SE NON E’ CALCIO, COS’E’?

"non lasceremo che il calcio possa essere gestito da vari energumeni pluri schedati "

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Non è lo sport più popolare in Italia ad essere “sotto accusa” per quanto stia accadendo negli stadi Italiani, ma è certamente l’ennesimo segnale di "una crisi etica" del Paese. Tutte le società calcistiche devono immediatamente interrompere queste innaturali parentele con le accozzaglie della peggior specie che hanno per capi dei criminali.

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Questo, pressappoco, è il significato delle parole del Nostro Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano. Di contro le parole del Premier Matteo Renzi ammettono che "parlare con gli ultra è stato un errore, ma è vergognoso usare questi temi a fini elettorali" ed assicura: "non lasceremo che il calcio possa essere gestito da vari energumeni pluri schedati come Genny ’a carogna". Quindi ai nostri governanti, specie al Ministero degli Interni, doveva essere ben noto quello che sarebbe accaduto. Perché i provvedimenti non sono stati presi prima dell’ingresso dei tifosi nello stadio? Perché? La polemica scaturita sulla presunta trattativa tra tifosi, forze dell’ordine e società calcistica non solo non si arresta ma, ogni giorno di più, dilaga e vola sovrastando qualunque altra notizia. Le giuste parole del Nostro Presidente Napolitano ci spingono a parlare degli incidenti e di ciò che ne è seguito come "qualcosa di diverso dal calcio”.

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Purtroppo il mondo del pallone e forse anche quello legato ad altri sports, sono legati alle tifoserie più scalmanate. Reputo, pertanto, che quanto accaduto sia il segno di una crisi morale, di valori, di virtù, di comportamenti e di modi di agire che sommate ad altre situazioni rappresentano la realtà nazionale. Se è vero, come è vero, che non bisogna trattare con gli agitatori, tutto ciò deve essere altrettanto vero per le società calcistiche e i loro Presidenti che devono rompere immediatamente i loro legami con queste accozzaglie di associati. I presunti capi di questi ultras hanno le loro basi su enormi faldoni esistenti in tutte le Questure d’Italia in quanto provenienti dal mondo legato alla criminalità.

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Il Presidente Napolitano riferisce poi che. se fosse stato all’Olimpico, si sarebbe comportato come il Premier Matteo Renzi. E su queste parole, caro Presidente, tutti, nessuno escluso, concordiamo. Per amor di Patria poi, non esprimerò affatto il mio scandalizzato pensiero sulla presunta trattativa. Vorrei invece segnalare gli scandalosi fischi indirizzati all’inno di Mameli e mettere in risalto che il posto dei mascalzoni non è lo stadio ma le patrie galere, anche se sono tracimanti. Se le società calcistiche e i loro Presidenti dovessero continuare ad aver rapporti con questi criminali è giusto che anche loro dovessero essere puniti perché nel loro modo di agire si potrebbe ravvisare il reato penale di “Associazione per delinquere”. Il Ministro dell’interno Angelino Alfano ribadisce che il capitano del Napoli Hamsik è andato a raccontare alla curva che il tifoso napoletano non era stato in alcun modo ferito in un contesto collegato a faide tra tifoserie.

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La partita che doveva essere sospesa è stata giocata solo perché l’ordine pubblico era garantito dentro e fuori lo stadio. Questo è quello che il Prefetto, le Associazoni Calcio e persino il celebre Genny ’a carogna stanno continuando ad affermare. Per chiudere, ma non in bellezza e con l’amaro in bocca, non rimane altro che evidenziare ed essere concorde con quanto detto dal Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti: "Ho provato vergogna di essere italiano".

Francesco Mavelli

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