scuola che diversifica e va contro la Costituzione».

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Parole non molto diverse da quelle che aveva pronunciato l’Assessore Provinciale alle Pari Opportunità, Sara Ferrari: «Se il mancato rinnovo, come sostenuto dall’insegnante fosse basato su un orientamento che attiene a una sfera personalissima la cosa sarebbe grave». «Nessuna scuola, anche se paritaria, in quanto integrata a pieno titolo nel sistema formativo provinciale e che offre conseguentemente un servizio pubblico, può selezionare i docenti per le proprie scelte di vita quando questi esprimano professionalità e correttezza nell’esercizio delle proprie funzioni».

Francesco Mavelli

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