SERGIO FONTANA E IL MUSEO DEI VESCOVI

Lo “Steve Jobs” di Puglia sigla un accordo col Museo dei Vescovi di Canosa e fa esporre alcune opere inedite dell’impressionista Giuseppe De Nittis

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Ultimamente, nonostante il perdurare della crisi economica mondiale e l’incidenza negativa sul “prodotto interno lordo” di molte nazioni, si fa un gran parlare di Imprese che “mettono a bilancio”, oltre ai profitti derivanti dal loro business, anche il ritorno d’immagine e i consensi ricevuti in seguito ai progetti socio-culturali sostenuti. Di conseguenza, vista l’assenza dello Stato in diversi settori della società, sono aumentate le aziende che hanno inserito nelle loro politiche di governance il concetto di “Responsabilità Sociale d’Impresa”. Il termine, introdotto in economia negli anni 80’, indica testualmente: “La responsabilità delle imprese per gli impatti che hanno sulla società” (Fonte Comunicazione UE n. 681 del 2011). In poche parole, è la maniera migliore per un’azienda di contribuire allo sviluppo socio-economico del territorio circostante, col minor impatto possibile sull’ambiente. E oggi, più che mai, si fa sempre più incessante la necessità di trovare fondi da investire in cultura e recupero di beni architettonici necessari a rimettere in moto, seriamente, quell’economia legata soprattutto al Turismo. A tal proposito, spesso, i media portano alla ribalta notizie di società eco-friendly o impegnate nel sociale, localizzate maggiormente oltre oceano o nel nord dell’Europa; ma in Italia, qualcosa è cambiato.

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Grazie ad alcune aziende di grandi e medie dimensioni, nell’ultimo decennio si è iniziato a credere che la “ricchezza” di un paese passa, soprattutto, attraverso gli investimenti in cultura e nel sociale, come per esempio: i 25 milioni di euro di Diego Della Valle per il restauro del Colosseo o le aree industriali in abbandono donate alla comunità dopo la bonifica a opera di Brunello Cucinelli.

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E senza andare troppo lontano, fortunatamente per noi pugliesi, nel nord barese c’è un personaggio che, al pari dei Della Valle o Cucinelli, con la “Responsabilità Sociale d’Impesa” ha costruito i pilastri della propria attività imprenditoriale: Sergio Fontana (ex Presidente di Confindustria per Bari e BAT e attuale Amministratore Unico della Farmalabor). Definito come lo “Steve Jobs” di Puglia, Sergio Fontana nei giorni scorsi ha sottoscritto un accordo, basato sulla “RSI”, tra la sua azienda e il Museo dei Vescovi di Canosa di Puglia (N.d.R. Palazzo edificato nel 1835, legato a vicende risalenti all’Unita d’Italia e sede della Cassa Principe di Napoli). Il motivo dell’incontro, al quale ha partecipato l’Assessore alle Attività Produttive della Regione Puglia, Loredana Capone, è di dare risalto a quelle imprese che realizzano e sostengono progetti d’interesse culturale, come volano per una crescita responsabile del territorio.

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Per l’occasione, grazie alla passione del Dott. Fontana verso l’arte e la storia, e alla sensibilità e competenza di Mons. Felice Bacco (Direttore del Museo dei Vescovi e parroco della Basilica Cattedrale di San Sabino) nel realizzare eventi di notevole spessore culturale, è stata pre-inaugurata a porte chiuse per la stampa e le autorità, la mostra del pittore Giuseppe De Nittis: "Le parole non dette: scoperta di un ventaglio inedito, tecniche incisorie, fotografie e alcuni piccoli oli da collezione privata." Le opere esposte nel suggestivo palazzo museale, contenitore d’inestimabili manufatti di epoca medioevale come ilFlabellum Liturgico Afgano e la Croce Processionale in Avorio (entrambi del XII sec.), sono quasi tutte inedite e provengono da una collezione privata. Insomma, oltre alle bellissime opere dell’impressionista barlettano, il percorso guidato ha reso possibile ammirare anche molti pezzi pregiati presenti all’interno della struttura ottocentesca. E che dire delle decorazioni di volte e pavimenti! Suggerisco di visitarlo, specialmente per la competenza dei giovani curatori del Museo, bravi nel tenere sempre viva l’attenzione del visitatore anche sul più piccolo dettaglio. Non a caso, poiché uno dei “principali fattori di traino” che spinge un’impresa ad adottare una cultura d’impresa orientata alla “RSI” sono i giovani, rivolgo un plauso all’archeologo ed esperto di arte antica e moderna, Sandro Sardella, alla Dr.ssa Vittoria Valentina Pelagio e alla Dr.ssa Michela Cianti; grazie a loro e alle preziose opere esposte, il “viaggio” culturale all’interno delle sale dello splendido palazzo è stato davvero emozionante. Termino con un’osservazione: laddove, in questi casi, le Istituzioni sono assenti ingiustificate, ben vengano tutti quegli individui laici o confessionali che, con mecenatismo, filantropia e perseveranza, cercano tra mille difficoltà di risollevare le sorti di un intero “sistema” chiamato Paese.

Umberto De Giosa

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